The Morning After - Il mattino dopo (Sidney Lumet, 1986)

Turner: “I like to repair stuff”

Alex: “Stuff? What stuff?”

Turner: “Whatever needs it. Whatever people are through with”

In queste brevi battute di dialogo credo si trovi il fulcro di questo piccolo film prodotto dalla Lorimar - una casa di produzione che, se ben ricordo, fu legata più che altro alle serie televisive - girato in soli 35 giorni con una sceneggiatura riscritta più volte e che valse alla Fonda la sua settima nomination al premio Oscar. Opera minore di Lumet abbastanza fraintesa nonché sottovalutata dal pubblico, spesso spacciata semplicemente come blando thriller anni '80, in realtà è centrata su personaggi tipicamente lumetiani: due emarginati, per un motivo o per l’altro prima usati e poi gettati via dalla società, entrambi alle prese con il loro personale periodo buio (la “notte”).

Viveca Van Loren (Jane Fonda), nome d’arte (quindi inautentico, come la sua vita) di un’attrice in profonda crisi, fallita e semi-alcoolizzata, sposata (ma di fatto separata) con un arrampicatore sociale straniero (Raul Julia), non riesce a uscire dal suo personaggio pubblico, cosa che le consentirebbe di ritrovare Alexandra Sternbergen - cioè, sé stessa. Ci riuscirà gradualmente solo grazie al sacrificio di Turner Kendall (Jeff Bridges; curioso il fatto che in inglese to turn the corner significhi “superare la crisi”), ex-detective di provincia la cui vita (autentica) è ben rappresentata dalla sua automobile (la Chevy Bel Air del '55: un tempo gran macchina, ora in completa rovina) e che ha già intrapreso un percorso di ricostruzione/riparazione/redenzione personale avendo già vinto la sua guerra personale contro l’alcool.

Da notare il fatto che, per lunghi tratti del film, l’aspetto giallo/thriller rimane relegato sullo sfondo; al contrario, è costante il focus sul rapporto tra i due personaggi principali insieme al tema dell’aggiustare, del ridare nuova vita alle cose - e di rimando, alle persone - di cui gli altri si sono troppo frettolosamente sbarazzati. Gli sforzi e le sofferenze di entrambi i protagonisti verranno, alla fine, ripagati: al termine della lunga notte c’è un luminoso mattino; il riscatto è possibile.

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perché solo il titolo originale?
da noi uscì eh :wink:

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Sì, hai ragione, giusto ora vedo la correzione di Almayer. Scusate, siccome quando è possibile vedo i film stranieri in versione originale, per me è sempre il titolo scelto dal regista a contare.

La prossima volta starò più attento.

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Nessun problema, è solo per avere il titolo del thread più completo possibile, anche per un eventuale ricerca nel forum :wink:

Comunque ottima segnalazione

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