Total Recall (L. Wiseman, 2012)


http://www.cinematografo.it/cinemedia/toronto_irecall/i/00017797_Toronto_Recall.html

A quanto pare vogliono fare un remake di Total Recall…no comment.

Il reboot di Atto di forza diretto da Len Wiseman verrà girato negli studi Pinewood della città canadese: inizio produzione a marzo 2011

Ebbene si, hanno rifatto anche l’Atto di Forza di Verhoeven solo che al posto dell’Arnold mondiale c’è Colin Farrell ed al posto della Stone la Beckinsale.
Pur pregustando effetti speciali cazzutissimi e gran ritmo penso che lo vedrei giusto in una serata nella quale passassi da un cinema senza avere altro da fare ma sono curioso di sapere se qualcuno lo ha già visto.
Opinioni?

Visto una decina di giorni fa. Obiettivamente, con tutte le recensioni negative che ha ricevuto, mi aspettavo il peggio. E invece, fermo restando il fatto che 1) la regia di Wiseman non vale certo quella vigorosa, tutta “carne & sangue” di Verhoeven 2) stravolgendo Dick, Marte è stato del tutto eliminato dalla trama (tranne un velocissimo, simpatico, accenno in un dialogo), il film vale sicuramente la visione. Perchè il messaggio libertario e antiimperialista è sempre gradito, la realizzazione tecnica è ineccepibile (applausi alle scenografie e all’uso del digitale), gli attori sono in parte. Certo, Farrell non ha la muscolatura ingombrante, quasi da “operaio sovieticus” di Schwarzie, ma è prestante e simpatico (ed è sicuramente un Attore), la Beckinsale parte “rifacendo” il personaggio della Stone ma poi diventa più incazzata e implacabile di Michael Ironside nel film originale, la Biel mi piace sempre, Cranston meritava più spazio. Flop praticamente ovunque (anche da noi), ma se amate la sf e più in generale l’“entertainment” che non offende il cervello, recuperatelo in home-video fra qualche mese.
P.S. E pure qui, per fortuna, si lascia un lieve dubbio se quanto abbiamo visto è DAVVERO accaduto…

Questo è male. Niente donna tri-tettuta quindi? :smiley:

Personalmente non sapevo neanche che fosse già uscito da noi anche perchè è stato pubblicizzato pochissimo mi pare.

a me è piaciuto. a dir la verità non ricordavo molto dell’originale e me lo sono andato a rivedere e che dire, l’ho trovato davvero datato, molto datato. gli effetti speciali per l’epoca erano notevoli, ma la fotografia e le scenografie viste con l’occhio di oggi sembrano quelle di un film di serie Z, questa è l’impressione che ho avuto. ma nemmeno film di 10 anni prima apparivano così! cioè, visivamente un blade runner è ancora ottimo, potrebbe essere stato girato oggi, e infatti questo nuovo total recall ha un aspetto che lo ricorda, molto bello, anche l’idea della “discesa” mi è piaciuta.
quello che mi è piaciuto di più nel vecchio film è stato il finale, cosa comunque non da poco. l’idea dell’ossigeno che viene liberato e crea una atmosfera per rendere vivibile marte è più convincente di quello che si sono inventati in questo remake.

In realtà ricordo che già all’epoca gli effetti speciali meccanici (Kwato o Schwarzy che sbuca dall’involucro del donnone) apparivano piuttosto plasticosi, i set abbastanza finti, e tutto il film sembrava più uno scatenato omaggio ai film di fantascienza a basso costo, poca credibilità e nessuna logica ma avventura e divertimento a palate.

quello che mi è piaciuto di più nel vecchio film è stato il finale … più convincente di quello che si sono inventati in questo remake.

Ero tentato di andare a vederlo ma dai trailer mi sembrava di rivedere Minority Report, film che ho abbastanza detestato. E’ fondata questa cosa o il film riesce ad avere una sua identità? (la considerazione sul finale meno riuscito non mi fa ben sperare).

mah, secondo me non c’entra molto con minority report, anche a me non piacque per niente. questo è semplicemente un total recall, con qualche citazione dell’originale ad esempio la donna tritettuta, con le città che sembrano paro paro la los angeles di blade runner e con qualche aspetto della trama modificato.
p.s.: nel mio primo intervento non ho messo lo spoiler perchè la frase sul finale di total recall originale l’ho inserita in un secondo momento e non c’era più il comando per spoilerare e poi perchè riferendosi ad un film di 22 anni fa ho pensato che non ce ne fosse stato bisogno. mea culpa comunque.

per quanto riguarda il mio accenno agli effetti speciali sbalorditivi per l’epoca mi riferivo ad alcuni in particolare che quando vidi il film a 15 anni mi stupirono, tipo la testa della donna che si apre e appare schwarzy. poi vinsero l’oscar se non erro. poco dopo venne terminator 2 con il t-1000 e da lì in poi tutto cambiò.

ultima considerazione: se l’aspetto fotografico-scenografico così tanto “b-movie” era una cosa voluta, allora ci sto, è venuto benissimo e lo accetto, perchè poi il film in effetti è molto divertente (tra l’altro bellissime anche le musiche dell’originale), se però non era voluto…

Per Freudstein: tranquillo, pure qui son riusciti a metterci una donna tritettuta!
P.S. Idea sapientemente “omaggiata” in “Paul”, quello sì un film davvero riuscito!

certamente godibile, pieno di belle trovate visive e, a parer mio, l’essersi discostato il più possibile dall’originale è un merito. Mi è piaciuta anche la triade di protagonisti Farrell/Beckinsale/Biel. Tuttavia l’originale, fracassone, sanguigno e meno “intellettuale” a livello sci-fi, continua a trasmettermi qualche emozione in più

Ottima tutta la prima parte, la “costruzione” della vicenda, diciamo fino a che non è acclarato che Farrell non è un operaio squattrinato e mezzasega, ma un super agente segreto della Ribellione, nel cui cervello hanno impastato come in una forneria.Da lì in poi tutto diventa concitato e claustrofobico, il che non deve essere necessariamente letto come un difetto, anzi magari è proprio ciò che il film intendeva offrire allo spettatore, ma personalmente l’effetto che ho provato è stato un po’ quello delle montagne russe, dove lì per lì ti diverti anche, sballottato come un sacco di patate, ma poi, una volta sceso dalla cabina, rimane solo un po’ di stomaco sottosopra e un’idea confusa dei 5 minuti appena trascorsi a velocità “smodata”.

La seconda metà di film corre troppo veloce e troppo intasata di azione, fatti e cose, a mio modesto parere; Wiseman un po’ la tendenza a dirigere un videogioco più che un film ce l’ha, basti vedere la scena in cui Farrell alla Recall deve fronteggiare l’assalto delle milizie governative, da solo contro 10 uomini. I movimenti frenetici e robotici di camera seguono le evoluzioni atletiche del protagonista, esattamente come avviene in un videogame, aggiungeteci la computer grafica, e l’effetto Play Station è un attimo.

Segnalo che nel br, oltre alla versione “theatrical”, c’è pure quella estesa, con 12 minuti in più.

Visto ieri nel blu ray (in versione extended). Mah, pensavo molto peggio.
Non che mi sia piaciuto, eh, però alla fine è sicuramente guardabile. Non ha un millesimo del divertimento, del fascino e della violenza del film di Verhoeven ed è giusto così.
Sicuramente meglio la prima parte della seconda anche se ormai tutte le sequenze d’azione così chiaramente digitali mi lasciano freddo. Che poi non è che danno fastidio perché il digitale si nota (anzi, sono fatte più che bene) ma danno fastidio perché ormai si può fare qualsiasi cosa e viene meno l’effetto sbalordimento che c’era fino a qualche tempo fa.
Ormai non c’è scena d’azione che non sia possibile realizzare.

Ricordo che tempo fa leggevo una vecchia intervista a uno che si occupava di animazione di cartoni animati e diceva che l’animazione era il top perché con l’animazione uno poteva davvero fare qualsiasi cosa senza porsi problemi tipo “ma questo è troppo grande” o “ma questa è un’idea che costerebbe troppo”. Era vero, in fondo, e adesso questo concetto si applica senza problema anche al cinema action/sci-fi di Hollywood. Questo non aver più limiti è diventato un limite, almeno per me.

Comunque il film è scorrevole, intrattiene abbastanza bene ed è fatto con competenza anche se per tutta la sua durata viene ammorbato da continui e orrendi lens flare. Io davvero non ne capisco il motivo. Sono un marchio di fabbrica di quel cretino di J.J. Abrams (ricordo che durante la visione di Super8 sono stato tentato mille volte di togliere il blu ray perché mi infastidivano troppo) e davvero non ne capisco l’utilità. Uno ogni tanto può anche starci bene ma non è accettabile di averne in ogni inquadratura, per tutto il film. Insopportabile.

Blu ray veramente ottimo anche se gli extra scarseggiano (anche se alla fine un making of avrebbe mostrato più che altro green screen a volontà).

Remake sicuramente meno peggio di quel che ci si poteva aspettare, niente di che ma una guardata se la merita.
Nonostante le ambientazioni e le trovate ipertecnologiche siano molto cambiate rispetto all’originale, la trama rimane in realtà quasi identica, stessi passaggi e in certi casi stesse scene con tanto di strizzatine d’occhio qua e là.
Scenografie mirabolanti e pesantemente debitrici di Blade Runner e Minority report, trovate tecnologiche ben riuscite (l’ascensore planetario è decisamente una gran trovata).
Colin Farrell regge abbastanza bene il ruolo, anche se la sua popolarità continua a rimanere un mistero per me. Il personaggio di Cohaagen è invece nullo a paragone del bastardo despota marziano di Verhoeven.

Fino a metà il film conserva un ritmo non troppo frenetico, e tanto basta a farlo sembrare più profondo e incisivo del blockbusterone medio attuale. Da metà in poi si trasforma in un videogiocone col piede sempre sull’acceleratore, e come diceva D-Fens il tutto diventa un ottovolante che finisce per stancare. Incredibile il fatto che ogni singolo inseguimento sembri costruito su una particolare categoria di videogame. Per esempio, a un certo punto i protagonisti si inseguono saltando su una serie di terrazzi sospesi, con la camera che a tratti si muove parallelamente all’azione, et volià il platform è servito.

Un’altra nota, che però vale anche per tanti altri film recenti, è su certi casting fatti veramente ad minchiam.
Nel film di Verhoeven la moglie di Quaid è interpretata da Sharon Stone, bionda e boccolosa. La ribelle Melina che è - proprio letteralmente - la donna dei sogni di Quaid, è invece una mora caliente e latineggiante.
La cosa è perfettamente logica perché, per quanto sia poco credibile che uno si stanchi di vedere Sharon Stone nell’altra metà del letto, si sa che uno desidera ciò che non ha, l’erba del vicino ecc. ecc.
Qui invece i due personaggi sono interpretati da due attrici identiche, praticamente due cloni di uno stesso stereotipo attuale, fisico asciutto e un po’ androgino, capelli lunghi e scuri, zigomi e labbra da manuale. Cioè è un bel vedere e non si discute, ma dopo la scena del sogno che apre il film (come nell’originale) con Quaid che si risveglia accanto alla moglie, io per un po’ ho creduto che si trattasse sempre dello stesso personaggio.

Vabbe’ passabile dai, nel senso che passa senza fare troppi danni.