Tsutomu Miyazaki, l'otaku assassino

In giappone è famosissimo. La sua storia fu raccontata sul primo numero di Zero, nuovo corso di Granata Press.

http://www.charlest.whipple.net/miyazaki.html

Dimenticavo di dire che in quel link si trova la traduzione inglese di quell’articolo di Zero. Faccio un brevissimo riassunto di questo caso umano

Tsutomu Miyazaki era un ex enfant prodige che soffriva di una malformazione alle mani. Al liceo i suoi risultati scolastici divennero pessimi e diventò un fotografo.
Iniziò a sviluppare le sue prime perversioni fotografando i culi delle tenniste ai loro allenamenti. Un suo compagno di classe disse che una volta aveva visto il suo pene e disse che era più corto di un mignolo e più stretto di una matita. Miyazaki credo che subisse molto queste malformazioni: infatti sequestrò e torturò 4 bambine tra i 4 e i 7 anni.
Il tutto con una ferocia senza pari, abusando dei cadaveri, sezionandoli, mangiando alcune parti e conservandone altre.
Miyazaki era asociale, viveva in uno sgabuzzino ed era un collezionista di anime e di film horror; in particolare era un fan dei guinea pig movies.
Alla fine fu beccato prima che compiesse un ulteriore rapimento e arrestato dalla polizia, confesso tutto. Suo padre si è suicidato per la vergogna e attualmente Miyazaki si trova nel braccio della morte.
Allego un altro link
http://en.wikipedia.org/wiki/Tsutomu_Miyazaki

lo ricordo anch’io su Zero edito da Granata…
…qui è riportato un classico caso di “caccia alle strege” a scapito della cultura Otaku a causa di quell’imbelle di Tsutomu Miyazaki:

[i]"…la parola otaku fu usata per indicare particolarmente gli appassionati di fumetto e animazione. Questo utilizzo del termine fu merito del giornalista Nakamori Akio che nel 1983 pubblicò con successo un articolo intitolato Otaku no kenkyuu (Studio dell’otaku) nella rivista “Manga Burikko”, concentrando l’attenzione sulla figura dell’otaku. Così si ebbe una grande diffusione della parola finché un episodio di cronaca nera determinò una nuova e più negativa visione dell’otaku considerandolo un maniaco. Nel 1989 Miyazaki Tsutomu seviziò e uccise orribilmente quattro bambine. La polizia ritrovò nell’appartamento del maniaco un immenso deposito di videocassette pornografiche. Soprattutto ciò che impressionò gli investigatori fu il comportamento psicotico di Miyazaki Tsutomu che filmando gli omicidi con una videocamera ricostruì nel montaggio i film che collezionava. Egli non era in grado di distinguere la realtà dalla fiction. I giornali misero in evidenza la frequentazione del Comiketto (Comics Market), il più importante raduno di otaku, da parte di Miyazaki Tsutomu, e lo identificarono così con la figura dell’otaku. Le esagerazioni della stampa scandalistica portarono a considerare tutti gli otaku come maniaci potenzialmente pericolosi. Così manga e anime, da sempre abbondanti di contenuti erotici, furono messi sotto accusa. In particolare i generi bishoujo ed hentai, apparentemente riconducibili alle peggiori perversioni sessuali, e i doujinshi, fumetti amatoriali e parodie a sfondo erotico. Col tempo queste associazioni fra otaku e maniaci si rivelarono indebite e infondate. Era evidente che i criminali non avevano bisogno di ispirarsi a manga e anime per commettere i loro misfatti. D’altronde i casi di otaku coinvolti in crimini erano statisticamente irrilevanti, tanto da escludere una diretta correlazione di manga e anime con i comportamenti criminali. Eppure l’idea dell’otaku maniaco è ancora resistente al passare del tempo, nonostante ciò il significato della parola otaku ha assunto anche in Giappone delle valenze positive."

http://www.nipponico.com/dizionario/o/otakkuru.php

[/i]

posso confermare che la parola “otaku” ha un accezione molto negativa in giappone, e si riferisce ad una persona con seri problemi a socializzare.
E’ bello scoprire che non sono stato l’unico a comprare quell’ primo/ultimo numero di zero