ultras vero problema della società

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Ottimo articolo. Purtroppo come dicevano i Wu-Tang: Cash rules everything around me…E visto il cash che gira nel mondo del calcio, i vampiri di babilonia non ammettono che qualcheduno possa rovinare o disturbare il loro lauto pasto. The show must go on…
Credo proprio che il movimento ultras sia destinato a finire. A meno che le curve d’italia non smettano di farsi le scaramuccie e si coalizzino finalmente contro il vero nemico.
Uniti vincimu, divisi carimu.

l’autore di quel blog è uno dei fondatori della falange d’assalto nei primi anni 80, ora risiede in america e pensa che programma le vacanze in base alle tifoserie che il rimini incontrerà durante le settimane nelle quali viene qua.
intanto, sparati sto articolo drughè:

Ultras dello Zenit S.Pietroburgo in trasferta a Vladivostok

cartina della Russia, per dare un’idea della lunghezza

Quindicimila chilometri: da San Pietroburgo a Vladivostok. Sola andata. Giusto dei disperati o degli inguaribili ottimisti possono sperare di fare trentamila chilometri in pochi giorni con una Honda Civic vecchia di 20 anni. Ottimisti o disperati come solo i tifosi più autentici sanno essere. Come i tre che hanno seguito lo Zenit in trasferta, lo hanno visto vincere 2-0 sul Luch-Energiya, e poi all’uscita dello stadio hanno preso atto che la macchina da lì non si sarebbe più mossa, obbligandoli al ritorno coi vecchi ma decisamente più affidabili treni della Transiberiana.
La passione per il calcio è condivisa da milioni di persone ma solo una minoranza è pronta a sobbarcarsi trasferte, allenamenti, pioggia in fila ai botteghini, caldo o freddo allo stadio. Una minoranza sempre meno compresa in tempi in cui la partita è ridotta a programma da gustarsi comodamente in salotto in alternativa a film e varietà: un calcio senza sapore, privo dei commenti dei vicini di posto, del sole, della pioggia, degli striscioni mai inquadrati dalle telecamere, dei cori.
Un tempo erano queste erano le cose che distinguevano i tifosi dai semplici appassionati. Poi col calcio-marketing si è passati all’identificazione tifosi-telespettatori con la conseguenza di dare a ogni giorno della settimana la sua partita, riempire i palinsesti e svuotare gli stadi. Che all’incremento del prodotto e quindi alla riduzione della sua “utilità marginale” non segua la diminuzione del costo dei biglietti è un nonsenso economico. Il senso lo acquista se si comprende che chi, costretto dai prezzi esagerati, non va più allo stadio diventa un telespettatore in più.
Poi dalla Siberia arriva un trio fuori dal tempo che ricorda a tutta Europa cos’erano il tifo e il calcio pre-Champions league. Il presidente dello Zenit regala ai tre una nuova autovettura. «Non sappiamo ancora chi di noi tre diventerà il proprietario. Di certo la dipingeremo coi colori bianco e azzurro dello Zenit, in modo che gli altri tifosi della nostra squadra possano identificarla immediatamente quando gireremo in città». L’amore e il tifo per la squadra sono condivisione. Altrimenti non sono.

Alcuni giorni fa, su varie testate giornalistiche comparve un articolo nel quale si parlava di una rapina avvenuta nel Torostore situato nella centrale Piazza Castello, rapina insolita in quanto effettuata di giorno e a volto scoperto. Nell’arco della giornata in molti si premurarono di rendere noto che i protagonisti dell’irriverente e illegale gesto erano stati alcuni ragazzi appartenenti al gruppo Ultras Granata.
Regolamento di conti, uno sgarro che è stato fatto pagare. morale della favola, come si può facilmente intuire è che la stampa iniziò a fare una becera (re)pressione sulla coscienza dell’onesto cittadino-lettore sottolineando come non ci fosse rispetto nemmeno per Carlo Testa (stimatissima persona legata al mondo granata e neo titolare del suddetto negozio) e come questa gentaglia non avesse valori ecc…insomma, le solite cazzate. I “rapinatori”, Sergio e Jacopo, i nomi si possono fare in quanto SONO INNOCENTI, sono stati subito arrestati dalle forze dell’ordine, e sono tutt’ora in carcere. Ora direte voi, è giusto, hanno rubato devono stare in galera.
Ora però vi racconto una favola di natale, tanto più o meno siamo nel periodo giusto.
Allora, ci sono un gruppo di ragazzi tra cui Sergio e Jacopo, che hanno una passione in comune, il Toro. Tutti fanno parte dello stesso gruppo ultras, gli Ultras Granata, mancano pochi giorni a natale e si chiedono cosa possano regalare ai loro amici. A un certo punto l’illuminazione : “cazzo, chiamiamo carlo e gli chiediamo se ci prepara qualche felpa e cazzate varie personalizzate così regaliamo quelle!!”
Viene fissato il giorno della consegna e Sergio e Jacopo si prendono la briga di andare a ritirare la merce. Si presentano al negozio ma il buon carlo, sommerso di lavoro non è riuscito a preparare tutto l’occorrente. Vuoi perchè ai ragazzi sta roba serviva, vuoi perchè a 22 anni sei abbastanza suscetibile i due, abbastanza scazzati prenodono quello che è pronto e se ne vanno, senza chiarire che avrebbero pagato il tutto pochi giorni dopo, al momento del ritiro della restante merce.
Ora passi il fatto che lì per lì, date le circostanze e i modi, tale evento possa sembrare un furto (una rapina mi sembra eccessivo) però dopo pochissimi giorni il conto è stato saldato ma…Sergio e Jacopo sono ancora in “gita” nelle patrie galere, dove hanno passato natale , capodanno e oggi anche la befana!!!

Evito di commentare, riporto solo di seguito il comunicato degli UG riguardante la protesta e che riporta in maniera meno scherzosa i fatti:

In occasione della partita interna del 13 gennaio contro l’Inter noi Ultras, in accordo con tutti i gruppi organizzati della Maratona, abbiamo indetto una protesta per la detenzione forzata di Iacopo e Sergio (i due ragazzi finiti in carcere per la nota “faccenda del Torostore”): tutta la curva resterà vuota per i primi 15’ dell’incontro.

Non essendoci mai stata chiarezza sull’accaduto, consapevoli che molti potrebbero non condividere questo genere di protesta, abbiamo deciso di spiegare come si sono svolti i fatti. Occasionalmente accade che, previo accordo con i rivenditori del merchandising del Torino Calcio, alcuni articoli ufficiali vengano preparati in base alle nostre richieste, pronti per essere ritirati da qualche nostro esponente. Abbiamo sempre pagato tali ordinazioni e, per inciso, lo abbiamo fatto anche questa volta, pochi giorni dopo l’episodio incriminato. Nella circostanza, la merce rappresentava i regali per il Natale alle porte. Il suo mancato approntamento ha generato il malinteso su cui hanno potuto facilmente avventarsi giornalisti e forze dell’ordine.

Iacopo e Sergio, infatti, hanno prelevato dal negozio parte degli articoli commissionati, consapevoli dei buoni rapporti con il gestore e che tutto sarebbe stato saldato all’indomani, ben visibili agli occhi di tutti, in pieno giorno e in piazza Castello: altro che rapina! Questi argomenti non sono bastati a chi va in giro per le boutique del centro a fomentare la repressione, tuttavia.

Dopo 3 settimane, Iacopo e Sergio sono ancora rinchiusi in carcere; mentre il tribunale della libertà ha provveduto a riconfermare il loro arresto. Il caos creato ad arte in superficie dai quotidiani, che dedicano alla faccenda articoli frequenti e fuorvianti, rafforza la posizione di chi scava i tunnel della repressione e gongola al pensiero di scaricare sui due ragazzi un po’ della propria frustrazione. A fronte di un semplice malinteso, malgrado le varie richieste di scarcerazione accolte per casi ben più gravi e in tempi ben più brevi, finora la risposta della legge è stata: detenzione ad oltranza. Ebbene, noi non accettiamo che una semplice incomprensione, uno pseudo-reato abbia costretto due ragazzi di 22 anni a passare tutte le festività in carcere e ce li costringa tuttora, nonché segnato indelebilmente il loro futuro.

Abbiamo sempre pagato per le nostre colpe, reali o meno che fossero, senza chiedere aiuto ad alcuno se non a noi stessi. In questi giorni, la partita da giocare è ben altra; per questo vi chiediamo la massima disponibilità a tener vuota tutta la curva per i primi 15’: sarà un segnale per Iacopo e Sergio, che stanno pagando in maniera spropositata e ingiusta, ma sarà anche un segnale contro la repressione che sta rovinando il mondo degli ultras e del calcio in genere.

ULTRAS GRANATA 1969

Gruppi organizzati della curva Maratona

Sapete chi è quello che nella foto in altro a sinistra fa la pernacchia?

Benito Jacovitti, non un mulo qualsiasi.

Tu dovevi astenerti, non vale.

ultras oltre la categoria…veramente encomiabili questi ragazzi che seguono il biagio nazzaro (eccellenza marche): http://www.brigatebiagio.it

http://www.brigatebiagio.it/agg1/amicizie/5.jpg

Per dire…
Chiaravalle (grattaci le palle n.d.r.) dista una manciata di km da Ancona eppure esiste un grosso campanilismo.
Ricordo che quando ero più ragazzino andavo a vedere il Collemarino (altra frazione di Ancona dove abitavo) quando giocava con la Biagio.
Indelebile il ricordo della piazzetta gremita di gente con il vecchio capo ultras dorico che girava in motorino per spizzare se arrivavano i biagiotti.
Il motto era: biagiotto ragiona, Colle non perdona. Ed effettivamente il bilancio era nettamente (vuoi anche per il numero) a nostro favore.
Ricordo anche quando vennero per la prima volta i veronesi in Ancona, i conigliacci di Chiaravalle andarono addirittura nella loro curva!!
Questo è uno dei lampanti motivi per cui NUMERICAMENTE (e solo li), siamo inferiori agli ascolani. Ad Offida per dire seguono l’Ascoli, così come Pedaso e tutti gli altri paesi limitrofi.
Noi nelle marche, salvo un vecchio legame con i ragazzi di Urbino e una certa indifferenza con i ragazzi di Civitanova, abbiamo tutti contro, a partire dai paesi nella nostra provincia. Ma alla fine chi se ne fotte?
Ancona siamo noi, e voi non siete un cazzo.

Pure quelli dell’Osimana?

pure noi nella nostra regione siam messi cosi…abbiamo giusto il gemellaggio coi ragazzi del cattolica (caldissimi e molto tosto, vedere cosa han fatto l’anno scorso per il derby col riccione eheheh).

Avoja… Certe scazzottate negli anni '90…
Di frazioni pro Anona ci sono: Camerano, Loreto, Sirolo-Numana-Marcelli, Falconara, Castelferretti.

Il fratello della mia ex era un ultras dell’Osimana, era stato interdetto per non so quanto tempo per aver picchiato 2 volte un celerino. :confused: