Un gatto nel cervello (Lucio Fulci, 1990)

lunedì 28 gennaio ore 00:30 canale FANTASY

L’intervista a Tentori è molto interessante ma, a meno che tu non sia un grande amante del film, non mi sentirei di consigliarti l’acquisto di un doppione.

L’ho acquistato in quanto, oltre all’intervista extra cui si è accennato-al booklet ed agli altri Contenuti speciali tra i quali una foto gallery ed il trailer, il formato video dell’edizione Rarovideo è in anamorfico widescreen (differente, indi stranamente, dal full frame 4/3 della Versione Edicola cui ho fatto riferimento e che ho regalato ad un amico che non riusciva a reperirla)…:slight_smile:

Sì, davo per scontato il discorso del formato widescreen anamorfico.

Direi che hai fatto bene: acquisto di una versione nettamente migliore e regalo per un amico :wink:

che differenze ci sono tra le 2 versioni: francese (One Plus One) e italiana (RaroVideo)? Su Kult è riportato che quella francese è integrale ma dura 5min in meno della Raro. Confusion!! Il formato indicato sempre da cult è 1.85:1 per entrambi… ma nel topic ho letto diversamente per l’ed. raro.
In soldoni , secondo voi, qual’è la migliore tra le due? Thanx

Ti posso dire soltanto un gran bene dell’edizione Rarovideo che, peraltro, non credo sia cut…
…l’altra non la conosco :wave:

rispondo qui ad un amico per evitare di andare OT nel topic che riguarda Massacre;)

non vorrei passare per detrattore di questa singolare pellicola di Fulci, e gli riconosco tutto il fascino che ha… protagonista in primis:rolleyes:
è un film che mi diverte, che mi ha sempre divertito… non è un caso che oltre al dvd ho anche la vecchia vhs.

col passare del tempo, però, soprattutto dopo la “scoperta” del lotto LucioFulciPresenta… il mio atteggiamento è mutato, se non radicalmente almeno un pochino.

è davvero sconcertante il riutilizzo dei momenti gore appartenenti ad altri film (qualcuno diretto dallo stesso Fulci, qualcuno no)… sembra un compendio inframezzato da siparietti inediti girati per l’occasione.

poi ovvio… resta il “divertimento” innegabile che la pellicola offre… ma per quanto mi riguarda, nulla di più.
:wink:

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Anche io considero il film molto divertente, a suo tempo me ne infatuai alla prima visione.

Riguardo al tuo appunto, c’è però da dire che l’intento del lavoro era chiaro sin da subito.

Lucio Fulci, infatti, ha sempre dichiarato che la realizzazione della pellicola è stata possibile grazie al lavoro di quel grandissimo montatore che rispondeva al nome di Vincenzo Tomassi.

Diciamo che, a mio avviso, l’effetto sconcerto può causarlo se non si è a conoscenza della genesi del film.

P.S. Ovviamente non è una critica, solo la mia analisi :wink:

sì sono d’accordo con te.
il mio è il punto di vista di uno che all’inizio aveva intuito il lavoro di montaggio pazzesco, ma non conosceva i film del lotto prima dell’avvento delle vhs avo.
quando ho potuto vedere al dettaglio in cosa era consistito il lavoro di montaggio… beh… magari il termine “sconcertante” è troppo vigoroso, però dentro me il film ha subito un duro colpo.
certo, ho apprezzato ancor di più il lavoro di Tomassi, grande montatore come sempre, che è riuscito ad assemblare piuttosto bene tutta quella roba.

rispetto al film e agli intenti… io non so cosa disse all’epoca Fulci… ma il tutto cmq ha il sapore di questa operazione: i film del lotto non avevano avuto alcuno sbocco, dunque la produzione ha ben pensato di non buttare niente ed imbastire un film.
la trovata del Fulci attore è certamente una bella trovata, ma credo che la stessa se fosse stata sfruttata in maniera più adeguata avrebbe prodotto ben altri risultati.

ovviamente anche le mie sono solo considerazioni personali;)

In effetti, rivedendolo dopo anni, molti elementi si sarebbero potuti sviluppare in modo differente.

L’intervista che ho letto credo fosse di metà anni '90 - lo stesso periodo in cui visionai il film - quindi, qualche tempo dopo l’uscita reale della pellicola.

L’incipit rimane strepitoso, puro genio fulciano:

Una donna viene uccisa con l’accetta, ha il volto diviso a metà. Un’altra strangolata. Un’altra ancora impiccata. Un’altra tagliata a pezzi con la motosega. Un’altra annegata nell’acqua bollente, la gola dilaniata da un gatto inferocito. Bruciata viva. Sepolta viva. Torturata. Accecata. Pugnalata. Segata in due. Crocifissa. Decapitata”.

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Come si vede dagli interventi che precedono ancora oggi questo film unisce e divide, attira o fa ritrarre, oscilla tra sensazioni diametralmente opposte tra gli spettatori.
Volendo, anche a fini riepilogativi, azzardare delle considerazioni globali sulle quali confrontarsi ulteriormente rilevo:

  1. l’estrema validità dell’idea globale, a base del film, che Fulci riesce comunque a fare emergere nonostante l’esiguità dei mezzi a disposizione concessi dalla miope produzione;
  2. la necessità di sgomberare preliminarmente il campo da equivoci, come del resto ha sottolineato ripetutamente il regista Medesimo, in quanto (nonostante nomi e luoghi) la vicenda narrata ha poco o nulla di autobiografico;
  3. la fertilità creativa dell’Autore che, nell’ultima parte della sua vastissima filmografia, ha dimostrato di aver molto da dire con una modernità sorprendente che (in parte) anticipa idee base del Cinema a venire;
  4. la strumentalità dell’uso d’immagini tratte da altri propri film, siano esse edite o inedite, nello sviluppo della vicenda filmica rappresentata giacché si tratta semplicemente: di dar vita, oggettivandole, ad ossessioni splatter di truculenti delitti (tratti da film del regista protagonista del narrato) per induzione ipnotica indotta dallo Psicanalista-Killer;
  5. la sapiente, invero consueta e sapiente, alternanza di momenti umoristici a momenti macabri con dimostrata abilità ad attraversare i territori sia del giallo tradizionale che del thrilling;
  6. la profonda umanità che traspare, comunque, anche quando si vuole nasconderla.
    E’ evidente, da quanto precede, che il film mi è piaciuto e ne consiglio la visione a tutti: specie ora che, sia pure tardiva e talvolta indulgente in eccesso, è partita la sua capillare rivalutazione. :slight_smile:
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i film che vengono riciclati non sono soltanto quelli diretti da lui… ecco l’elenco che ho fatto nel topic di Massacre, lo ripropongo:

Massacre, Quando Alice ruppe lo specchio, Sodoma’s Ghost, Bloody psycho, Non aver paura della zia Marta, Fuga dalla morte e brevemente anche Hansel e Gretel.

dunque i “suoi” film sono 2 su 7;)

per il resto mi trovo d’accordo con il tuo topic… è un film che divide, senz’altro.
io non lo rifiuto nè mai l’ho rifiutato, semplicemente lo apprezzo meno di tanti altri titoli del regista… e lo considero un’occasione sprecata.

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Dimenticavo… lo stesso Fulci amava questa opera sperimentale.

Gli sarebbe piaciuto girare nuovamente il film, con mezzi economici superiori; gli effetti speciali li considerava qualitativamente schifosi…

Mi pare ne parli anche nell’intervista all’interno del book di Nocturno a lui dedicato.

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Qui sta il miracolo: nella scarsità di mezzi a disposizione, quando tantissimi avrebbero rinunciato a farlo il film, Fulci (alla pari di Di Leo e tanti altri Registi Italiani di Genere) si adatta disperatamente alla difficile situazione cercando comunque di sviluppare il proprio discorso pur lavorando in condizioni davvero terribili…
…Chi, ditemi ad esempio, al suo posto avrebbe sviluppato in condizioni analoghe un Incipit tanto Maestoso ? :oops:

Considera anche che per lavorare negli ultimi 3 film, Fulci è stato costratto ad entrare in un giro di produzioni di fortuna con esiguità estrema di mezzi a disposizione (costretto ad utilizzare casa propria ed altre location a costo zero, da qui l’equivoco del film-autobiografico come invece non è) pronto a sfruttamenti televisivi e/o del mercato home video comunque d’import (visto che ancora, sia pure in maniera minore rispetto al passato, all’estero tali prodotti riscuotevano un certo interesse) che limitavano all’essenziale l’impiego di risorse umane e strumentali…
…da qui l’annotazione, svolta anche da EDV, di Fulci che avrebbe gradito rifare l’ultimissima parte della propria filmografia in ben altri contesti migliori…
…certo, nonostante tutto e non era per nulla facile, Qualcosa di Estremamente (a mio avviso) significativo è rimasto ed ha dimostrato (nonostante, anche, le precarie condizioni di salute) di avere ancora tantissimo di Valido da dire…:oops:

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Sento innanzitutto il bisogno di compiacermi, per il puntuale lavoro di analisi che e’ svolto in questo thread riguardante il bellissimo film di Fulci intitolato
Un gatto nel cervello.
Premetto anche che io sono un accesissimo fan del maestro il quale mi ha, con le sue opere truculente ed in particolare con il film in questione,dicevo mi ha fatto compiere un’esperienza catartica incredibile nei confronti del senso dell’orrido.
Ma andiamo con ordine.
A molti spettatori potrebbe venire spontaneo di domandarsi come mai,Fulci abbia
realizzato un film come questo appunto ed altri carichi di effetti sanguinari.
C’e’ un motivo conduttore di fondo, nel suo operato, che a prima vista non emerge, ma che potrebbe, come e’ avvenuto nel mio caso, portare a risultati superlativi, e cioe’ il risultato ultimo e finale, in forza del quale, lo spettatore non provi piu’ nessun senso di ribrezzo e di repulsione verso la dimensione dell’orrore.Grande risultato questo, di irrobustimento psichico, in quanto lo spettatore si e’ abitato alla truculenza, fino al punto di non averne piu’ ribrezzo.
Cioe’ Fulci, compie sullo spettatore una geniale ed ardimentosa operazione di esorcismo del senso dell’orrido somministrandogli effetti sanguinari ad oltranza in modo che lo spettatore non ne sia piu’ sconvolto.
Una grandiosa e culturalissima operazione terapeutica:usare l’orrore piu’ sfrenato per combattere l’orrore.
Genialita’. Grande genialita’.
E’ come quando si usa un siero antivipera per combattere il veleno della vipera:quel siero e’ fatto usando il veleno stesso.
L’orrore si combatte con l’orrore.
Ma vediamo un esempio.

                          [flash]http://www.youtube.com/v/XqGPpiDdXPs&feature=related[/flash]

In questa eloquente sequenza Fulci, psicanalizza se stesso, come se psicanalizzasse ognuno di noi, tirando fuori ed oggettivizzando quel sentimento di orrido, che inconsciamente ognuno di noi ha dentro, senza sapere di averlo, e che ci porta ad avere ribrezzo dell’orrido stesso.
Fulci, lo tira fuori cinematograficamente, lo cesella e ce lo mostra.
Quando esso e’ stato palesato ed evidenziato, noi non lo temeremo piu’.Abbiamo paura quando ci troviamo di fronte a cio’ che non conosciamo e percio’
tendiamo a fuggire dalla dimensione sconosciuta, magari non fisicamente, ma psicologicamente, generando cosi’ noi stessi il sentimento dell’orrido e della paura.
Questa strategia fulciana,con me, ad esempio, ha avuto, pieno successo,poiche’ io sono indifferente di fronte allo splatter piu’ estremo.
E se appunto noi prendiamo i nostri orrori che atavicamente ci portiamo dentro e li esterniamo palesandoli, ebbene, non temeremo piu’ l’orrido,perche’
lui, il maestro, Lucio Fulci,questo alfiere dell’orrore, ci ha mostrato l’orrore e noi non lo aborriremo piu’:adesso sappiamo cosa sia. Lo abbiamo visto in faccia.:smt098

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Mi sono sempre chiesto se la scena della palla da biliardo è stata presa in prestito da Spell o se è una casualità.
Inoltre, c’è una parte della colonna sonora che ho già sentito altrove, un acanzone direi piuttosto famosa.

Pùo darsi che Fulci avesse visto il film di Cavallone come anche no, è comunque una scena abbastanza classica, ricordo di averla vista -se non ricordo male- anche in Agente 00 Tette - Missione sexfinger, che è del '77 come il film di Cavallone mi pare…

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Il film da cui proviene quella scena è Sodoma’s ghost dello stesso Fulci

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Nella colonna sonora vengono ripresi due temi da L’aldilà (quello principale e quello suonato col sassofono). Poi c’è un tema (quello che anticipa l’omicidio dellla prostituta [scena presa da Massacre]) che è presente anche in Spell dolce mattatoio.
Invece la nenia che accompagna la scena delle bambole presa da Non avere paura della zia Marta verrà riutilizzata in Torched (nella scena dello stupro).

ECCO!!! Ora torna tutto, non ricordavo. La canzone che intendevo è la stessa di Spell, che aveva fomentato ancor più l’analogia della palla da biliardo. Appunto, adesso che ho la mente lucida, non vi sembra una cosa particolarmente strana? Coincidenze?

P.S.Tra l’altro, quella stessa canzone anche quando la sentii in Spell mi diede l’impressione di già-sentito. Deve essere un brano più famoso.

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