Scialba commedia-dramma costruita attorno al girovagare di una banconota da 20$ la quale ci trascinerà, ad ogni alito di vento, verso nuovi possessori con annesse storielle o brevi episodi di vita metropolitana quotidiana. A fare da pseudo-cornice ci pensa la senzatetto della simpatica e stralunata Linda Hunt, che apre e chiude il film (oltre a sbucare dal cilindro qua e là tra una vicenda e l’altra).
Ovviamente parata di volti noti anche in piccoli ruoli.
Si parte con Brendan Fraser, tra matrimonio ed una festa di addio al celibato: verboso, lagnoso, né dramma né commedia, si ricorda per la graziosissima Melona Walters e l’esposizione delle sue grazie. Quindi, se la Walters v’arazzava (a me, molto) in Boogie Nightse, arrifateve l’occhi qui.
Seconda storia lunga: la migliore del film.
Scendono in campo Steve Buscemi & Christopher Lloyd, kohai e senpai. La storia si tinge di crimine ed inevitabilmente -considerando l’anno domini del girato- dialoghi e situazioni si fanno più interessanti pur senza mai eccedere in Quentinate. Simpatici anche i due adolescenti afro.
Terza storia lunga: da pera col Dash (cit.)
David Schwimmer ed Elisabeth Shue si ritrovano in un fievole dramma famigliare fatto di incomprensioni e lutti. Barbabietoloso.
È l’episodio dove all’interno della vicenda principale si interscano più segmenti a far da contorno, salvo poi purtroppo ritornare sui binari da sitcom-drama fino ad un finale aperto verso nuovi orizzonti y esperanza.
Ariecco in chiusura Linda Hunt; ma probabilmente i vostri occhi avranno già abbassato le saracinesche in anticipo…
Mi viene in mente che a distanza di pochi anni Alex Van Warmerdam girerà, sulla stessa falsariga ma più sfrontato, “De jurk” (il vestito).