Unknown (Jaume Collet-Serra, 2011)

Io sono sinceramente dispiaciuto per la tragedia che ha colpito Liam Neeson 2 anni fa, ma lo stesso non mi spiego come un attore come lui abbia potuto gettarsi in un gorgo senza fine di robaccia commerciale: passi ancora Taken, ma tra Clash of the Titans, A-Team e pure un cameo in The Next Three Days…non so, non capisco, avrà bisogno di soldi, o forse s’è stufato di fare l’attore. Qui viene diretto in un pasticciaccio a firma Collet-Serra (The Orphan), sorta di giallo internazionale con una sceneggiatura colabrodo, copiatissima e assolutamente inverosimile. Prendiamo Frantic, Intrigo a Stoccolma e altri Hitchcock, mischiamoli bene e abbiamo la prima ora di film, talmente prevedibile e telefonata da essere ridicola. Mettiamoci pure un po’ di Bourne e abbiamo il resto, ma non bastano attori bravi ma qui spaesati come Sebastian Koch, Diane Kruger, i grandi Bruno Ganz e Frank Langella, per risollevare le sorti del film. In aggiunta c’è anche January Jones (Mad Men) che ha la scioltezza recitativa di un comodino. Per chiudere cito Erbert:

At some point, a thriller has to play fair. We’re not satisfied when characters find it necessary to come out of nowhere and explain to the hero the underlying reality of his situation to him. Why does he need to know? Just bump him off. Whenever I hear one of those Underlying Reality Speeches, I think there should be a crawl across the bottom of the screen: This is actually the voice of the screenwriter desperately trying to explain the plot to himself.

Anyway, maybe this is all just me talking. Maybe I’ve seen too many movies. “Unknown” isn’t a really bad movie, just an absurd one.

http://rogerebert.suntimes.com/apps/pbcs.dll/article?AID=/20110216/REVIEWS/110219990/1023

Da salvare una memorabile scena tra Langella e Ganz.

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Non è la prima volta che trovo un commento almayeriano un po’ troppo tranchant e manicheo per i miei parametri :stuck_out_tongue_closed_eyes:

Vero è che il film scopiazza a piene mani a destra e a manca, ma ormai questa moda è stata ampiamente sdoganata nel cinema mainstream grazie all’opera di Tarantino: si chiama cinema derivativo, nessuno si scandalizza più ed anzi pare quasi che il cosiddetto citazionismo sia un valore aggiunto. Sia ben chiaro, a me non piace per nulla questo modo di fare cinema, ma questo film è uno dei tanti, non me la sento di puntare il dito contro quest’opera, al limite contro la tendenza in sé.

Per quanto riguarda le incoerenze nella narrazione, in effetti c’è n’è diverse. Ma essendo un’opera che ambisce piú ad essere cinema tamarro che ad essere cinema intelligente, sono disposto a chiudere un occhio per farmi coinvolgere emotivamente dal racconto.

In definitiva non lo trovo certo un capolavoro ma mi ha divertito e di certo nel filone a cui appartiene c’è molto di peggio.