Unrated: The Movie (T. Rose, A. Schnaas 2009)

IMDB

Frank, uno stupido regista, interpretato senza alcuna fatica da un surreale Timo Rose, si reca in una casa nel bosco con un manipolo di attrici miracolosamente sfuggite al porno per fare delle riprese, qua troveranno un una sorta di Necronomicon che li metterà in contatto con una dimensione popolata da mostri altrettanto stupidi…

//youtu.be/7pniGADOOAE

Ok, lo avete visto tutti ho attraversato una fase cinematograficamente nostalgica, tanto per cambiare. Ricordo quando da giovane su Nosferatu comparve il fanotmatico poster di “Zombie 90: Extreme Pestilence” c’erano due tipi in hazmat, la motosega, zombie, doveva essere il film di morti viventi definitivo, poi anni dopo grazie a una copia di 4° o forse 5° generazione scoprii che era una cosa sotto l’amatoriale, questo curioso Andreas Schnaas convinto di fare un horror epocale fece quello che lo rese perennemente ridicolo a sé stesso e al mondo.

Quest’aura che aveva in quegli anni era divertente perché ti immaginavi lui che metteva tutte le proprie forze per girare un Violent Shit con tanta passione e ne venivano fuori prodotti tangibilmente in grado di generare niente più che una terapia più efficace.
Il problema è che quando ha iniziato a cavalcare questa sorta di notorietà e autoironico successo.
Convinto di avere una fitta schiera di fan, perché il problema è un altro, i fan di A. Schnaas non esistono, è sempre stato un po il bambinotto con qualche kg di troppo che tutti volevano in compagnia, per riderci sopra e prenderlo per il culo, il problema è che quando il bambinotto sta al gioco e diventa autocritico, tu smetti di prenderlo in giro.
Ecco, questa è l’unica cosa che ti fa votare il film 2 anziché 1 sull’IMDB, Timo Rose impersona con perfezione maniacale lo stereotipo di fan ci Schnaas, ossia un bambascione che si masturba con le sue foto e che quando cade fa effetti sonori stile Hanna Barbera fuori sincrono, il tutto mentre è refrattariamente circondato da fighe pistellabili.
Del film c’è poco da dire, scene messe a caso, donne nude, musical, bloodshed finale e dialoghi a caso, il problema del voler essere autoironico è quello di generare un effetto drammaticamente opposto, era meglio quando nelle cose ci credevano e ne veniva fuori il delirio, per dirne uno Uwe Boll l’ha capita meglio.
Unica cosa che mi ha fatto un po’ tenerezza è l’aver voluto omaggiare Fulci con la presenza dello Zombie obeso di Zombi 2.

Vabbeh dai, ho scritto anche troppo, so che ve lo volevate comprare in edizione limited, ma il film è disponibile sul tubo su un canale palesemente legato a T.Rose, non guardatelo:

//youtu.be/R8t0blHwhIQ