Vincent doit mourir - Vincent deve morire (Stephan Castang, 2023)

Un uomo viene aggredito senza motivo da uno stagista sul luogo di lavoro; il giorno dopo subisce un altro attacco da parte di un altro collega.
Sarà l’inizio di una lunga serie di tentativi di violenza da parte di sconosciuti.

Sulla carta potrebbe sembrare materiale per una commedia nera, invece il film somiglia più a un horror – la situazione è inspiegabile, tesa, angosciante.

La parte iniziale è molto bella, a mio avviso.
Si procede quasi come in un fightclub/videogame Vincent vs Resto del mondo, col protagonista impegnato a schivare sguardi, colpi, a rattopparsi e ricucirsi le ferite e, perché no, imparare anche a difendersi.

Poi la visione si allarga e la storia perde un in incisività, finendo per somigliare a tante altre cose già viste.
Ma tutto sommato, non male.

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Mi aspettavo una cosa più umoristica, invece pur non disdegnando l’ironia è parecchio teso nella sua paranoia. La parte finale mi piace molto nel suo nichilismo, ovviamente non spoilero nulla ma a mio avviso il film non perde affatto mordente nella conclusione.

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l’ho visto ieri, a una settimana esatta dall’aggressione, senza sapere nulla della trama e l’effetto è stato diciamo così omeopatico (ha intensificato l’intenzione di non girare mai più disarmato). ne avevo letto un gran male un po’ ovunque, ma nonostante qualche buchetto logico e di continuità qua e là a me non è spiaciuto. se non altro scopre subito le carte in tavola lavorando di sovratesto anziché di ammiccante sottotesto metaforico, equilibrandolo bene con l’aspetto spettacolare-intrattenitivo-narrativo. la tessitura sonora è straordinaria.

la parte finale è bella ma è anche troppo ovvia; narrativamente era esattamente proprio quel che speravo venisse evitato. comunque la lotta nella fossa settica e il tutti contro tutti in superstrada sono delle belle impennate.

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Er, in che senso “a una settimana esatta dall’aggressione”? Sei stato aggredito? :flushed:

…il tenero giacomo ti rimanda a questa pagina…

o anche qui:

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Visto poco fa. Bruttino forte. Ennesimo film che spreca un’idea carina per difetto d’inventiva e finisce per adagiarsi nel convenzionale, nel patetismo e nella codardia del non osare.
Ah, lasciamo perdere la non traduzione in sovraimpressione delle chat in francese. Notariamente la seconda lingua in Italia è proprio il francese. Chissà se oggi nel doppiaggio italiano si usa lasciare tutto così com’è anche per film, chessò, finlandesi, coreani o indiani…siamo anche un popolo notoriamente poliglotta.

L’ho trovato così mediocre che l’illogicità e stoltezza continua e forzata al servizio della mediocre sceneggiatura ha persino superato l’assunto illogico di partenza. Situazioni à la Almodovar: légami, slégami, rilégami ecc…, il mysteryoso tizio che spunta dal nulla e tutto-sa ma te lo dice a mozzichi…Comunque, carina la sequenza in autostrada pur se (ma guarda un po’!) nessuno proprio in quel frangente s’azzuffa con Vincent…A gusto mio, la scena più riuscita, d’impatto e probabilmente l’unica che resta terminata la visione, è quella del supermercato.

Non solo le azioni sono irragionevoli ma persino i dialoghi svolazzano tra il ridicolo ed il boh vabbè…non frega niente a nessuno di capire la situazione, però si chiedono “ce la faremo? finirà?” o “cerchi mai compagnia? (donne,ça va sans dire)” (o qualcosa del genere)

Dicevo del “convenzionale”: quando è spuntata la ragazza tipo Gerini- Iris Blond m’è partito uno sbuffo che avrà creato un tornado in Sud America a quest’ora. Eddai, eccallà…mettiamo una donna che non serviva assolutamente a niente così facciamo fare fiki fiki (la scena di sesso con le manette è di un’insensatezza ridanciana), amore amore (una così che s’infatua di un beta passivo cosà…fantascienza dentro la fantascienza…luoghi comuni da cinema anni '50-'60) e tanti saluti a qualsiasi altra diramazione che questo film avrebbe potuto inforcare. Non ce l’ho con la donna in sé: ce l’ho coi maschi* che innestano spesso donne per usarle come diversivo e dirottamento dell’aereofilm, a discapito dei risultati.
*Maschi che, in una situazione demmerd come questa, sentono la mancanza del pelo e pensano bene di cercare una tizia sconosciuta su facebook. Altro che schiaffi e calci darei a Vincent…cioè la gente ti mena ma no, una donna no dai, loro fanno i fiori, si sa…

Codardo: saltato a piè pari il dover affrontare argomenti tabù (che sarebbero rientrati di diritto nella pellicola, non gratuitamente) quali accoppare propri cari & affini, forze dell’ordine nonché i bambini.

Appunti sparsi:

  1. ma il cane da difesa un po’ più piccolo no eh? erano finiti i chihuahua o il budget?
  2. ma indossare un paio di occhiali da sole nemmeno? Sì, quelli che danno più carisma e sintomatico mistero
  3. un paio di video youtube, un po’ di vogatore e da flaccido uomo sotto-media si diventa Tyson
  4. la happy family in spiaggia, come fa a farsi venire il prurito alle mani dato che scorgono Vincent a distanza?

In realtà la cosa più spaventosa avviene all’inizio del film, in quelle assurde riunioni coi superiori di ufficio ed il loro minimizzare ed allontare piuttosto che affrontare. Ecco: questo è VERO orrore che sgomenta, perché accade realmente. Che poi sono gli unici momenti da commedia in salsa, appunto, surreale.

Insomma: non è horror, non è commedia nera, thriller e dramma nemmeno se li fissi nelle pupille riesci a vederli…che cos’è? Era un’ideina niente male che avrebbe avuto la sua gloria come episodio di “twilight zone o the outer limits”.
Chiusura della pellicola anch’essa ormai straconvenzionale con il sospetto che il ricorso al cliché del finale sospeso sia una dichiarazione velata/tra le righe di “non sapevamo come continuare il film-non abbiamo più l’argent”.

A parer mio completamente balzana e tirata per i capelli la metafora di chi ci ha voluto vedere l’humana pietas in costante caduta libera nell’era del post-covid. Poi ovvio, sono sempre il primo a dire che ognuno coi suoi occhi ci vede quel che vuole in un’opera artistica.

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Ho visto gli ultimi 20 minuti, e mi è parso una sorta di “Vorrei fare Romero, ci provo ma non ci riesco”. Giudizio sospeso. Ma un bestemmione lo merita il doppiaggio nostrano: siamo in Francia. Personaggi, francesi. Perché tutti dicono “Vincent” all’inglese, anziché il corretto “VENSAN’”, appunto ALLA FRANCESE? No, per favore. Almeno i fondamentali, su…:smiling_face_with_horns::skull_and_crossbones::face_vomiting:

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pur essendo una mezza cazzata l’ho visto con piacere, divertente!
come avete scritto, ci sono tante cose che non stanno in piedi ma una volta che accetti l’assunto te le fai andare bene

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Che dite, ci starebbe un bel remake italico? In chiave horror, o più “leggero & ironico”? Nel primo caso, Favino protagonista. Nel secondo, opterei invece per un Mastandrea o Edoardo Leo. Io, l’ho detto. Se poi qualche produttore lo farà davvero, declino qualsiasi responsabilità sul risultato finale…:wink::tongue::cocktail_glass:

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Per carità! All’italietta cinematografica dagli da fare film d’autore de 'sta ceppa coi rintocchetti di pianoforte o commedie di Zalone. Tutto il resto dei generi meglio se arriva dall’estero.
Mi immagino i nostri grandi attori ad una conferenza di presentazione del film e dire “per fare la scena di sesso ho chiesto il consenso all’attrice, sua madre ed alla nonna” o “dopo la scena coi bambini ho sofferto molto e sono andato a confessarmi dal parroco ed ho adottato una famiglia del Gambia a distanza” o “sì è vero usiamo le auto, ma sono tutte elettriche eco-sostenibili green”

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Hai scordato il regista che rimarca “il sangue era finto. Biologico. Ecosostenibile”…:nerd_face::smiling_face_with_horns::zany_face:

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la cosa bella è che da noi potremmo chiamarlo vincenzo io t’ammazzerò e usare come main theme vincenzo a milano per sdrammatizzare

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Aspetta. Se il remake si svolge a Napoli, vai col titolo “Vincenzo ha da mmuri’!!”…:tongue::zany_face:

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