Visto poco fa. Bruttino forte. Ennesimo film che spreca un’idea carina per difetto d’inventiva e finisce per adagiarsi nel convenzionale, nel patetismo e nella codardia del non osare.
Ah, lasciamo perdere la non traduzione in sovraimpressione delle chat in francese. Notariamente la seconda lingua in Italia è proprio il francese. Chissà se oggi nel doppiaggio italiano si usa lasciare tutto così com’è anche per film, chessò, finlandesi, coreani o indiani…siamo anche un popolo notoriamente poliglotta.
L’ho trovato così mediocre che l’illogicità e stoltezza continua e forzata al servizio della mediocre sceneggiatura ha persino superato l’assunto illogico di partenza. Situazioni à la Almodovar: légami, slégami, rilégami ecc…, il mysteryoso tizio che spunta dal nulla e tutto-sa ma te lo dice a mozzichi…Comunque, carina la sequenza in autostrada pur se (ma guarda un po’!) nessuno proprio in quel frangente s’azzuffa con Vincent…A gusto mio, la scena più riuscita, d’impatto e probabilmente l’unica che resta terminata la visione, è quella del supermercato.
Non solo le azioni sono irragionevoli ma persino i dialoghi svolazzano tra il ridicolo ed il boh vabbè…non frega niente a nessuno di capire la situazione, però si chiedono “ce la faremo? finirà?” o “cerchi mai compagnia? (donne,ça va sans dire)” (o qualcosa del genere)
Dicevo del “convenzionale”: quando è spuntata la ragazza tipo Gerini- Iris Blond m’è partito uno sbuffo che avrà creato un tornado in Sud America a quest’ora. Eddai, eccallà…mettiamo una donna che non serviva assolutamente a niente così facciamo fare fiki fiki (la scena di sesso con le manette è di un’insensatezza ridanciana), amore amore (una così che s’infatua di un beta passivo cosà…fantascienza dentro la fantascienza…luoghi comuni da cinema anni '50-'60) e tanti saluti a qualsiasi altra diramazione che questo film avrebbe potuto inforcare. Non ce l’ho con la donna in sé: ce l’ho coi maschi* che innestano spesso donne per usarle come diversivo e dirottamento dell’aereofilm, a discapito dei risultati.
*Maschi che, in una situazione demmerd come questa, sentono la mancanza del pelo e pensano bene di cercare una tizia sconosciuta su facebook. Altro che schiaffi e calci darei a Vincent…cioè la gente ti mena ma no, una donna no dai, loro fanno i fiori, si sa…
Codardo: saltato a piè pari il dover affrontare argomenti tabù (che sarebbero rientrati di diritto nella pellicola, non gratuitamente) quali accoppare propri cari & affini, forze dell’ordine nonché i bambini.
Appunti sparsi:
- ma il cane da difesa un po’ più piccolo no eh? erano finiti i chihuahua o il budget?
- ma indossare un paio di occhiali da sole nemmeno? Sì, quelli che danno più carisma e sintomatico mistero
- un paio di video youtube, un po’ di vogatore e da flaccido uomo sotto-media si diventa Tyson
- la happy family in spiaggia, come fa a farsi venire il prurito alle mani dato che scorgono Vincent a distanza?
In realtà la cosa più spaventosa avviene all’inizio del film, in quelle assurde riunioni coi superiori di ufficio ed il loro minimizzare ed allontare piuttosto che affrontare. Ecco: questo è VERO orrore che sgomenta, perché accade realmente. Che poi sono gli unici momenti da commedia in salsa, appunto, surreale.
Insomma: non è horror, non è commedia nera, thriller e dramma nemmeno se li fissi nelle pupille riesci a vederli…che cos’è? Era un’ideina niente male che avrebbe avuto la sua gloria come episodio di “twilight zone o the outer limits”.
Chiusura della pellicola anch’essa ormai straconvenzionale con il sospetto che il ricorso al cliché del finale sospeso sia una dichiarazione velata/tra le righe di “non sapevamo come continuare il film-non abbiamo più l’argent”.
A parer mio completamente balzana e tirata per i capelli la metafora di chi ci ha voluto vedere l’humana pietas in costante caduta libera nell’era del post-covid. Poi ovvio, sono sempre il primo a dire che ognuno coi suoi occhi ci vede quel che vuole in un’opera artistica.