Wake Up Dead Man: A Knives Out Mistery (Rian Johnson, 2025)

Questa volta l’infallibile Benoit Blanc dovrà risolvere il mistero dell’omicidio del parroco di una piccola comunità facendo squadra con un zelante sacerdote che viene individuato come il probabibile colpevole

Concedetemi una considerazione preliminare. Negli anni d’oro si traduceva in italiano il titolo di qualsiasi cosa uscisse nel nostro paese anche se molto spesso con risultati imbarazzanti. Oggi esce un film come questo, con una frase in inglese non secca ma articolata ed un sottotitolo (quello ufficiale è “A Knives Out Mistery” a differenza di quello che compare su Netflix) che neanche esiste nell’originale ma nel dubbio hanno fatto anche questo in inglese. Per spiegare all’anziano padre il titolo che gli consigliavo ci ho messo una vita. Basta con questo snobismo in base al quale tutti i cittadini del mondo devono parlare inglese per forza.

Come certificato dai post sul forum, il primo Knives Out mi aveva affascinato mentre il secondo mi aveva parzialmente deluso. Con questo terzo episodio di quella che evidentemente è ormai una saga si torna a livelli altissimi.
La trama ambientata in ambiente ecclesiale dà a mio avviso una sfumatura di oscurità in più al mistero che minuto dopo minuto (come sempre, abbondanti) si intreccia sempre di più fino all’epifania finale. Johnson gioca bene la presunta contrapposizione tra il sacro rappresentato dal sempre più incastrato padre Jud ed il profano di Benoit Blanc. Degno di nota il primo incontro tra i due quando il detective spara tutti i motivi del suo orgoglio eretico e del disprezzo per la religione ed il prete con una sola sentita considerazione lo rintuzza. Questo dualismo si ripeterà più volte nel corso del film e secondo me è uno degli spunti più interessanti inserito in questa ricchissima portata.

Il cast è fenomenale. Daniel Craig a mio avviso è ormai lo Sean Connery di questo secolo. Forte, ironico, intenso. Quella che però mi ha strappato un applauso ideale è Glenn Close. Non vi dico niente: guardate la sua prova e poi mi direte.

La regia di Johnson è efficace per la costruzione della tensione con alcune scelte di fotografia ad effetto. A mio avviso poi ha fatto benissimo a rinunciare alla parte farsesca del secondo capitolo.

Bello finire due ore e venti soddisfatti ed aspirare già al quarto episodio.

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Bella recensione. Film che volentieri avrei visto in sala, con una seria degna distribuzione. Ma è roba Netflix, quindi…:skull_and_crossbones::zipper_mouth_face:
P.S. Quoto e concordo, sul vergognoso menefreghismo che ormai impera nella mancata traduzione (o “adattamento”) dei titoli originali. E lo dico da anglofilo, figuratevi…:relieved_face:

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Visto anch’io questo w-e, concordo con King, dopo il mezzo passo falso del secondo qui Johnson alza l’asticella di parecchio, scompare il lato più comico presente anche nel primo e si affonda nel più puro whodunnit, a mio avviso Branagh si starà mangiando il fegato, quesot è molto meglio dei suoi remakes di Agathe Christie. Cast come al solito sontuoso, da Brolin a Close a Kunis a Renner, bello anche l’inizio, ad un certo punto una delle figlie mi ha chiesto se ci fosse Benoit…
Veramente ottimo.

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