World Trade Center (Oliver Stone, 2006)

Fa discutere il trailer di Oliver Stone, che ha presentato a Cannes la preview del suo nuovo film “World Trade Centre”. Si tratta del secondo film per il cinema sull’attacco terroristico dell’11 settembre (dopo “United 93” di Paul Greengrass). Il co-produttore Stacey Sher ha avvertito i responsabili delle sale cinematografiche americane che “devono decidere autonomamente se mostrare o meno il trailer, visto che molti americani non si sentono ancora pronti per rivivere quei tremendi momenti. Il trailer è molto intenso e toccante”, ha poi aggiunto il regista Stone. Ecco il trailer: www.apple.com/trailers/paramount/wtc

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2006/08_Agosto/02/grassi.shtml

L’idea dell’“apparizione” mi pare più da Abel Ferrara o Martin Scorsese, che da Oliver “companero” Stone. Comunque, maXima fiducia al grande Ollie, regista che mi piace assai e mi piace ancor più “difendere”…

Ieri sera non ho avuto il coraggio di dire no a certi miei amici, e mi son trovato all’UGC Toison d’Or, dopo 8,50 € di biglietto e 2,30 € di San Pellegrino, a vedere questo film. Me ne avevano parlato come una specie di Pearl Harbor (40 minuti belli, il resto noia), se possibile qui è ancora peggio. Il film inizia bene, ma non appena cominciamo a conoscere i personaggi tutto accade, e tutto accade troppo in fretta. Vero che tutto successe in fretta anche quella mattina, ma qui si esagera. Praticamente tutto quello che succede quel giorno viene eliminato per concentrarsi su Cage e il suo commilitone. Non è un film sull’11/9, non è nemmeno un film sul sacrificio dei NY finest, è un film su 2 tizi che son sotto le macerie, noiosissimo, iperlento, con momenti mistici da fucilazione del regista. Un melodrammone al rallenty, con tutto il peggio che ci si poteva aspettare da un film USA sulla faccenda. Evidentemente dopo il flop americano di Alexander, e le forti critiche ricevute in patria, Mr. Stone doveva ripulirsi il CV, è ha accettato questa marchetta per motivi alimentari. La cosa buffa è che non è poi stato questo grande successo nemmeno negli States:

http://www.boxofficemojo.com/movies/?id=wtc.htm

Una buona rece:

http://www.boxofficemojo.com/reviews/?id=2128&p=.htm

Insomma, da evitare quanto più possibile.

Orribile.Sicuramente l’abisso della carriera di Stone.Patetico e pericoloso.E perfino esilarante in certi casi.

Effettivamente patetico, e a volte pericoloso (il commento del marine). Esilarante quando appare cristo.

Mi riferivo infatti a quelle scene.

Allora è successo quel che temevo (dopo aver letto anche le recensioni relative alla presentazione a Venezia): il sor Stone ha cagato fuori dal vaso, per usare una fine metafora…

No. Mr. Stone voleva rifarsi l’immagine negli States.

Lo potresti riportare? magari coperto da anti-spoiler.

Ohmmadonna :rolleyes:

Dave Karnes: We’re not leaving, We’re the Marines, you are our mission.
Dave Karnes: I don’t think you guys realizes this but this country is now at war.

Per Almayer: il mio “ha cagato fuori…” e il tuo “voleva rifarsi l’immagine…”, almeno in codesto caso, son da considerarsi sinonimi, eh…

Non avevo dubbi, per quanto la tua affermazione abbia tutto un altro afflato…:almayer: :smiley:

De nada. Per un momento ho pensato che il film divenisse un cross over con Starship Troopers.

Jimeno è cattolico, ha una moglie italiana (Maggie Gyllenhaal), le loro due famiglie pregano per la salvezza dei loro congiunti.

Ovviamente essendo italiana non poteva che pregare… che altro potevano far fare ad un personaggio italiano? Sopratutto quando l’attrice è di origine norvegese? A Stone! Ma vaff…!

p.s.: Anch’io vedendo il film mi sono chiesto che cosa alla fin fine centrasse il WTC visto che poteva essere ambientato ovunque.

p.s. n°2: Insieme a UNITED 93 il film americano più pericoloso dai tempi di RAMBO 2.

Visto stasera…
Sarò controcorrente, ma a me questo film è piaciuto tantissimo, oltre ad avermi commosso ininterrottamente.
Sarà che mi piacciono un casino i film di Oliver Stone, sarà che l’11/9/2001 se avessi potuto sarei andato anche io a spostare macerie a mani nude, a cacciare bin laden e tutti i suoi seguaci con un arpione da balena e a tirare fuori la gente con le lacrime agli occhi di speranza,e in tutta la vicenda ho avuto una psicosi da coinvolgimento della quale ancora ho i postumi, ma questo film è stato proprio di mio gradimento.
Il Titolo e le polemiche: World Trade Center,mmm… si…forse è sbagliato…narra più la vicenda di 2 uomini, ma a mio modo di vedere, neanche più di tanto…nel film il WTC ed i suoi avvenimenti connessi di quei giorni, di quelle ore c’è sempre,viene citato e ricordato in ogni scena, ogni secondo, quindi dopo questa riflessione il titolo ci sta eccome.(secondo me, poi, World Trade Center è stato scelto per comodità…un titolo più appropriato sarebbe stato troppo lungo da leggere;) )
Non so proprio come avrebbe potuto chiamarsi altrimenti:) :wink:
Citando il Trailer Italiano: “Il Giorno che il Mondo Vide il Male, 2 uomini videro qualcos’altro”…è proprio vero. Citando il manifesto: “Una storia di coraggio e sopravvivenza”. Altrettanto vero pure questo.
I 2 Uomini hanno visto qualcos’altro… infatti hanno visto il bene, l’amore, la bontà dei soccorritori,la solidarietà, il darsi una mano,l’essere lì tutti insieme per qualcosa, il desiderio di tornare alle proprie famiglie e alla loro vita. Il Film parla di questo, ma non sono da trascurare anche i personaggi (Le famiglie dei 2 poliziotti) al di fuori delle macerie.Coraggio e sopravvivenza sono stati dalla loro parte.

Per il Marine Invasato…mah!, Sì è vero, faceva ridere, sarà stato un tocco di Oliver Stone, sarà un pericoloso esaltato, ma chi cazzo se ne frega dopo un pò? Nella storia raccontata dal film, ha un altro ruolo, e ben più importante del fare lo zio Sam o il Gunny pazzo esaltato a piede libero in giro per le macerie.
Idem per il buon Gesù-S.Pellegrino che appare e per altri 2-3 dettagli che mi hanno fatto sorridere più di una volta. Oliver Stone ha di questi colpi di testa, e proprio lì sta il suo genio.

Bravi i 2 protagonisti Nicolas Cage e Michael Pena. Da Segnalare anche la presenza di un baffuto Stephen Dorff (me ne sono accorto solo io?) tra i poliziotti nel pre-finale. Ottime anche le interpretazioni delle famiglie, soprattutto mogli e figli.(Dolcissima la Gyllennhaal), struggenti i flash-back.

Musiche strappalacrime…

Per la Noiosità…boh, francamente non so se riuscirei a vederlo una seconda volta o una terza, nè mi figuro una visione DVD domestica di questo film. Concordo, rivederlo sarebbe noioso, ma penso che la prima visione al cinema non lo sia stata.
E Poi è stato molto realistico…pensate sia stato divertente trascorrere tutte quelle ore sotto le macerie per quei 2 poveracci? Ovvio che doveva essere anche noioso tra le altre cose!!

Sono contento di averlo visto e anche di aver aspettato così tanto…

Bravo Oliver:)

Anche io mi metto tra i sodisfatti, Stone è semplicemente voluto andare contro le attese e NON ha voluto girare un film politico, secondi me chi si è concentrato sulla figura del marine non ha capito nulla del film, che resta un dramma intimista sulla speranza e soprattutto sulla generosità umana, e quella del marine è solo una faccia del quadro, in cui centinaia di uomini hanno fatto altrettanto consapevolmente parte (in primis proprio i due protagonisti e la loro squadra di pronto intervento), e negarla avrebbe significato negare l’assunto stesso del film. Questo è un film dove bush e bin laden non si vedono (quasi) mai, l’obiettivo è coerentemente focalizzato su uomini comuni, accusare Stone di faziosità bushiana vuol dire non conoscere Stone, qui ha semplicemente voluto fare cinema e non inchiesta (che peraltro dopo Fahrenheit 9/11 ha poco da aggiungere). Ed è a mio parere grande CINEMA (paragonarlo a united 93 non ha proprio senso), con musiche bellissime, un’ottima fotografia, un’eccellente ricostruzione d’ambiente e interpreti con le palle.
Certe critiche mi sembrano quasi echeggiare certi giudizi più politici che cinematografici di Guido Aristarco nella rivista “il cinematografo” negli anni 60 e 70, dove tutti i film che non celebrassero un certo ideale politico erano spazzatura, compreso il meglio della commedia all’italiana e tutto il cinema di genere dell’epoca.

E chi l’ha accusato di ciò?

qui ha semplicemente voluto fare cinema e non inchiesta

Appunto, cosa estremamente rara in Stone, e per questo i dubbi aumentano.

Certe critiche mi sembrano quasi echeggiare certi giudizi più politici che cinematografici di Guido Aristarco nella rivista “il cinematografo” negli anni 60 e 70, dove tutti i film che non celebrassero un certo ideale politico erano spazzatura, compreso il meglio della commedia all’italiana e tutto il cinema di genere dell’epoca.

Ma non diciamo eresie. Le idee politiche di Stone si sanno, e Mr. Stone non ne ha mai fatto mistero. E si sa anche che Alexander è stato un megaflop negli USA, attaccato da tutte le parti sia per la forma sia per i contenuti. Tant’è che Stone, piccato, se n’è uscito con discorsi sprezzanti nei confronti di USA e americani, dicendo che si sarebbe trasferito in Europa. Evidentemente è dovuto scendere a più miti consigli, e ha deciso di fare questa marchetta. Che può piacere, per carità. Ma, considerati i precedenti, sempre di marchetta trattasi, a meno che Stone non sia stato illuminato sulla via di Damasco e abbia improvvisamente cambiato idee.

L’ha visto ieri un mio conoscente (nonostante l’avessi decisamente SCONsigliato in merito!): venti minuti iniziali a parte, ha detto che sono stati soldi buttati giù pel cesso. E quando il Cristo appare ai protagonisti, ha pure sporconato l’Altissimo in sala! Sul “super-marine” è proprio rimasto senza parole. Però gli è venuto un legittimo sospetto: non è che, sotto sotto, il “radical” Stone ha voluto ANCHE prendere pei fondelli gli States (o almeno una parte della sua popolazione…)?

Il film è questo, può apparire iperlento o toccante, semplicemente come dici anche tu non parla dell’11/9, o meglio ne parla dall’occhio apolitico di due uomini comuni coinvolti senza volerlo nella tragedia e il cui unico desiderio è lottare e continuare a vivere, non c’è nessuna marchetta nè contromarchetta, se ti aspettavi altro è più frutto delle tue aspettative secondo cui Stone avrebbe dovuto fare fahrenheit 2 o fahrenheit evolution solo perchè si chiama Stone, e qualunque cosa diversa avesse proposto sarebbe stata ai tuoi occhi sbagliata.

Quote:
Originally Posted by skinner
accusare Stone di faziosità bushiana vuol dire non conoscere Stone,

E chi l’ha accusato di ciò?

E la marchetta di cui lo accusi allora a chi l’avrebbe fatta?!

Ma non si riesce a giudicare il film solo come tale, e anche negativamente, ma senza fossilizzarsi sul messaggio politico, se stone ha fatto sì o no inchiesta, se è stato cerchiobottista o qualunquista? Io continuo a vedere questo film come la ricostruzione della reale esperienza di due uomini imprigionati per ore tra le macerie, feriti, spaventati, ignari di tutto, che non hanno forza e argomenti per parlare ma devono parlare per tenersi svegli, delle famiglie in apprensione, del caos generalizzato di quelle ore, dei soccorsi che non funzionano, dei pochi che disorganizzatamente cercano di dare il proprio aiuto, della paura che aleggia su tutto (di un nuovo crollo, di una nuova esplosione, di una telefonata o una visita che annuncia un lutto).

Infine sul noiosissimo e superlento: cazzo, stiamo parlando di Oliver Stone! e qui le cose sono due, o Stone non ti è mai piaciuto, oppure devi spiegarmi come definisci Nixon e JFK, che credo da quel che dici rappresentano lo Stone che ti piace… e vedi anche lo stone più narrativo, quello di U-turn… credo che la lentezza sia la cifra stilistica del regista, Alexander compreso, figurati qua che doveva rendere in immagini l’attesa interminabile ed estenuante dei due protagonisti e delle loro famiglie

Nein, non ho pregiudizi cinematografici a priori, tantomeno su Mr. Stone (che adoro). Semplicemente riguardo la sua filmografia, e noto come questo non c’entri una benemerita mazza.

E la marchetta di cui lo accusi allora a chi l’avrebbe fatta?!

Che c’entra Bush? Non infiliamoci a tutti costi la politica, pls. La marchetta l’ha fatta alle major, e a se stesso: dopo le sparate anti-USA post Alexander Stone non aveva molto mercato negli States, e si doveva ricostruire l’immagine. Ed ecco pronto questo bel filmetto tutto passione e sentimento. Mi pare pronto per girare la prossima fiction sul “papa buono” o su Marcinelle…

Ma non si riesce a giudicare il film solo come tale, e anche negativamente, ma senza fossilizzarsi sul messaggio politico, se stone ha fatto sì o no inchiesta, se è stato cerchiobottista o qualunquista?

‘mporta sega di come sia stato Stone, o del messaggio politico, il punto è che il film che descrivi piu’ sotto:

Io continuo a vedere questo film come la ricostruzione della reale esperienza di due uomini imprigionati per ore tra le macerie, feriti, spaventati, ignari di tutto, che non hanno forza e argomenti per parlare ma devono parlare per tenersi svegli, delle famiglie in apprensione, del caos generalizzato di quelle ore, dei soccorsi che non funzionano, dei pochi che disorganizzatamente cercano di dare il proprio aiuto, della paura che aleggia su tutto (di un nuovo crollo, di una nuova esplosione, di una telefonata o una visita che annuncia un lutto).

è di una noia mortale. E quando non è noioso sfocia nel ridicolo (cristo bibitaro…).

Infine sul noiosissimo e superlento: cazzo, stiamo parlando di Oliver Stone! e qui le cose sono due, o Stone non ti è mai piaciuto, oppure devi spiegarmi come definisci Nixon e JFK, che credo da quel che dici rappresentano lo Stone che ti piace… e vedi anche lo stone più narrativo, quello di U-turn… credo che la lentezza sia la cifra stilistica del regista, Alexander compreso, figurati qua che doveva rendere in immagini l’attesa interminabile ed estenuante dei due protagonisti e delle loro famiglie

Stone (di solito) non è lento, come non lo è Leone. La lentezza ci sta tutta “di solito”, senza i suoi film non sarebbero la stessa cosa. Ma non in questo. Qui diventa un polpettone retorico e pomposo. In certi momenti m’ha ricordato We Were Soldiers di Gibson, con la scena dei telegrammi che vorrebbe essere drammatica e toccante e sfocia nel melodramma rendendosi ridicola. Spero solo che rimetta la testa a partito nel prossimo film.