Zorba il Buddha (Antonio Lakshaen Sucameli, 2004)

Ammetto che nel mettermi a scrivere un commento su questo film sono un po’ perso, non so bene da dove cominciare.

Il regista è da anni un seguace di Osho, al punto che il suo ultimo lavoro è un documentario/biografia del maestro/santone, che promuove dicendo che per la prima volta qualcuno cerca di fare un film su questa figura provenendo dall’interno del “movimento”.

Zorba the Buddha è in effetti il titolo di un libro di successo di Osho, che in questa pellicola riveste un ruolo importante nella presa di coscienza del personaggio principale e gli consente di potersi trasformare nel protagonista della propria vita.

Ma Zorba il Buddha è anche una sorta di film generazionale, che racconta le difficoltà ed i sogni di quei ragazzi che ormai hanno varcato la soglia del passaggio all’età adulta e devono trovare dentro di loro gli strumenti per abbandonare gli ultimi residui della fase postadolescenziale, capire cosa vogliono effettivamente dalla vita, riuscire a mettersi in gioco positivamente e darsi da fare per ottenerlo.

Infine Zorba il Buddha è anche, almeno in parte, uno degli ultimi epigoni del droga movie, mostrando come le sostanze vengono usate ed abusate in certi ambienti della movida discotecara.

Purtroppo Zorba il Buddha è altresì un film riuscito a metà; nonostante i buoni intenti, la narrazione talvolta è farraginosa e talvolta un po’ troppo frettolosa e la recitazione di certi personaggi (in particolare l’amico tossicomane) è in bilico tra il poco credibile e l’imbarazzante.

Ne esce un film che avrebbe del potenziale e che sicuramente ha dei suoi elementi di interesse ma che al contempo non graffia, non incide, non colpisce lo spettatore come vorrebbe.

Dalla sua la pellicola ha delle belle location marittime e costiere, ottenute assemblando in modo originale i paesaggi della costa adriatica (Rimini, Cattolica, Gabicce) con quelli della costa Turca.

Il film è da anni invisibile, l’ho visto in una copia di qualità mediocre, senza alcun logo televisivo, ma non penso che sia mai stato distribuito ufficialmente per l’home video.
Essendo stato coprodotto da Tele+, forse la mia copia origina da un passaggio televisivo (Tele+ trasmetteva senza loghi?).

5 Mi Piace

L’ho visto anche io, devo ammettere che in un primo momento mi ha spiazzato, ma vedendo il background del regista si quadra perfettamente la passione e la dedizione che sta dietro all’opera, e integrare il tutto quelli che sono sicuramente filmati personali del regista durante i sui pellegrinaggi in India.

Chiaramente la mia visione è stata molto condizionata dalla curiosità che sia stato girato dalle mie parti, in primis la parte iniziale che è girata alla fu discoteca “Club dei Nove Nove” di Gradara, last but no least, location della festa di laurea di @Lollauser

Ma il vero fulcro del film è al Mississippi di Gabicce Mare (attualmente ristrutturato), tra l’altro bella la scena dove preparano la festa, anzi, stilisticamente è stata la parte che ho apprezzato di più.

image

Notevole come già detto da @Frank_n_Furter ilfatto di girarlo tra Romagna e Mugla, il bellissimo anfiteatro sul mare che vediamo all’inizio è quello dell’antica Alicarnasso.

2 Mi Piace

Osho
Buddha
ggiovani
Italia-Turchia

OMG

1 Mi Piace

Nei credits viene anche ringraziato il Rabuky Pub di Gabicce Mare (che nel film mi è sfuggito), ci sono stato più volte a cena con @drugo proprio in quegli anni, chissà che non avevamo la troupe di fianco :smiley:

2 Mi Piace