063139 era il numero da fare per giocare con Raffaella Carrà in una trasmissione degli anni '80. Ma 063139 è anche il numero telefonico da cui, 35 anni dopo, una voce misteriosa telefona per terrorizzare un gruppo di ragazzi.
Ma che razza di roba è?!?!
Disponibile su raiplay, sembra un titolo davvero intrigante.
Si tratta di una miniserie prodotta dalla Direzione Produzione TV della RAI di Torino, 5 episodi della durata media di otto minuti, quindi a prescindere dalla riuscita artistica o meno del progetto vale la pena di dare un’occhiata.
Se devo mettere in luce i lati negativi, è necessario segnalare che le interpretazioni degli attori lasciano spesso a desiderare e soprattutto che a livello di scrittura ci si attesta a livelli mediocri, in particolare per quanto riguarda i dialoghi. Inoltre la materia era sufficientemente interessante ed abbondante e circoscriverla a pochi episodi da pochi minuti ha sacrificato sicuramente le potenzialità del progetto, che avrebbe essere potuto ben più complesso ramificato. Qui la trama di fatto non viene sviluppata se non nella sua essenzialità, tutto avviene in modo frettoloso e precipitoso, ci sono un sacco di elementi che avrebbero potuto essere valorizzati ed approfonditi e che invece vengono recisi sul nascere. Sembra quasi una mircoserie pilota, un tentativo, una prova in vista della possibile realizzazione di qualcosa di più ampio.
Per quanto riguarda i lati positivi, è assolutamente necessario segnalare il piacevole effetto Amarcord che la serie fa scaturire nello spettatore, grazie ai molti riferimenti alle trasmissioni tv del passato, agli sceneggiati, alle celeberrime annunciatrici. La cosa più interessante è l’utilizzo del materiale proveniente dalle Teche Rai, che viene integrato in modo efficace all’interno del racconto costituendo un elemento narrativo portante e sostenendo efficacemente la diegesi. Si citano e si inseriscono nella narrazione non solo il suddetto programma della Carrà ma anche Lascia o Raddoppia, i programmi di Arbore, sceneggiati come Gamma, i telegiornali e spezzoni di tante altre trasmissioni iconiche della nostra televisione di stato.
I nostalgici del giallo/thriller all’italiana saranno anche contenti di rivedere un losco figuro neroguantato aggirarsi nell’ombra impugnando delle lame.
Sicuramente è un’opera imperfetta e sperimentale (nel senso che a mio giudizio si tratta proprio di un esperimento) ma altrettanto sicuramente secondo me per degli appassionati come noi una visione la merita di sicuro.
L’analisi di @Frank_n_Furter è ottima ed esaustiva, quindi mi limito a ricalcare il suo pensiero: questo curioso prodotto (5 episodi, una quarantina di minuti in tutto) fa parte dell’ormai defunto progetto RAY, ovvero una divisione che, leggendo le poche fonti in rete, tra il 2015 e il 2016 circa si era occupata di produrre lavori destinati alla fruizione web/streaming, sia degli originali sia dei contenuti extra di programmi allora in onda.
063139 risulta essere un valido soggetto thriller ma la durata eccessivamente breve, la recitazione semi-amatoriale (si veda in particolare l’ultimo episodio) e una sceneggiatura “compressa” disperdono le potenzialità di quello che, in effetti, sembra più una prova, un esercizio o comunque non un prodotto finito.
Sarà stato per colpa del budget o per i limiti tecnici di una forma non ancora in auge ormai più di dieci anni fa? Forse, ad ogni modo l’idea di mescolare nel presente vari frammenti del passato della RAI (dagli sceneggiati ai varietà) era un’ottima intuizione, come un’occhiata dall’interno già proposta nel 1980 in altro modo con il Delitto di via Teulada dove si poteva ammirare il dietro le quinte degli show.
Una bella idea quindi sfruttata e realizzata solo in parte; recuperatela se volete ma non chiamate il numero del titolo…
e’ il classico buon spunto sviluppato poco e male oltre alle vostre giuste considerazione mi chiedo ma sti ragazzi dove li avranno presi???mai visti in tv