Nuovo capitolo, in arrivo già a inizio 2026. Con regia di Nia DaCosta. E dovrebbe poi essercene un altro, con Boyle di nuovo alla regia. Suppongo dipenderà molto dagli incassi…
P.S. Perché mai alla trilogia venga ancora associato il termine ZOMBI movie, nel 2025, rimane per me un mistero. Ma forse, entro la fine del decennio, l’enigma verrà risolto…
per ora dico solo che è un vero peccato che nia dacosta si stia specializzando in soli remake, reboot, sequel, perché i numeri per fare cose grosse li avrebbe.
Appena visto il trailer. Bof. Ma che sta diventando questa serie, una specie di “Pianeta delle scimmie”?! Con tanto di omoni (i contaminati “mutanti”?) irsuti e incazzosi tipo Neanderthal. E dall’altra parte della barricata, tipi biondi a metà fra QUARTO Reich e i buffoni di “Hunger games”. Ri-bof. Si rischia seriamente il ridicolo. Ad ogni modo, esce il 16 gennaio. Chi è interessato, si accomodi. A suo rischio…
A me intriga, la piega presa dalla saga. Sarà perché il primo non mi era piaciuto così tanto, gli preferivo il secondo; fatto sta che 28 anni dopo m’è parso il migliore e sono più che mai curioso di visionare questo. Anche perché il personaggio di Fiennes mi garba parecchio, una specie di Colonnello Kurtz post-Apocalisse ma in versione taumaturgica.
Visto ieri sera, piaciuto molto. Il buon dottore ha gusti musicali condivisibili, viene approfondito l’incontro del giovane protagonista con il bizzarro gruppo di imparruccati acrobati che avevamo incontrato nel precedente capitolo, il sangue scorre a fiumi fin dall’incipit ma anche qua, le vicissitudini di Fiennes e del suo tempio d’ossa aggiungono la giusta dose di poesia… la chiusa finale lascia presagire una prossima puntata, che attendo con interesse.
Stessa argomentazione di lana caprina con cui Lenzi sottolineava che Incubo sulla città contaminata non era un vero film di zombi. Chissene, l’idea del contagio che trasforma in mostri famelici sempre da Romero viene.
Sarà lana caprina, certo. Sarà una fisima anche stupida (parlo per me ). Di sicuro, a questo mondo, ci sono faccende molto più rilevanti, sulle quali sarebbe bene discutere e preoccuparsi. Ma anche nel 2026, io ancora distinguo fra zombi (CADAVERI AMBULANTI) e semplici (per quanto feroci…) “contagiati”. E proprio Romero, per l’appunto, nella sua carriera si occupo’ di entrambe le categorie. Boyle deve ringraziare sia Lenzi, sia il zio George de “La città verrà distrutta..”. Semplice.
P.S. Ulteriore capitolo? Dipende esclusivamente dagli incassi di questo film. Questione di mercato, mica di cinefilia.
A giudicare dall’affollamento della sala dove l’ho visto, direi che la possibilità economica di un ennesimo capitolo è concreta. Mai parlato di cinefilia.
Per me una simpatica appendice al precedente, in questo senso mi ha ricordato Blade Runner 2097. Belli gli effetti, il budget molto inferiore non pesa, la storia l’ho trovata ben fatta anche se non aggiunge nulla a quello che abbiamo già visto l’anno scorso.
praticamente il finale del precedente che raccolse tante perplessità e risatacce diventa troncone narrativo a sé ma con meno perplessità e risatacce (a parte un momento di cui dirò più giù). niente male davvero, anche se non risignifica di mezza virgola il genere (cosa ormai impossibile nello specifico zombi di prima o seconda categoria).
congiungo i palmi e prego che la dacosta (il cognome nel topic andrebbe corretto) canti on my own e crei per la sua prossima regia una mitologia personale, voglio vedere se senza farsi forte di una pappa pronta - è anche sceneggiatrice, per cui una storia tutta sua è attesa - sa scazzottare altrettanto bene.
per rispondere a zardoz, qua viene anche ripresa nemmen troppo in filigrana l’educazione sentimentale degli zombie: il personaggio di sansone riumanizzato da kelson è cugino di secondo grado del bub rimesso in quadro da frankenstein. questo non solo per rimarcare la filiazione ma anche per ribadire nulla di nuovo sul fronte obitoriale.
ora la nota steccata: ma solo io trovo che il sipario musical con the number of the beast faccia toccare al film altitudini di ridicolo mai raggiunte prime da un horror dal mood serioso? d’accordo farà ridacchiare nostalgici, regazzini e maideniani e fiennes fa tenerezza per l’autoironia a un passo dal risibile che abbraccia, però in un contesto simile è davvero la scoreggia tonante a una conferenza sul bon ton.
poi anche basta coi maiden sfruttati ironicamente negli horror, sta diventando una griffe stanca - e lo era già ai tempi di nightmare 5.
in ogni caso sia per come si chiude sia per il destino della ragazza incinta rimasto sospeso è certo che non finirà, ahinoi, qui.
Segnalando che ora è su Prime, ho apprezzato parecchio questo capitolo, direi più del precedente. Sporco, cinico, iperviolento ma allo stesso tempo lirico grazie alla trama del rapporto tra l’alfa ed il dottore.
La signora Costa fa un ottimo lavoro di regia dimostrando che non serve l’abuso di camera a mano ed il montaggio epilettico.
Confesso poi di apparire alla categoria dei boomer nerd che ha orgasmato sulle note dei Maiden.
Altro orgasmo il ritorno di Cilian Murphy nel gancio finale.