"5555 Afişle Türk Sineması" (5555 poster del cinema turco)

“5555 Afişle Türk Sineması” (5555 poster del cinema turco)

di Türker İnanoğlu, ed. Kabalcı Yayınları (Istanbul, 2004)

Poderoso libro di 1100 pagine e 3,5 kg di peso compilato dal magnate e principale produttore storico della cinematografia turca, Türker İnanoğlu (unn mix tra Berlusconi, Cecchi Gori padre, De Laurentiis, Carlo Ponti e quant’altro)

Riproduce 5555 poster dalle origini del cinema in Turchia fino alla fine degli anni '90 benchè il grossissimo della produzione si concentra tra la fine degli anni 50 e la prima metà degli anni 80 con migliaia e migliaia di film: storici, religiosi, avventurosi, drammi, sociali, commedie ma anche spaghetti western in salsa turca, thriller e horror (L’Esorcista turco, varie imitazioni dei film di Bava e del gotico/giallo argentiano italiano), fantascienza (lo Star Trek Turko, lo Star Wars, E.T…), rip off di blockbuster americani (vari Rambi, Rocky, Terminator e quant’altro), supereroi (l’infinita saga dei film su Killing, l’eroe dei fotoromanzi italiani; ma anche i molti film su Kizil Maske - Red Mask - il supereroe 100% mare in Turkey e tanti altri minori) e soprattutto tantissimi film tratti dai fumetti, italiani e non solo: i due film su Zagor, quello sul Comandante Mark, i film su Capitan Miki, Kinowa, Il Grande Blek, Alan Mistero (per la quasi totalità andati irrimediabilmente perduti), ma anche Capitan America e El Santo contro l’Uomo Ragno, Mandrake contro Killing, il Superman turco che affronta i cattivi col Corano regalatogli dalla madre contadina… e tanta, tantissima commedia ricalcata su quella erotica italiana degli anni '70 e 80 con insegnanti, professoresse, studenti guardoni, ragazze nude e discinte (la Turchia di fine anni '70 viveva una libertà di costumi incredibile nonostante fosse sotto un regime di dittatura militare), Pierini e Lino Banfi turchi…

Insomma, una galleria multicolore e incredibile raccolta in tutti i poster conosciuti ed esistenti del cinema - qualche titolo forse non è inclusi proprio perchè mai uscito ai cinema o totalmente sconosciuto anche agli studiosi più accaniti

Il libro uscì nel 2004 ma sono già 10 anni che è totalmente irreperibile: ricordo che al tempo del fallimento della casa editrice, vendevano le ultime copie rimaste, verso il 2010, per poi scomparire del tutto. Oggi si trova a cifre spropositate anche nella Turchia stessa, ma negli ultimi 10 anni di viaggi questa è solo la seconda copia che ho trovato.

In relativamente ottime condizioni considerando sia le dimensioni del volume (un mattone di 3,5 kg con 1100 pagine) sia per la rilegatura che spesso tende a spaginarsi. Questo è fortunatamente integro e l’ho trovato nei giorni scorsi ad Istanbul grazie alla dritta di un mio amico regista che lavorava al turno di notte all’hotel dove ho fatto il volontario per 3 mesi.

Allego un pò di foto…





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Che preferiva che la gente si distraesse con tette e culi che ‘pensare’.

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Invece sotto il regime franchista anche tette e culi erano proibiti.

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Ma per le versioni da esportazione, gli iberici si scatenavano. Alla faccia del piccolo fetente Caudillo…:wink::tongue:

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Quello però dopo, dai primi anni '70, quando ormai la Guardia Civil controllava in modo meno restrittivo la vita pubblica e la censura aveva subito una netta apertura. Negli anni 70, infatti, ancora prima della morte di Franco, vengono fatti uscire moltissimi film (soprattutto italiani) che erano stati proibiti negli anni precedenti.

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in realtà la dittatura militare in Turchia era nata per scopi ben diversi: il problema del PKK, il terrorismo degli ultraconservatori religiosi di destra e del comunismo era arrivato a livelli molto preoccupanti e il governo doveva intervenire in modo rigido per garantire e salvaguardare l’assetto repubblicano stabilito da Ataturk al suo tempo. Tanto che anche i militari stessi, nella prima fase iniziata nel 1971 erano restii ad usare la forza se non per contrastare i movimenti estremisti. La dittatura del 1980 è conseguenza dei deboli regimi democratisi succedutisi dopo la fine del primo regime militare, la gravissima crisi economica che aveva azzerato il valore della lira turca, il rinfocolarsi degli estremismi di destra religiosa e sinistra comunista. I presupposti erano i soliti ma esacerbati da un degrado terrificante dell’economia che rischiava di gettare il paese in una guerra civile: la necessità era (e lo è tutt’ora nelle città più importanti del paese) di far si che l’eredità di Ataturk di stabilire un paese laico, mai orientato nè verso una ricaduta religiosa nè verso un assetto politico comunista non potesse mai venire meno. I metodi utilizzati potrebbero essere contestabili però bisogna calarci nello spirito dei turchi, comunque sempre molto “esuberanti” nel far valere le proprie ragioni e nel combattere quelle altrui.

Oggi è diverso. Erdogan gode dell’appoggio delle provincie più arretrate, povere ed ignoranti che son cresciute solo a kebab e corano e dei grandi imprenditori che investono miliardi di lire in nuove e costosissime infrastrutture che - pur non essendo necessariamente religiosi gli conviene fare pappa e ciccia con lui. Perchè fondamentalmente nelle grandi città (Istanbul, Izmir, Bursa, Antalya, Konya, Ankara…) tutti lo vorrebbero morto.

Diciamo che è stata ed è una storia molto sui generis, che si può capire solamente se si osserva i delicati equilibri tra la natura democratica e laica di gran parte del paese e l’ultraconservatorismo islamico dell’interno, tra le aspirazioni mai sopite di gran parte della popolazione antimusulmana ad un assetto socialcomunista alle richieste della maggioranza della popolazione di continuare a vivere in uno stato che mai dovrà rinunciare alla democrazia come voluta da Ataturk.
D’altra parte basta vedere anche Istanbul stessa: a Kadikoy è tutto anarchia, proteste contro Erdogan, manifestazioni libertarie, libertà più sfrenata e antireligiosa e antigovernativa e il quartiere proprio accanto, Uskudar è tutto donne coperte da veli, Corano, bigottismo ultrareligioso… e così è tutta la Turchia. Quando queste nature opposte si scontrano, rischiano di mandare in tilt tutto l’assetto creato nel 1921. E allora - piaccia o no, volenti o nolenti, l’esercito deve intervenire (anche duramente) per far sbollire gli animi a tutti.

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Mi hai convinto. In Turchia non ci andrò mai…:face_with_open_eyes_and_hand_over_mouth::nauseated_face::skull_and_crossbones::face_vomiting:
P.S. Miliardi di EURO, ormai…:euro_banknote::euro_banknote::euro_banknote::euro_banknote:

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no, invece è un paese bellissimo… ogni quartiere ha la sua identità, il suo movo di vivere. Ioho amici favolosi, simpaticissimi, liberissimi e veramente molto impegnati a livello di battaglie ideologiche, sociali, di diritti (per le donne, per gli animali, per l’ambiente)… è come andare in certi paesi, in qualsiasi altro paese: se ti stanno sul cazzo gli oscurantismi religiosi basta non andare a Uskudar o a Kasimpasa o a Eminonu o Zeytinburnu o Ayasofia… vai a Moda, vai a Galatasaray, vai a Taksim o a Cihangir a farti litri di birre e canne con gli artisti locali, con ragazzine tutte tatuate e con due palle così, parlando di Che Guevara, di anarchia, a vedere concerti metal e punk con ragazzine che suonano in mutande e lanciano preservativi, stai con loro a complottare per uccidere Erdogan… insomma, per me è un paese meraviglioso. Basta sapere dove non andare. Come Londra, Parigi, Berlino, Mosca… basta evitare i quartieri e la gente che non ti aggrada. Poi, alla fine… tanto lo sanno tutti che prima o poi Erdogan tierà il calzino… ormai è vecchio e in Turchia la vita media non è delle più elevate…

Quando ci ho lavorato due anni fa ho avuto uno dei momenti più belli della mia vita… non solo con i miei vecchi amici metallari (ce ne fossero di così ganzi anche qua) ma anche nuovi amici con cui tirare avanti fino alle 6 la mattina a parlare di Bakunin, di rivoluzione, a berci casse di birra come se piovesse… tanto che anche l’anno scorso quando son tornato all’hotel dove lavoravo, veramente non sarei mai voluto ritornare in Italia…anche il mio amico che è venuto con me mi ha detto: “mi hai fatto conoscere delle persone semplicemente meravigliose, quando son venuto via ho pianto dalla felicità”

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Ti rispetto, Bastard, e sono convinto che quanto dici sulla “varietà” in Turchia (ed altre parti del mondo…), corrisponde a verità. Ma sono ormai pigro, scoglionato, e notoriamente pessimista. Sul futuro del pianeta, e sulla gioventù (mondiale). Tendenzialmente, anzi, quasi tutti i giovani mi disgustano, per i motivi più vari. Certi interessi alcolici, inoltre,non mi appartengono più. Ho dato, per fortuna. E per fortuna, ho finito. Se poi comincio a parlare di politica con qualcuno del posto, temo che se dicessi certe cose rischierei seriamente il linciaggio. Quindi, nel dubbio…"Grazie, ma..no, grazie!!":grin::cocktail_glass::shushing_face::ok_hand:

Il libro è disponibile integralmente su archive.org, per chi si accontenta della versione digitale. Bellissimo. Anche alcune pubblicazioni turche correlate al libro sono notevoli (fumetti turchi per adulti???)

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