A Countess from Hong Kong (Charles Chaplin, 1967)

Ultimo film del sommo, e primo film a colori, e primo film prodotto da un grosso studio di Hollywood. Partendo da un fatto storico, i nobili russi esuli prima a Shanghai e poi a Hong Kong, Chaplin imbastisce una divertente commedia degli equivoci con due protagonisti d’eccezione, una monumentale Sophia Loren e Marlon Brando, purtroppo con il freno a mano tirato. Nel film anche Tippi Hedren dopo la rottura con Hitchcock, anche se appare solo dopo un’ora e mezza, e un nutrito gruppo di esponenti della famiglia Chaplin, da Sidney a Geraldine, fino a Jospehine & Victoria. Gustose parti anche per Margaret Rutherford e Patrick Cargill. Stroncato dalla critica, anche a causa di problemi di proiezione alla prima a Londra, decretò il triste viale del tramonto di uno che ha creato il Cinema. Ovviamente rivalutato negli anni successivi…

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Io sono un chapliniano ortodosso, o comunque così amo definirmi. Forse potrei usarlo come frase personalizzata dopo il nome, pensandoci bene (ps - grazie @federicop !).

Per me le due parole Chaplin e cinema sono sinonimi. Eppure questo ultimo film di Chaplin lo trovo pressoché indifendibile, e non ne consiglierei la visione a nessuno. E’ il lavoro di un uomo ormai vecchio, stanco, incattivito e fuori dal tempo. E se la Loren è senza dubbio a suo agio, Brando è francamente pietoso in un ruolo brillante del tutto inadatto alle sue corde.

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