À mort l'arbitre! (Jean-Pierre Mocky, 1984)

Un cotonatissimo Eddy Mitchell giudice di gara fischia un fallo ad una partita di calcio scatenando l’ira di un gruppo di eccentrici ultras razzisti capitanati da un Michel Serrault deciso a far ingoiare il fischietto (e qualcos’altro) all’arbitro che verrà inseguito e asserragliato senza pietà insieme alla sua bella Carole Laure dagli squadroni degli hooligans che vogliono non solo menare ma anche accoppare.

è un thriller Mockyesco tipicamente scalcinato e spiazzante ma divertente, molto anni 80, anche e soprattutto nell’ambientazione del complesso residenziale in cui risiede Mitchell, con palazzoni brutalisti retro futuristi in odore di Blade Runner e quasi coevi di Brazil.
Mi fa particolarmente ridere quando la Laure (che Mocky non riesce a spogliare) tenta di dimenarsi a evitare gli slinguazzamenti plurimi di Mitchell.

Presente sul cofanetto Radiance The Agitator insieme ad altri due titoli :
il classico Litan
e il piuttosto loffio L’Ultima Corsa, altro thriller “contorto e caricaturale” - dice duestellando il Mereghetti - con una altrettanto cofanatissima Catherine Deneuve.

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