in attesa di una conferma per l’uscita del secondo lavoro di spasojevic, atteso entro la fine dell’anno, si ha una data garantita al limone per il documentario che tra dietro le quinte, rush e outtakes inediti di a serbian film, interviste, ce ne farà rivedere delle interessanti: quella della premiere all’imminente frightfest, 22 agosto.
giusto in questi giorni ponderavo un refresh del film per vedere se e come cambia l’effetto sortito dopo 15 anni. l’avevo preparato alla rampa di lancio non molto convinto perché ancora lo ricordo scena per scena come se l’avessi visto ieri anziché nel 2010 e ho idea di dovermi bombare di passiflora prima di riattraversarlo. ma con l’uscita di questo due o tre cose che so di srdjian il double bill diventa imperativo. dovrebbe far seguito la release dell’extended cut di ASF, a chi non fosse bastata la versione di allora. e in parallelo whereout, il nuovo spasojevic co-diretto con biro (paura!).
il secondo spaso dovrebbe uscire entro fine anno, ulteriori scazzi permettendo. ma vedrai che l’uscita del documentario rinverdirà la reputazione del regista e olierà gli ingranaggi distributivi.
questo ha di bellissimo che traccia una mappale di tutte le traversie censorie che ha avuto, quelle festivaliere comprese, partendo proprio dall’ostracismo che gli riservò il frightfest. e il frightfest ha la lungimiranza di ospitarlo!
Speriamo, in ogni caso é chiaramente il momento del ritorno in auge di A Serbian Film, anche lo sceneggiattore dell’epoca ha appena realizzato un film di prossima uscita, che pare un discreto delirio
ahahahaha effettivamente già il titolo è tutto un maccosa?? sembra quasi la contrazione di una bestemmia
di a serbian documentary sono curiosissimo di vedere se hanno inserito il video della conferenza stampa di friedkin che loda a serbian film definendolo uno dei migliori film mai realizzati negli ultimi 30 e cacciando dalla sala i giornalisti che disapprovano
ma è per certo un documentario che dovrebbe rimettere in asse l’ondata moralistica di allora, mostrando come tutto fosse finto e le atmosfere sul set goliardiche e rilassate, ristabilendo i confini tra fantasia e realtà e ricordando come quest’ultima svernici sempre la fantasia e facendo ricordare che i film non uccidono la gente, è la gente che uccide la gente. per quel che mi compete, curiosità a quintali.