Per la verità non è un film propriamente fascista visto che non si vede mai un ritratto di Mussolini e nessuno fa il saluto romano. E’ soprattutto un film sull’Esercito Italiano, però l’ultimo minuto col ‘richiamo alle armi’ col ricostituito ‘esercito’ sapendo che fine faranno è agghiacciante. Comunque è un film brutto e recitato da cani (Dottesio, al suo unico ruolo da protagonista, non cambia mai espressione) anche se riconosco a Costa un certo ritmo. Da notare la sponsorizzazione del Rabarbaro Zucca con un cartellino posto sulla macchina del caffè e dell’acqua minerale toscana oggi non più esistente Roveta (c’e il marchio stampato su uno specchio). Durante la visione si sente chiaramente il rumore di un proiettore.
p.s.: Quando c’è in scena Silvio Bagolini, sembra che da un momento all’altro escano fuori, chessó, Totò, Macario o Nino Taranto.