Tre fratelli, ormai adulti ognuno con la propria vita e la propria identità si riuniscono alla ricerca del padre scomparso… e non solo.
Il fatto che in 25 anni di forum nessuno ne aveva mai aperto un topic… la dice lunga, soprattutto per un opera diretta e interpretata dal nostro secondo Carlo preferito.
A mio avviso un film non riuscito, forse troppo lento e troppo personale, raramente strappa una risata, curioso lo smodato e profetico utilizzo del telefono cellulare per un film dei primi anni '90, manca di ritmo, si arriva al finale a fatica e lo si dimentica facilmente.
Altra curiosità, nel film spicca “How to Kill a radio consultant” dei Public Enemy:
Penso sinceramente che sia uno dei film più sottovalutati e interessanti di Verdone… lo vidi a suo tempo… un mix di ironia intelligente e malinconica come solo un certo Verdone saprebbe fare… una sorta di on the road sia fisico che mentale alla ricerca della patria podestà perduta … si, lentino e a tratti anche troppo dispersivo… ma Verdone negli anni 90 cadeva spesso in questi tranelli…
Una piccola gem… il padre è interpretato da Barry Morse, presenza fissa in Spazio 1999.
Morse, soprattutto, fu Philip Gerard nella serie TV “Il fuggiasco”, in cui dava la caccia all’evaso David Janssen. Ruolo poi ricoperto da Tommy Lee Jones ne “Il fuggitivo”. Scelta curiosa, da parte di Verdone, prendere un attore inglese per il ruolo nel suo film..
anni fa adoravo verdone,col tempo ha iniziato a stufarmi…lo vidi al cinema all epoca,sala piena…risate..momenti malinconici…sul momento mi piacque moltissimo..rivisto qualche anno fa in tv ,dopo un po ho cambiato canale,mi è sembrato datatissimo,ci sono film che reggono il tempo,questi no.mi pare ci sta una comparsata del vero figlio di Carlo
Era post Maledetto il giorno che ti ho incontrato, che fu accolto molto bene, ritenendolo il suo film più maturo, composito. Questo ha spinto Verdone a puntare sul cinema autoriale. Il problema di questo film, lento e sofferente di un certo “egocentrismo” è il non saper miscelare i momenti riflessivi (la seriosità) e la comicità.
Ri-visto di recente nella giornata dedicata al suo compleanno.
Premetto che il Verdone anni '90 è il mio preferito e questo film lo metto agilmente sul podio.
Verdone oscilla sempre tra comico e drammatico aggiungendo qua e là voglie autoriali non sempre -per me- riuscite ma comunque nemmeno campate per aria ed anche ciò serve ed aiuta a delineare la personalità di un regista.
La trama è interessante (ogni tanto, vivaddio, non si parla di donne&amori) e le tre personalità dei fratelli sono ben delineate per un film del genere ed anche i protagonisti si fanno ben apprezzare: secondo me, un pregio di Verdone è quello di aver saputo scegliere (spesso) bene il suo cast di attori principali…lasciando da parte mie idiosincrasie personali tipo quella verso la Argento…
La struttura del film è un po’ tipica del “genere”: la ricerca ed il viaggio che fungono da spunto per giostrare più personalità e far emergere contrasti, rancori ed introspezioni per poi -in qualche modo- riscoprire sé stessi ed i fratelli sotto una diversa veste. Per far ciò Verdone dilata i tempi ma la sua grande qualità e capacità è quella di mantenere viva l’attenzione: sappiamo che una battuta memorabile potrebbe spuntare da un momento all’altro. Poi ovvio, ci sono piccole forzature ai fini dello svolgimento, ma fa parte del cinema tutto ciò.
Altro punto notevole sono le musiche; De Sica e Satie formano un connubio molto consono alle atmosfere ricercate dal regista: esemplare in tutto ciò è la costruzione del finale: a mio avviso tra i suoi più belli se non il più bello (per lo meno tra i suoi film che conosco).
Altra cosa che a me piace, tipica non solo di Verdone, è il riutilizzo delle “seconde linee” attoriali che ritroviamo spesso da un film all’altro.
Molti i momenti culto del film: forse quello in assoluto è il pranzo alla casa al mare, con la mitologica “Mirko e i Kalashnikov”, la grande canzone “toccami” e la conseguente semi-rissa tra fratelli con diatriba Prince-Michael Jackson
Ma io ne ho talmente tanti altri che finirei praticamente per raccontare il film: dalla festa in villa iniziale (la siringa nel quadro, la scritta col pennarello sulla statua..), al ritiro del premio dedicato al padre, la chiazza d’olio, fino alla discoteca del pre-finale con altre grandi battute: troppa acqua! troppa acqua!, notazione del test hiv “tanto so’ tutti negativi…” o Rubini che chiede quando cominciano i “lenti”…