All the President's Men - Tutti gli uomini del presidente (Alan J. Pakula, 1976)

Storico film d’inchiesta giornalistica riguardante il famigerato caso del Watergate.

Devo dire che personalmente, quando trasmesso in tv, mi capita di riguardarlo perché l’argomento mi ha sempre suscitato interesse ed il cast è una gioia per gli occhi (almeno per i miei) anche nelle così dette “seconde linee”.
È un film in cui non succede praticamente niente e che si limita alla pedissequa ricostruzione degli avvenimenti (secondo Imdb, ogni fonte/informazione presente nel film fu controllata scrupolosamente) naturalmente adornati da dettagli, coloriture cinematografiche ben concertate (certo non tutte, ma la maggior parte sì) per accompagnare lo scorrimento da elettrocardiogramma piatto.

In film di questa natura, il cast ha ancor più il suo peso e la partecipazione di Redford e Hoffman assolve completamente questa funzione; oltre ad una certa ideale somiglianza fisionomica, il duo è ben caratterizzato e vive giocoforza del più classico degli espedienti: ovvero, renderli opposti come personalità ma unirli per raggiungere lo stesso sco(o)po. In questo caso ho sempre trovato ben studiata la sequenza che porta i 2 protagonisti ad avvicinarsi (Hoffman, più esperto, con fare sornione prende li scritti di Redford e li corregge a sua insaputa..) oltre a vari dettagli volutamente da commedia (Redford ammette di essere repubblicano e Hoffman lo guarda un po’ stupito; la cenere della sigaretta di Hoffman che cade sul divano e Redford che la spazza via con la mano.. e così via).

Sopra di loro, si erge uno ieratico Robards che vuoi per presenza, vuoi per il ruolo, riesce a calamitare l’attenzione su di sé quando presente in scena. Di culto la crasi “Woodstein” urlata dalla porta dell’ufficio.
Non a caso fu premiato con un oscar come “miglior attore non protagonista” pur se, sinceramente, in una lista di candidature in cui erano presenti Burgess Meredith per “Rocky” e Laurence Olivier per “il maratoneta”, il riconoscimento mi pare tirato per i capelli. Cioè, ci sta sì però…quel però tipo “Militina” :rofl:

Il resto del cast è altrettanto succoso, per me: Warden, Balsam, Holbrook (il famigerato gola profonda…ruolo vero sì, ma io uno così lo mandavo affanc…subito su 2 piedi), Beatty, “reverendo” Collins, Walden (che rivedremo in Capricorn One con la sua postazione non funzionante..).
Altrettanto posso dire per le donne con la Alexander paranoica a colpi di caffè, la Crouse dolente e praticamente costretta a prostituirsi e la Fuller che regala una delle scene più belle: quando viene praticamente inquisita dal duo protagonista a cui lei risponde, passando dall’essere scocciata ad attonita “forse non sono così assetata di sangue come voi”.

Detto ciò, un fatto che mi lascia sempre perplesso, è il metodo giornalistico-investigativo. Praticamente i due protagonisti vanno avanti col “si dice”: nemmeno per sbaglio registrano MAI una conversazione.
Tutto ciò porta ad inutili e pure ridicole -per me- sequenze tipo “conto fino a 10” o “sei sicuro che ha detto così?” o l’assurda confessione trascritta sui fazzoletti o sul portafiammiferi…Ma registra la conversazione no? Come può un giornalista e soprattutto un direttore avallare un’inchiesta basata sui “si dice” o gente che sta nascosta nei garage in penombra? Infatti Robards sostanzialmente non crede mai completamente ai due, salvo prendersi dei bei rischi nel pubblicare tali notizie…
Questo modo di portare avanti il film darà modo di creare il leitmotiv della pellicola: la smentita che non smentisce. Carino e di facile presa sì, ma un po’ stupido…

In conclusione, è un film che comunque io apprezzo ed il doppiaggio italano d’epoca ovviamente contribuisce a farmelo apprezzare ancor di più.
Nella versione originale c’è almeno una sequenza tagliata all’inizio: subito dopo che i “ladri” sono stati scoperti (riconoscete tra di loro il futuro “zio junior” dei Soprano?), c’è una sequenza in cui Warden chiama Redford (a casa) dalla sede del giornale in piena notte per inviarlo in tribunale a seguire la vicenda; nel frattempo, Hoffman, che è sveglio e si aggira furtivo (caffè in mano) per gli uffici del giornale, recepisce la news, entra nell’ufficio di Warden e cerca di intromettersi nello scoop…

1 Mi Piace