Alphabet City ( Amos Poe 1984 )

sul davinotti parlano male

Maldestro tentativo di dare un tocco autoriale alla vicenda di un piccolo spacciatore della zona da cui prende nome il film. Trama di quelle “tutto in una notte”, dove l’eccessiva ricercatezza nelle musiche, nelle scenografie (quasi da videoclip), cozza terribilmente col vagare a vuoto del protagonista che passa da un posto all’altro con sostanzialmente poco da dire e da fare. Persino certi personaggi non si amalgamano adeguatamente alla storia, oltre a non esserci un briciolo di caratterizzazione che dia spessore a qualcuno del cast.

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