Può sembrare l’ennesima rifrittura di un argomento già sviscerato decine di volte, ma dopo aver parlato con persone a lui vicine ma non legate allo spettacolo, va specificato, (personalmente non l’ho mai incontrato) penso possano interessarvi alcune cose. Già alla Confessione di Peter Gomez rivelò che non avrebbe voluto terminare il primo film perché a suo dire ‘i macchinisti non ridevano’ e che fu Luciano Martino a convincerlo a finirlo, ma secondo me c’era dell’altro. Mi sono fatto l’idea che sapeva che il ruolo lo avrebbe condizionato a vita e così fu. Tra le cose, ovviamente non so se vere o meno, che mi sono state rivelate è che non voleva fare il secondo film ma fu obbligato da Martino (lui aveva intravisto una nuova strada con Gianburrasca che è molto più contenuto a volgarità). Non aveva torto visto che il film incassò molto molto meno del precedente (15° il primo, 81° il secondo). C’è pure chi m’ha detto che aveva sviluppato un vero odio nei confronti del personaggio e che era pentito di aver fatto Pierino torna a scuola perché nonostante passò inosservato per lui da quel momento si chiusero tutte quelle pochissime porte rimaste aperte. In effetti non credo esista in Italia un attore che si sia fuso in quel modo con un personaggio. Brutta conclusione per l’unico attore al mondo ad aver interpretato quattro di film di Fellini uno di seguito all’altro (Satyricon, I Clowns, Roma e Amarcord).
che odiasse il personaggio e volesse distaccarsene trovo difficile crederlo. A quasi ogni intervista degli ultimi 30 anni mai una volta che dicesse di volersene allontanare, piuttosto parlava sempre di voler girare fantomatici progetti con al centro Pierino (ricordo un Don Pierino sulla scia di Don Matteo).
Nemmeno io credo che lo odiasse, il suo personaggio. Semplicemente lamentava il fatto che i produttori gli avevano negato altri sbocchi; in un’intervista, rammentava con amarezza le parole “la gente dice che devi vergognarti di aver fatto Pierino”. Anche Christopher Lee a un certo punto si teneva lontano dai ruoli di Dracula per non rovinarsi la carriera, però non mi risulta che lo odiasse.
Poi, diciamolo una volta per tutte: bravo era bravo ma prima di Pierino, un ruolo da protagonista non glielo aveva mai offerto nessuno. Faceva comparsate, ruoli secondari o al più, la spalla di attori comici più affermati. Che il ruolo di Pierino oltre a portargli il successo abbia finito con il precludergli altre strade non ci piove, ma dubito che senza i Pierini sarebbe ugualmente riuscito a emergere. I suoi limiti li aveva, poi sicuramente il cinema italiano degli anni 80 non aiutava (la crisi era cominciata già allora, per quanto possiamo essere affezionati a pellicole del decennio in questione).
Beh, un conto è quello che diceva in pubblico, un conto quello che pensava realmente sempre che fosse così. Riporto quanto m’è stato detto. Sicuramente ha pagato un prezzo assurdo manco fosse stato l’unico ad avere interpretato film del genere.
Guarda, pure sui “quello che pensava” sono scettico, che spesso arrivano a noi da presunti “bene informati” e lasciano il tempo che trovano. Magari un giorno salterà fuori che in realtà a Dario Argento l’horror faceva schifo e girava certi film solo per fare soldi, quien sabe? Sul prezzo assurdo sono d’accordo e aggiungo che a mio avviso era ipocrisia: semplicemente, quando i produttori hanno realizzato che i Pierini non tiravano più e Vitali non era garanzia di incassi per un film, lo hanno scaricato. Così va il mondo.
È un po’ come se solo Deodato fece uccidere animali per un film… ![]()
Deodato è già un discorso diverso, valuta che all’estero pure i cannibalici di Lenzi erano censuratissimi e bollati fra i “nasties”. Però è innegabile che altri attori come Vitali in quel periodo avevano interpretato commedie volgarissime e sono riusciti a riciclarsi in altri ruoli, Lino Banfi e Renzo Montagnani in primis. Vitali è stato tagliato fuori, un po’ di televisione gliel’hanno fatta fare ma nei circuiti privati e con robe onestamente terra terra (rammento degli sketch da sit-com de’ noartri veramente pessimi). Poi non è che avesse fatto solo Pierino, in quegli anni il ruolo da protagonista se l’è aggiudicato anche in altre commedie come Paolo Cotechino, Il Tifoso, l’arbitro e il calciatore eccetera. Andrebbe anche accertata la veridicità delle sue affermazioni, quando sosteneva che non gli offrissero più lavoro rinfacciandogli Pierino. Magari c’era dell’altro… poi non era tipo da accontentarsi, un mio conoscente (il compianto Antonio Lusci, sceneggiatore) mi confidò che Stivaletti gli aveva offerto una parte in Rabbia furiosa e lui aveva rifiutato. Vai a sapere come stavano davvero le cose, siam sempre sul sentito dire eccetera.
C’è anche da dire che nel cinema, ancora più che nel teatro, conta molto la fisicità.
E direi che a lui parecchi ruoli erano preclusi in partenza, per questo motivo, a prescindere dalle doti recitative
A proposito di teatro, lui era nel cast del Rugantino con Montesano. Questo nel 1978, perciò in piena attività ‘scollacciata’. Che non abbia saputo approfittarne?
Può essere, so che alcuni ruoli dagli anni 90 in poi se li è giocati cercando di imporre sua moglie nel cast. Come dicevo, difficile valutare cosa sia andato storto nella sua carriera… sarà stato sfortunato, alcuni errori li avrà commessi.
a prescindere dai Pierini il tipo di cinema in cui Vitali aveva avuto successo nel 1981 era ormai alla frutta. La commedia sexy era ormai a fine corsa, e i tentativi di spostare quel tipo di produzioni in altri versanti (i film barzelletta, i proto-demenziali) si rivelarono presto infruttuosi. Non ci fosse stato Pierino credo che cmq la sua carriera fosse abbastanza segnata e Vitali probabilmente sarebbe finito in stile Bombolo a fare siparietti comici nei film di Nino D’Angelo, e finito anche quel filone sarebbe stato dimenticato più velocemente di quanto non sia avvenuto. La maschera di Pierino gli ha quantomeno donato se non l’immortabilità una certa memorabilità.
questa è una cosa interessante che non sapevo. In realtà qualche occasione la ebbe anche dopo (Citti, Striscia la Notizia), il problema è che i produttori non lo vedevano più. E non è che non lo vedevano più al di fuori di Pierino, non lo vedevano più e basta. Perchè apparteneva a un cinema di serie B che non si produceva più, e che quando si produceva (Pierino torna a scuola, Se lo fai sono guai, ma anche tanti altri tentativi extra-Vitali) non faceva una lira e veniva smontato dopo 2 giorni.
L’unica cosa che non ho mai capito è come Vitali negli anni ‘80 non abbia avuto le occasioni televisive che soprattutto sulla Fininvest furono concesse un po’ a tutti.
Questo me lo sono chiesto anch’io. In fondo era pur sempre un comico. Una Fenech era bella finché vuoi ma come primadonna tv non rendeva minimamente.
Anche solo al Bagaglino, con le cose di Pingitore… avevano riciclato veramente tutti dalla commediaccia scorreggiona di quegli anni. Solo lui mancava all’appello, boh.
vero, nel Bagaglino Vitali avrebbe probabilmente trovato la sua dimensione ideale, peraltro aveva lavorato con Pingitore in Gian Burrasca e Il tifoso, l’arbitro e il calciatore. Ma anche con i Martino, Vitali nei filmetti televisivi dei Martino con i vari Ciardo e Spaccesi non avrebbe stonato.
Io, ricordando anche una mitica intervista a Ciardo, penso che Vitali si sopravvalutasse un po’ e questo lo ha portato a rifiutare offerte e magari -ipotizzo- a crearsi una fama di “presuntuoso-poco gestibile” (ripeto: ipotizzo io).
Lo so che sono casi diversi ed estremizzo un po’, però Montagnani accettava di tutto (e sappiamo perché); se vuoi lavorare e vuoi continuare nel cinema e soprattutto portare a casa uno stipendio, insomma non è che puoi fare tanto lo snob senza colpo ferire.
Ma comunque le mie sono illazioni per parlare: non sto dicendo che lui rifiutasse sistematicamente ogni offerta ricevuta.
Mi piace moltissimo rivederlo sia in ogni film dove faceva da spalla a Banfi e sia in quelli dove è stato protagonista assoluto: son così affascinato/ammiratore che quando capita in tv riguardo pure quella ciofeca di “Giggi il bullo” (che è un vero atto d’amore reggerne la visione completa)
Però, questa è la mia sensazione, parliamoci chiaro: era un cinema su misura sua, e la sua misura quella era. Ha spremuto e ricavato sangue pure dalle rape soprattutto tra il 1981 ed il 1983: Pierino, Gian Burrasca, Giggi, Cotechino, medico della SAUB…
Poi, se lo hanno fregato a livello economico, con contributi non pagati o scarsi guadagni beh…quello, come tutti, spettava a lui tutelarsi/essere informato. Avesse avuto la fantomatica pensione da 3k (come dice a Gomez), probabilmente non sarebbe nemmeno andata a “la confessione”…
Sull’odio per Pierino, penso sia un “amore/odio” per essere rimasto ingabbiato in quel personaggio che comunque -a suo modo- l’ha reso popolare in tutta Italia. Non a caso ha continuato a ri-provarci con varie declinazioni di Pierino (Stecchino, Gli antenati tua, il ripetente) probabilmente conscio che fosse l’unico modo per riacquistare popolarità persa. Forse l’odio è maturato in tempi più recenti, col passare degli anni, quando si è reso ancor più conto che o faceva Pierino o nulla (da qui Striscia la notizia ed i centri commerciali e matrimoni…)
Certo però, pure quando decise di fare un film che sapeva di non voler distribuire ( Gli antenati tua e de Pierino), scelse di interpretare Pierino!
Chi non é di Roma probabilmente non può saperlo, ma per diverse tv locali a metà dwgli anni 90,Alvaro Vitali fu scelto come testimonial di un mega negozio di ogni genere, Mas a via dello Statuto.
Settemila metri quadri di mercanzia dal pacchetto di stuzzicadenti al vestito completo per il giorno delle tue nozze, insomma una Porta Portese al chiuso. Vestito come “Pierino” arrivava a Piazza Vittorio con una Ferrari testarossa, la parcheggiava davanti al negozio, e si addentrava “calzando” il suo celebre cappelletto con il pon pon e per tutta la televendita non lo toglieva mai.
Decantava offerte e prezzi con la sua risata e facce buffe quando dialogava con le varie commesse che sembravano appunto uscite da un suo film.
Questa insolita “pubblicità XXL” durava circa 15 minuti ed é molto strano, che durante le sue interviste non ha mai citato di aver fatto questa reclame visto che fu una grande ancora di salvataggio nel suo periodo lontano da Cinecittà e molto prima di approdare a Striscia la notizia, forse per vergogna?
Non credo, visto che aveva guadagnato un bel gruzzoletto da quanto mi disse una delle figlie, quando trasferì una parte di quel mondo commerciale in un grande negozio nel quartiere di Monte Sacro, e tra un jeans e una tuta da ginnastica, gli chiesi una copia del 45 giri che il padre fece incidere dai Fratelli Balestra.
Alvaro nel cast di Rugantino. È proprio al centro del manifesto.
Ebbi la fortuna di vederlo al Sistina, ma Alvaro non me lo ricordavo proprio.
con tutta la simpatia per Vitali,secondo me gli e’ andata anche troppo bene,fosse nato 10 ,15 anni dopo sarebbe finito a fare qualche comparsata nei film di Salemme o pieraccioni
Che poi dentro MAS, venne girato il video del Piotta, dimmi qual’è il nome (feat Turi)
Dove il regista si è divertito a provare tutte le transizioni e le tendine del mixer video.
Se non sbaglio chiuse qualche anno fa’.
Alvaro Vitali lo ricordo in qualche spot di Nonno Ugo Rossetti, alcuni spezzoni sono stati mandati in onda su stracult
Nonno Ugo principalmente gradiva le belle bighe…non é che aveva occhiato la ex moglie Stefania???
Parafrasando…
EVVIVA NONNO UGOOOOOOOOO
A parte gli scherzi Alvaro aiutava i “fanciulli” a picchiare forte lo “Sputagió” una macchina infernale che distribuiva scarsissimi giocattoli in plastica, praticamente quelli che si trovavano in quei pseudo negozi che trovavamo nelle località marinare.


