qui @Zardoz potrai esegeticamente sbizzarrirti!! ![]()
Che Tarkovskij buonanima vegli su di te. Grazie, Schramm… ![]()
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Off Topic dichiarato: mi si stringe il cuore nel considerare come una culla di cultura e spiritualità come la Russia oggi sia percepita (non a torto) solo come un paese canaglia guerrafondaio.
Io invece mi chiedo come, in una FOGNA reazionaria bigotta antisemita omofoba alcolizzata qual è la Russia (sotto ogni tipo di governo…), siano comunque riuscite a emergere personalità come Tarkovskij e… Gorbacev. Ma si tratta di clamorose eccezioni, appunto… ![]()
P.S. La recensione di Grazzini è una delle più belle in assoluto, che abbia mai letto. A prescindere da ciò che penso io dell’opera in questione , si tratta di uno dei rari casi in cui un critico riesce a trasmettere la voglia, anche nel potenziale spettatore più sprovveduto e ignorante, di andare fiducioso a vedere un film. Condividere, insomma, la vera PASSIONE cinefila. Un’impresa non da poco… ![]()
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non la metterei giù in questi termini così apodittici e semplicistici come se l’eccellenza del cinema russo significhi solo ed esclusivamente tarkovskij. la russia è stata, fin dagli albori cinematografici, un calderone di eccezioni divenute regole (talvolta pioneristiche: una per tutte ejzenštejn, per tacere di un vertov). e anche prima, valenti drammaturghi, poeti, scrittori che han fatto la storia e influenzato cinema e teatro non solo sovietico non si contano. e facendo un balzo avanti rispetto a realismo socialista e futuristi e strutturalisti, ancora oggi, solo volendo restare tra gli allievi di andrej, ci sono almeno 3-4 grandi nomi capaci di cinema poderoso (sokurov, aleksei german, lopusanskij, koncalovskij, michalkov e potrei andare avanti altre tre righe) che hanno influenzato i vari tarr, vláčil etc; e frugando ben bene, se se ne ha voglia, si trovano anche nomi notevoli nel cinema mainstrem più fracassone (un emblema su tutti, muori papà muori) o meno (balabanov) come su quello più estremo sull’asse six-spasojevic (iskanov)… tutto sta nel mettersi a raspollare bene ![]()
peraltro fatte debite proporzioni culturali e non l’italia non è che sia messa meglio quanto a spirito reazionario bigotto antisemita omofobo alcolizzato, anzi ha uno storico censorio da far schiumare di invidia stalin (basti per tutte la lista dei processi censure sequestri e polemiche cui è stato sottoposto pasolini e che io sappia/ricordi la russia non ha mai invocato il rogo per una pellicola), senza contare che cinematograficamente parlando l’italia non vanta neanche un autore che si avvicina a picchi qualitativi di uno dei nomi fin qui elencati…
Ho semplificato ed estremizzato, certo. Eisenstejn è Maestro senza dubbi, ci mancherebbe. Sokurov, ha fatto cose notevoli. German, assai poco prolifico, ma pur sempre un gigante. E sul livello dei nostri cineasti, d’altra parte, non sono certo tranchant e riduttivo come te. Ognuno, faccia i nomi che vuole… ![]()
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P.S. E in quanto a censura, andiamoci piano. Certo, in Italia abbiamo avuto casi clamorosi, talora vergognosi. Ma rallegriamoci comunque, di vivere nella “terra dei cachi”. La Santa Madre Russia è molto peggio, grazie…
beh semplicemente in Unione Sovietica la commissione di censura non autorizzava neanche l’inizio di lavorazione del film se la sceneggiatura, i dialoghi o qualsiasi altra cosa non rientrava nei canoni del tollerato
Però, per quando riguarda le affermazioni di @Zardoz … non so, in Russia ci son stato tante volte, tra Occidente e Siberia più estrema, tra carceri e case di amici, sui treni… è un paese estremamente complesso, dove incontri di tutto: dai ricchi cafoni, iperarroganti, neonazisti e dediti solo ad alcool e sesso a povera e semplice gente del popolo con una profonda cultura, educazione e maniere gentili. E, allo stesso tempo l’esatto opposto.
E’ vero che tantissima gente vive nell’ignoranza generata da regimi che son sempre stati storicamente illiberali, che due rivoluzioni che hanno abbattuto 3 regimi non hanno mai cambiato assolutamente niente, che fin dall’alba dell’umanità han dovuto lottare contro fame, freddo, gelo, barbari, invasioni mongole e quant’altro e questo ha creato uno spirito sicuramente peculiare, a volte anche rude e forte… ma è vero anche che tutte queste prove alla quale la Russia è sempre stata sottoposta hanno creato anche persone - semplici popolani o giovani democratici (che ne ho conosciuti tanti in giro per il mondo, soprattutto ora che son scappati via per non essere potenziali carne da cannone), ricchi benestanti o gente che ha avuto l’occasione di studiare - con una profondità di animo che forse nell’Europa più comodona e tranquilla non possiamo pienamente capire.
La Russia va vista e vissuta, viaggiata ed esplorata… ma anche col cinema, la letteratura, l’arte e la pittura è sicuramente possibile affermare che la cultura russa sua una delle più alte e profonde nella storia dell’umanità. Che poi i cittadini russi ne possano beneficiare o meno… beh… la dove è possibile, si trovano persone veramente interessanti
Comunque per non andare OT, qui passo e chiudo
Ringrazio Bastard per l’intervento. Grazie alle sue esperienze dirette, lo ritengo molto più affidabile di sociologi, giornalisti, analisti e tuttologi assortiti, che occupano impunemente le poltrone dei Talk show televisivi. Un’ultima cosa, esteticamente. Mosca mi è piaciuta abbastanza, come città. Ma la vera meraviglia, è San Pietroburgo. Che infatti, guarda caso, fu progettata da architetti italiani. Zar Pietro scelse bene… ![]()
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Tornando alla censura. Rileggetevi l’articolo di Grazzini, che riassume bene le traversie patite da questo capolavoro e dal suo autore. Senza dimenticare che, dopo “Stalker”, Tarkovskij lasciò la madrepatria. Con sollievo di censori, burocrati e membri del partito : lieti di liberarsi di un simile, insolito “mistico”, fonte di imbarazzo. Per loro crassa ignoranza, sia chiaro. D’altra parte, il regista era a disagio anche nell’Occidente edonista. E la morte comunque portò via presto, questo Sommo Autore “fuori dal mondo”… ![]()
inforcando curiosamente una parabola estetica discendente con cose imbarazzanti come nostalghia e sacrificio, due opere qualitativamente lontane anni luce da stalker o lo specchio . a comprovare i danni dell’influenza occidentale.
(dovrei tra l’altro avere un ritaglio inerente il figlio e la moglie tenuti in ostaggio a garanzia del suo ritorno, vedo se lo trovo).


