Anonymous - Roland Emmerich, 2011

http://www.imdb.com/title/tt1521197/
http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?sch=52987

E se Shakespeare fosse la più grande frode letteraria della storia? Cioè che in realtà fosse stato un altro a scrivere quei capolavori? Non è una burla, o una conspiracy theory campata in aria tipo “l’aereo del pentagono non c’era”, è la teoria Oxfordiana, che parte da alcuni presupposti:

  • il padre del bardo era un macellaio analfabeta
  • le figlie del bardo era analfabete e firmavano con una croce
  • nei pochi esemplari di firme dello stesso Shakespeare la sua grafia denota una mano incerta e scarse attitudini letterarie
  • i suoi testi sono intrisi di conoscenze della corte inglese che solo un insider (che Shakespeare non era) poteva sapere

Non è una teoria campata in aria, le file di quelli che la ritengono una certezza sono grosse: Henry James, Ralph Waldo Emerson, Walt Whitman, Mark Twain, Sigmund Freud, Charlie Chaplin, Orson Welles. E, non ultimo, Derek Jacobi, uno dei massimi interpreti teatrali di Shakespeare in Gran Bretagna, uno che ha vinto per due volte il Laurence Olivier award come miglior attore, mica pizza e fichi. Jacobi che qui si presta al prologo e all’epilogo, lanciandoci il guanto di sfida, insinuando il dubbio e spronandoci a documentarci meglio.

Ma la cosa più assurda di questo film è il regista, che questo film ha fortemente voluto. Emmerich, proprio lui. Indipendence Day, Godzilla, 2012, The day after tomorrow. E ora, questo. Ovviamente un mega flop, 'che al popolo bue 'mportasega di Shakespeare, figurarsi se poi manco era lui, 30 milioni di budget e solo 15 d’incasso.

Ed è un peccato, perché il film merita, Emmerich ce la mette tutta, sia nella perfetta ricostruzione di Londra, sia nel mantenere il ritmo necessario a non farne una semplice piece in costume. E ben dirigendo un cast valdio seppur non di primissime scelte, Rhys Ifans, Sebastian Armesto, David Thewlis, Edward Hogg; con una primizia, una bravissima Vanessa Redgrave.

Insomma il film vale la visione, anche se al massimo leggete la Gazza, dategli una chance, non ve ne pentirete.