Apprendiste viziose (Andrea Bianchi - Pierre B. Reinhard 1985)


Avendolo nominato e constatando la sua assenza andiamo a raccontarne la storia.
Dovrebbe essere il primo film di una collaborazione fra Andrea Bianchi e la Francia con Marina protagonista ad apparire sugli schermi nostrani accompagnato da locandina fitta di misteri: solo il titolo, nessun accredito, foto della Frajese che con sguardo felino massaggia il piede di Herbert Hofer presa da “Marina e le sue voglie”, infine aggiunta artigianale con nuova intitolazione che sembrerebbe voler sfruttare il nulla osta di un altro film.
La VHS italiana lanciata sul mercato dalla EPP trova per lungo periodo ampio spazio di visibilità sulle riviste per adulti più prestigiose (Men, Super Men & Super Men pocket) ma non aiuta a fare chiarezza, aggiunge solo il nome della protagonista principale sulla cover. All’inizio della proiezione la regia è affibbiata a due con il nome da cantanti di italo-disco anni ‘80. Il film affronta un argomento interessante: Lisa (Marina) non è mai riuscita in tutta la sua vita ad avere uno-che-sia-uno orgasmo. Il marito Leo (Christopher Clark) ce la mette tutta (in tutti i sensi) per sbloccarla, arriva pure a travestirsi, nulla da fare. E allora coopta per un weekend un paio di coppie composte da notabili del posto di cui conserva foto compromettenti costringendoli ad interagire fra loro e facendoli dirigere dalla moglie che li potrà seguire attraverso l’impiego di un sistema di videocamere a circuito chiuso (sic!).
Voi non ci crederete ma alla fine l’idea funziona, Lisa festeggia con un’orgia in cui a cose fatte decide di concedersi un gran finale davvero forse un po’ troppo all’avanguardia.
Come “Colossale dèbauche pour une femme frigide” viene proiettato in prima visione a Parigi il 26 giugno '85, “la copia Cinévog includeva la scena scatologica tra Marina e Christophe Clark, scomparsa dopo pochi giorni, sopravvive nella versione italiana” (Dictionnaire des films francais pornographiques & erotiques). Insuperabile Marina! Arriva in uno dei paesi dove la pornografia ha già una lunga tradizione e la costringe ad autocensurarsi. La critica d’oltralpe esalta il film, soffermandosi fra gli altri complimenti su una “maestria di montaggio” volendo per forza attribuirlo a Pierre B. Reinhard. Il “pezzo forte” è vistosamente composto ad hoc, è tutto finto, le espulsioni che vediamo inquadrate di certo non avranno avuto nessun punto di contatto con la pelle candida della svedese. Eppure la scena lascia agghiacciati, stravolge, turba, perché la forza del doppiaggio nel momento in cui Marina chiede senza giri di parole di essere “onorata” in siffatto modo può portare lo sconvolto spettatore a credere a ciò che gli viene mostrato, a livello emotivo inoltre il coinvolgimento è agevolato da un azzeccatissimo sottofondo musicale in stile dramma erotico.
Nonostante la trama ideata probabilmente dopo una prolungata degustazione dei rinomati vini francesi il regista ha a disposizione Clark, Pontello, Alban Ceray, gente esperta insomma, e pure qualche francesina disponibile ai giochi d’acqua, a conti fatti dunque non è di certo il solito porno di visto uno visti tutti.

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Un’altra recensione interessante, Lindo.
La prima volta che vidi questo film, molti anni fa, pensai fosse diretto da Jean Rollin e Michel Berkovitch, a causa dei titoli di testa confusi.

Ecco la mia lista di film porno diretti da Andrea Bianchi e interpretati da Marina Hedman:

• L’AMORE E LA BESTIA (1983)
• UNA NOVIZIA NEL PORNO HAREM (1984)
• APPRENDISTE VIZIOSE (1984)
• COULOTTES EROTICHE (1984)
• ADOLESCENTI VOGLIOSE (1985)
• MARINA E LE SUE VOGLIE (1985)
• IL SET DEL PIACERE (1985).

Mi chiedo se questa lista sia completa.

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Mi pare siano tutti

per caso la vhs italiana contiene la scena “forte” finale con i colori sovraesposti?

Sì, è quella. Credo che sia l’unica e sola. Esiste un’edizione in videocassetta per la Francia, purtroppo non ci ho messo ancora le mani sopra e non posso esserne sicuro ma al 99% sarà tagliata. Come evidenziato a riguardo di “Coulottes erotiche” alcune scene esagerate sono state paradossalmente eliminate dalle proiezioni e video all’estero (una di queste scene è quella equestre di “L’amore e la bestia”). Paradossalmente perché all’inizio era il contrario, no? Le scene “forti” erano destinate all’estero, Francia in primis.

Oltre al particolare dei colori, come da te giustamente indicato, la scena è praticamente montata come un cartone animato, passo dopo passo inquadratura dopo inquadratura, nella sua semplicità è magistrale, pensate agli spettatori che all’epoca vedevano questi film… in quanti si saranno posti la domanda “Ma sarà tutto vero?”.
Pensate a “Marina e la sua bestia” dove la proboscide era vistosissimamente finta, eppure la gente (almeno la maggioranza) per anni e anni ha pensato che… La povera Karin Schubert alcuni sostenevano fermamente che avesse fatto scene animal solo perchè su alcuni “spregevoli” manifesti seconda metà degli 80 con frasi ad hoc e grezzi collages così lasciavano intendere!

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