Il film Ars Amandi (1983) non è mai uscito in DVD o Blu-ray in Brasile. Da grande ammiratore dell’estetica del regista polacco, non vedo l’ora di vederlo. Ricordo che anni fa qualcuno mi disse sui social media che Borowczyk era rimasto molto deluso da questo progetto a causa dell’interferenza del produttore italiano Ugo Tucci. È vero?
Se escludiamo il disastroso progetto Emmanuelle 5 (1985), Ars Amandi è stato il penultimo film di Borowczyk, il che è deplorevole.
Di seguito una recensione piuttosto negativa del quotidiano spagnolo El País, pubblicata nel 1987:
L’arte di annoiare
Ángel Luis Inurria
15 dicembre 1987 -
L’opera di Ovidio, Ars Amandi, è servita da pretesto al regista polacco Walerian Borowczyk per riempire ancora una volta lo schermo di nudità, e per discussioni bizantine che tentano di stabilire i confini tra erotismo e pornografia, quando è molto più facile definire il merito cinematografico, assente in questo film del presunto divulgatore dell’opera di Ovidio. La lettura di Ars Amandi, non esattamente nota per il suo erotismo, ci fornisce un insieme di regole e consigli per la seduzione, la conquista e il perpetuarsi della scelta e del godimento dell’amato.
Nel suo stravagante adattamento cinematografico, l’autore dei Racconti Immorali alterna la presenza sullo schermo di Ovidio, che offre consigli e cerca la complicità dello spettatore, allo svolgersi degli eventi preannunciati dalle sue parole. Senza raggiungere la ricostruzione storica di Blanche, né i successi parziali di La Bestia, il regista, che ha esordito con un lungometraggio singolare e promettente, Goto, l’isola dell’amore, prosegue i suoi riferimenti pittorici in questa narrazione, che tenta di attualizzare una goffa storia contemporanea, come se fosse necessario ai nostri tempi dimostrare l’atemporalità e l’universalità dell’amore.
Con noia e pazienza, lo spettatore assisterà a una successione di promettenti tentativi che non raggiungono mai il loro pieno potenziale, e dove l’interesse cresce solo nell’attesa di qualcosa di veramente abbagliante. La storia d’amore di Claudia e Cornelio è tanto gratuita quanto assurda.
Ovidio
L’arte di amare
Regia e sceneggiatura: Walerian Borowczyk. Storia di: Wilhelm Buchheim ed Enzo Unagari. Fotografia: Walerian Borowczyk. Musica: Luis Bacalov. Produzione: Víctor Beniard. Italia, 1983. Cast: Massimo Girotti, Laura Betti, Patrick Taccini, Milena Vocotic, Pierfranzesco Aiello, J. P. Mariel, Mireille Pame, Somonetta Stefanelli, Michelle Plácido. Prima a Madrid: Multicine Picasso 2.
