Baby Gang (Salvatore Piscicelli, 1992)

Droga movie poco noto, che descrive il malessere e il disagio sociale in cui versano i quartieri popolari della periferia di napoli.
E’ la storia di Luca, un bambino che, per aiutare in qualche modo il fratello maggiore che sta male, chiuso in casa a ròta, si mette a girare per il quartiere alla ricerca di una dose; prima facendosi aiutare dai coetanei, poi entrando in contatto con personaggi sempre più border line (ladruncoli, il ragazzino che spaccia, la relativa gang, il travestito) fino ad arrivare a chi questo giro lo gestisce.
Di questo film colpisce il modo di raccontare le vicende, le persone e gli ambienti che ritrae. Tutto è narrato dal punto di vista di un ragazzino che osserva la sua quotidianità, la sua normalità; niente spazio quindi a pietismi, a denunce e a moralismi, così stanno le cose, e in questo contesto Luca conduce la sua via di bambino, tra scherzi, giochi, corse a perdifiato, fantasie infantili. I furti, la droga, la malavita, lo squallore, il disagio sono uno sfondo come un altro a cui Luca, come tutti gli abitanti di questa periferia, si è abituato, adattato per poter sopravvivere. Senza nemmeno accorgersene.
Soltanto durante le fasi conclusive del film percepiamo un certo climax, un’atmosfera greve e cupa che inizia a materializzarsi in modo sempre più intenso e concreto. Stiamo arrivando verso il tragico epilogo, una serie di avvenimenti così forti da sembrare qualcosa di strano, anormale e grave anche per il bambino dell’interland napoletano.

In vhs CDI Video.

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Visionabile su YouTube.
Visto che è nove anni che questo post giace solitario senza risposte, e che il film secondo me merita, vi consiglio la visione.

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