Bates Motel (A. Cipriano, 2013)

È una specie di prequel al film di Hitchcock dove, moooooolto liberamente, si racconta di come Norman e la madre hanno preso possesso del motel e di come è iniziata la sua follia.
A dire il vero non è nemmeno un prequel, prende in prestito i personaggi per inventarsi una storia ambientata nei nostri giorni, insomma, un po’ un pasticcio.

Ho vista tutta la prima stagione (solo solo 10 episodi, alla fine) e confermo che si tratta di una scemenza (d’altronde dietro c’è Carlton Cuse, uno degli sciagurati autori di Lost) però ammetto di essermi divertito.
È una serie delirante però intrattiene e non annoia. La Farmiga nei panni della Signora Bates è bravissima (ma davvero brava brava brava) e pure il ragazzo che interpreta Norman se la cava bene.

La storia è assurda anche perché si cerca di mostrare una cittadina tipo Twin Peaks, piena di segreti che vengono a galla a poco a poco, ma le storie sono un po’ stupide. Però, ripeto, non ci si annoia.

Stona molto l’ambientazione moderna con smartphone et similia, senza quelli e con altri piccoli accorgimenti poteva persino sembrare una serie ambientata in un’epoca indefinita (e sarebbe stato meglio, secondo me).
Abbastanza inconcepibile il fatto che Norman attragga le donne come se fosse un figo. Sono in tre a venirgli dietro, una più bella dell’altra. Un po’ ridicola come cosa…

Io ho preso il cofano dvd a meno di 10 euro, alla fine non rimpiango la spesa anche se resta una serie davvero sgangherata.

Sto vedendo la seconda stagione su Netflix e bene o male è come la prima.
Tutto molto delirante ma divertente. Personaggi assurdi che arrivano e spariscono (tipo il fratello di Norma Bates, peraltro interpretato dal mitico “Lem” di The Shield), sottotrame improbabili (tutta la storia della guerra tra i druglord della marijuana è senza senso), colpi di scena assurdi… Insomma, non ci si annoia.

La Farmiga è di una bravura esagerata.