Beasts Of No Nation (K. Fukunaga, 2015)

http://www.imdb.com/title/tt1365050/

Bello e forte (a tratti quasi insopportabile) questo film diretto dal regista di True Detective e prodotto da Netflix (che infatti l’ha messo sulla propria piattaforma in contemporanea con l’uscita in sala negli Stati Uniti).
È una storia ambientata in Africa (senza specificare esattamente dove) e segue il percorso di Agu, un bambino che, dopo la morte degli uomini della propria famiglia per mano dei guerriglieri che arrivano nel suo villaggio, fugge e viene a contatto con i ribelli che lo obbligano ad unirsi a loro e a diventare un soldato.
È un film estremamente crudo, con momenti molto forti, resi ancora più terribili dal fatto che il protagonista è un bambino e anche dal fatto che si tratta di avvenimenti assolutamente realistici, cose che sono accadute migliaia di volte e che continuano ad accadere. Non nascondo che in due scene ero a disagio come raramente lo sono stato negli ultimi anni. Due scene terribili, di grande impatto.

È una storia sulla perdita dell’innocenza, con un paio di momenti di stanca (il film dura un po’ troppo, 140 minuti mi sono sembrati eccessivi) e con un finale strano che in un certo senso mi ha fatto pensare a “I 400 Colpi”.

Il film è girato molto bene (una delle due scene che citavo prima è realizzata con un piano sequenza mostruoso ma tutto il film è tecnicamente validissimo) e il bambino protagonista è davvero bravissimo. Nei panni del leader dei ribelli c’è Idris Elba, molto bravo anche lui.
L’unica cosa che mi ha fatto un po’ storcere il naso (ma capisco che era inevitabile) è che quasi tutto il film è parlato in inglese con accento africano. Mi ha fatto strano perché non ha molto senso ma è ovvio che un film difficile come questo sarebbe stato impossibile da girare (e vendere) se fosse stato interamente realizzato in una lingua africana.

Lo trovate in qualsiasi versione di Netflix con doppiaggi e sottotitoli in tutte le lingue. Io lo consiglio anche se non va preso a cuor leggero.

Visto qualche giorno fa tramite Netflix su suggerimento di Brass e ho poco da aggiungere a quanto già detto.
Film crudo e “senza speranza”, un paio di scene il primo omicidio di Agu a suon di colpi di machete e l’irruzione nella casa con tanto di pestaggio della bambina ti fanno voglia di spegnere tutto ed urlare “Ma no, cazzo!” non tanto per la messa in scena (comunque realizzata bene e di impatto devastante) ma proprio perché queste cose succedono veramente.
Il piccolo protagonista comunque è veramente bravissimo, ma tutto il cast si comporta bene ed è funzionale.
Finale un po’ banalotto, ma comunque ci sta. Concordo sulla durata, il film sarebbe potuto durare una ventina di minuti in meno e ne avrebbe senz’altro guadagnato.
Ad ogni modo ne consiglio pure io la visione.

Nella versione italiana, invece, il bambino parla con i verbi all’infinito, e francamente sta cosa iperstereotipata mi ha fatto un po’ cadere le braccia

Probabilmente lo scenario potrebbe essere quello del Benin (soldati Nigeriani al confine, sbocco sull’oceano, piaga dei bimbi-soldato), anche se effettivamente poco importa.

Benin o meno è comunque, chiaramente, Africa occidentale.