Belle da morire (Riccardo Sesani)

[b]Belle da morire


Titolo originale
Produzione Italia / Spagna
Anno 1992
Regia
:: Riccardo Sesani
Interpreti
:: Brian Peterson
[/b] Antonio Zequila
:: Adriana Russo
:: Fabiola Toledo
:: Domiziano Arcangeli
:: Carmen Di Pietro
Soggetto Riccardo Ghione Sceneggiatura Riccardo Ghione Pino Buricchi Jacinto Santos Fotografia Julio Burgos Musiche Marco Rossetti Montaggio Amparo Roces Vanio Amici Scenografia Justo Pastor Gabriella Colaiori Costumi Max Mara
[b] Genere Thriller
Durata 97’

http://www.cinematografo.it/bancadati/consultazione/schedafilm.jsp?codice=48275&completa=si
http://www.davinotti.com/index.php?f=6436
http://www.film.tv.it/scheda.php/film/924/belle-da-morire/

qualcuno l’ha visto??:slight_smile:
[/b]

Ho il dvd.
Filmaccio da due soldi,il seguito lo diresse Bruno Mattei.
Quasi un porno.

grazie delle info non sapevo che fosse uscito in dvd , e pensavo che i 2 film di Mattei fossero solo un caso di omonomia…:slight_smile:

No allora mi cofondo io.
Effettivamente il film di Mattei è del 2001.
Questo di Sesani è “altro”.
Pardon.

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Ma il film è un thriller erotico o un erotico spinto?
Lo stesso per il sequel?

edit: eliminate post, non avevo letto bene fraintendendo con quello di mattei. sorry

Irriconoscibili (o quasi) i qui non ancora trentenni Antonio Zequila e Carmen Di Pietro.
Curioso invece che a interpretare il protagonista Eddie Sacchi fosse l’attore Michael Reale, accreditato ovunque e ancora oggi come Brian Peterson, facendo pensare che forse questo ruolo non lo abbia reso particolarmente orgoglioso.

Né l’uno né l’altro. Parrebbe esserci chissà quale carnazza (anche per via della presenza della Di Pietro e di Adriana Russo) ma di erotismo non c’è veramente niente. In questo senso, sottoutilizzata la Di Pietro che almeno all’epoca, pre-restauri, era un bel pezzo di figliola. E’ un gialletto, per altro con molti scampoli e frattaglie di derivazione argentiana, soprattutto nella costruzione dell’assassino, sia per quanto riguarda l’estetica, che il modus operandi e le motivazioni. Complessivamente però il film è sciatto e sciancato. Per dirne una su tutte, paradigmatica della superficialità con cui è girato: il suicidio di Gabriella Barbuti che si getta dal terrazzo di un palazzo. Viene ripresa e mostrata tutta la caduta (impatto a terra compreso) di un manichino con le sembianze della Barbuti; evidentemente un manichino, che cade come un manichino e si schianta a terra come un manichino. Non c’è neppure lo 0,1% di probabilità che il pubblico possa scambiare quel tronco di stoffa per un corpo umano, e allora perché mostrarlo? Perché insistere su quel dettaglio in modo così pedante? Non si poteva glissare passando dal terrazzo all’asfalto e dispensando il pubblico di una bruttura così plateale? Potrei proseguire con lo “staff” della giudicessa inquirente Fabiola Toledo, interamente composto di bagnini ventenni abbronzati e pettinati dal coiffeur di Den Harrow (tra questi pure Antonio Zequila) ma evito di infierire oltre.

A breve su archive org!

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linkazzo!!

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