Bird (Andrea Arnold, 2024)

Che regista incredibile, Andrea Arnold!

Fa un po’ sempre lo stesso film, ma li fa per me benissimo con uno stile molto particolare: a volte perdendosi un po’ (che meraviglia sono i dettagli degli insetti, quando meno te lo aspetti), ma capace anche di delineare dei personaggi di grande umanità, lontani dagli stereotipi di tanti film che si interessano a persone ai margini della società.

E poi la musica che amplifica, veramente, le sensazioni di un cinema che si vive, si percepisce e poi, eventualmente, si racconta. E la fotografia cosi materica e grumosa quando il film si immerge nella natura periurbana o plumbea e opprimente quando i personaggi si aggirano tra villette in rovina o casermoni riqualificati alla buona.

Per quanto riguarda invece la trama seguiamo una grintosa adolescente nei giorni che precedono il matrimonio del padre (uno straordinario Barry Keoghan, finto autoritario e amorevole a modo suo) e conosciamo uno dopo l’altro il fratellastro “giustiziere” e “inguaiato” allo stesso tempo, la madre stanca e irresponsabile sotto il controllo dell’ennesimo amante violento e poi … Bird, ovviamente!

Consigliatissimo, come l’opera omnia della regista!

2 Mi Piace