Borotalco (Carlo Verdone, 1981)

Ammetto che era una delle più vergognose lacune che avevo alle spalle, visto purtroppo a spezzoni spoilerandomi per modo di dire le scene portanti, scene che ormai sono nel repertorio di ogni cittadino italiano, dal cargo battente bandiera liberiana alle olive greche, l’ intervista suddetta ha un retrogusto molto malinconico ma va bene così, esaustiva a suo modo.

Rivisto,per la prima volta in dvd,la settimana scorsa.Invecchiato senza problemi,fra i 3-4 migliori Verdone di sempre:bene lui,meglio ancora la Giorgi coprotagonista,grandi Brega e soprattutto Infanti (strameritato David come non protagonista.E sicuramente avrebbe meritato una carriera migliore,Angelo buonanima…).“Stracultissimo”,poi,Christian De Sica:fra accento partenopeo,maglietta demenziale,capigliatura “alla Malgioglio”,non sai cosa sia più trashoso…

“io mi concedo sei mesi di tempo!”
“Io voglio dicere: ma uno comm’a me, ma che problema tenesse a Los Angeles!” :smiley:

Uno dei miei Verdone preferiti, anche per le stupende musiche di Lucio Dalla oggi scomparso.

Il primo film di Verdone che ho visto… la cosa strana è che pensavo che la protagonista fosse la Giorgi insieme a Angelo Infanti… avevo scambiato Verdone per una comparsa!!! (stessa impressione che ho avuto vedendo Aldo, Giovanni e Giacomo)

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John Wayne è frocio… Marlon Brando uguale. Burt Reynolds invece se salva…

Burt Lancaster alcolizzato totale, poveraccio… l’altra sera m’ha combinato un macello sulla mouquette, m’ha vomitato… l’ho dovuto prendere e cacciare via… purtroppo non c’è niente da fà, certa gente non si deve più invitare a casa

Rachel Welch ha due capezzoli come du chiodi… così duri che ce puoi attaccà un quadro

Lucio dalla sò anni che siamo amici

Invece de Roger Moore non posso dì niente, l’ho sempre incontrato de sguincio, tipo buongiorno e buonasera, capito

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Il blu-ray ha una qualità video eccezionale, audio e video fedeli a quanto si vide in sala all’epoca. Nessun filtro o manipolazione. Un applauso a CG !

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Semplicemente leggendario, con un Verdone irresistibile , un Brega immenso e una carinissima Eleonora Giorgi.
Gran film!

Ciao a tutti, vi leggo da tempo ma non ho mai scritto.
Volevo segnalarvi una curiosita’, anche se sono sicuro che la sappiate gia’.
Quando la Giorgi/Nadia chiede alla Gallinelli/Valeria di scegliere tra le varie coppie, l’ultima e’ quella dei bronzi di riace.
Io pero’ vedevo un labiale diverso e con qualche sforzo sono riuscito ad interpretarlo. La domanda in origine era tra Costanzo e Villaggio, ed a quel punto, dopo la risposta della Gallinelli, la controrisposta della Giorgi (“e’ 'na bbella lotta”) assume tutt’altro significato.
Mi scuso se era gia’ stato rimarcato, ma io non l’ho mai letto.
:wink:

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Rivisto ieri sera su Canale 5, bello come sempre.
Carlo Verdone (del mio periodo preferito, 1980-1990) particolarmente in vena comica, Eleonora Giorgi bravissima e bellissima, Christian De Sica ottimo, Mario Brega mitico e Angelo Infanti fantastico con il personaggio di Fantoni.

Ieri sera non hanno tagliato neanche il nudo integrale nella scena di Verdone a casa di Infanti.

Le scene più divertenti sono secondo me: il balletto di Verdone e De Sica nella stanza, Infanti che racconta la storia (falsa) della sua vita, Verdone che lo imita e, ovviamente, i siparietti con Mario Brega.

Nel film la casa di Infanti è il famoso attico dove hanno girato anche “A tu per tu”, “Rimini Rimini” e poi non mi ricordo quale altro film.

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Per chi non avesse letto il post di Verdone su Facebook…

Quando Mario Brega picchiò Gordon Scott: Verdone e l’idea della scena in «Borotalco»

[i]Il regista romano pubblica un post commovente in cui ricorda il caratterista scomparso e quella scazzottata con il protagonista di tanti peplum. L’idea poi ripresa nel film cult sugli anni ‘80

[/i]http://www.corriere.it/cronache/cards/quando-mario-brega-picchio-gordon-scott-verdone-l-idea-scena-borotalco/a-nfame-cornuto-arzeteee_principale.shtml

Ho preso il blu-ray. L’intervista è la stessa del dvd…

Per chi volesse sapere dove si trova via Lampridio Cerva…

Quell’angolo di Roma nel mio cinema: Carlo Verdone

https://video.repubblica.it/edizione/roma/quell-angolo-di-roma-nel-mio-cinema-carlo-verdone/316497/317125

Ripassato ieri pomeriggio su Cine34, iniziato per caso e prematuramente interrotto da impegni, me lo sono poi continuato su #primevideo col suo ottimo master.

Sempre altissimo, si ride di gusto tutto il film, ma rimane una comicità sincera, romantica e ragionata che alla fine annoda inevitabilmente la gola.
Ci si affeziona subito a Sergio e la sua ingenuità, da vedere e rivedere.

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Uno di quei rarissimi casi, dove dopo soli 3 giorni si riguarda lo stesso film ridendoci ed emozionandosi come alla prima visione, volevo farlo vedere alla consorte colmando questa sua gravissima lacuna, la quale mi ha chiesto perché il film si chiamasse “Borotalco”, cercando sull’internetto cito da wikipedia assieme ad altre curiosità:

Curiosità e controversie

  • Il racconto del suocero nel negozio allude ad un alterco avuto dallo stesso interprete Mario Brega con l’attore americano Gordon Scott, durante le riprese del film western Buffalo Bill - L’eroe del Far West

  • La scelta del titolo Borotalco è nata da un’osservazione di Eleonora Giorgi che, ascoltando Carlo Verdone che le stava descrivendo la trama, definì quel film “leggero come una nuvola, come Borotalco”.

  • Carlo Verdone ha dichiarato in un’intervista che, poco prima dell’uscita della pellicola, Lucio Dalla si arrabbiò fortemente: a causa di un errore, infatti, vennero stampati alcuni manifesti del film dove il nome del cantautore bolognese era stato stampato a caratteri cubitali, diversamente da quello di Verdone che invece era scritto in minuscolo, e minacciò l’attore romano di fargli causa. Tuttavia, dopo aver visto il film, rimase talmente commosso dallo splendido omaggio che Verdone gli aveva fatto che ritirò tutte le accuse e si complimentò con lui.

  • L’appartamento all’attico di Manuel Fantoni compare anche in un altro film, con Johnny Dorelli e Paolo Villaggio, dal titolo “A tu per tu”. Se ne riconoscono: la scala a chiocciola, la piscina con vetrina sul salotto e il tavolo da biliardo.

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Dal FB di Carlo Verdone:

Chi fece esordire Moana Pozzi nel Cinema? Io (prima aveva fatto solo due comparsate quasi inidentificabili)

Un giorno ero in giro per sopralluoghi e dovevo trovare un appartamento che potesse esser adatto al personaggio di Nadia Vandelli (Eleonora Giorgi) in “Borotalco”.
Finimmo a Trastevere vicino Via Aurelio Saffi: lì ci aprì una attrice, Antonella, amica dell’organizzatore, che ci voleva far vedere il suo appartamento.
Mi sembrava adatto ma mancava una stanza. “C’è un’altra stanza”, rispose. “Solo che ci sta dormendo una mia amica …”.

Era quasi l’una passata e questa amica ancora dormiva?
Già pensavo al genere di ragazza che poteva essere: aspirante attrice che torna a dormire alle 5 di mattina.
“Aspettiamo un quarto d’ora … e semmai torneremo”, dissi rassegnato.
Ma la ragazza, che ci teneva ad affittare l’appartamento, ebbe uno scatto. “No, no … Mo’ la sveglio e che diamine”.
Entrò spalancando la porta e le persiane: la stanza si inondò di luce e uno splendido sedere ci apparve in primo piano sul lettino … restammo senza fiato.
Moana si lamentò un attimo per quel brusco risveglio e , come se nulla fosse, si infilò una maglietta per lasciarci vedere la stanza.
Nessuno guardava la stanza ma il corpo di quella ragazza misteriosa, tanto che il direttore di produzione s’incazzo’:
" Oh … ma dovete vede’ 'n culo o 'na location ? E annamo su !".

L’appartamento per me era ok, e lo era anche per Ennio Guarnieri, il direttore della fotografia: fissammo le date e salutammo.

Ma uscendo chiesi ad Antonella di poter vedere un secondo la sua amica: Moana si affacciò ,con i capelli già bagnati dalla doccia, facendo capolino dalla porta del bagno.
“Ti va di fare due pose al volo per il mio film ?”.
“Certo ! Sono venuta a Roma per questo” disse con un certo entusiasmo.
Feci prendere i suoi contatti dal mio aiuto e già pensai che una così non me la potevo far scappare.
“Ma che te stai a inventa’ ?” chiese preoccupato l’aiuto regista Roberto Giandalia.
“La metto un paio di volte a casa di Manuel Fantoni , è credibile che lui conosca una così.”

E così, per caso, grazie ad un fondoschiena da infarto, Moana Pozzi debuttò per la prima volta nel Cinema con me.
Le feci fare pure il bagno nuda nella piscina dell’attico di Fantoni sulla Magliana.

Chi lo avrebbe mai immaginato che sarebbe poi diventata così famosa?
Tutta colpa di un gran bel sedere che lei ci offrì in tutto il suo splendore, con nostro grande diletto, in un appartamento sconosciuto nel lontano 1982.

Bel film. Bei ricordi. Pochi anni fa mi è stato detto che la piscina sull’attico è crollata, lesionando il palazzo.
Solo voci. Ma temo sia vero…

Buona serata

Carlo Verdone

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Alla fine questa questione è mai stata approfondita? Misteritaliani!!!

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@almayer procede in questa sua opera di catechizzazione e divulgazione del verbo ed ha tanto insistito che pure io me lo sono guardato. Borotalco è uno dei tanti filmoni che non avevo mai visto perché tanto “prima o poi lo vedrò”, dando sempre la la precedenza a roba più di nicchia o più difficile da reperire.

Idem, diciamo che molte battute e molte sequenze me le ero già bruciate, ma questo non ha inficiato la visione né l’immersione nella diegesi del film.

Secondo me il merito di Borotalco è quello di catapultarti in una dimensione sospesa tra realtà e finzione, è un po’ strano da spiegare: la realtà è quella della fiction, quella della vita monotona ed insignificante del personaggio Sandro Benvenuti. La finzione invece è quella della fiction nella fiction, della vita roboante e caleidoscopica di Manuel Fantoni.

La maestria del Verdone/Benvenuti nel riuscire a trovare ogni volta gli escamotages più assurdi ed inaspettati per reggere il gioco anche nelle situazioni più estreme e critiche (come quando si infila nella roulotte di Lucio Dalla) è il sale del film, quella cosa che gli dà gusto e che ti fa divertire e friccicare. “Come farà questa volta Benvenuti a cavarsela e restare nella parte senza essere sgamato, senza fare una figura di merda, senza fare franare tutto?”. In accoppiata, beninteso, con le battute mitiche che costellano tutta la pellicola, anzi la tassellano, tenendola letteralmente in piedi in modo magistrale.

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