Breakfast at Tiffany's - Colazione da Tiffany (Blake Edwards, 1962)

In origine fu il libro di Truman Capote, versione più cruda e cinica delle vicende narrate nel film. La protagonista Holly è bisessuale, il vocabolario usato è meno edulcorato, il personaggio della matura arredatrice che mantiene Paul Varjak/George Peppard non c’è, e il finale non è quello del film.
Come protagonista Capote avrebbe voluto Marilyn Monroe, e litigò per questo con la Universal che invece le preferì Audrey Hepburn. E al regista John Frankenheimer fu preferito Blake Edwards (pare su diretta richiesta della Hepburn). Pare anche che la stessa Monroe fosse poco incline ad interpretare il personaggio di una accompagnatrice d’alto bordo, per paura che questo potesse incidere negativamente sulla sua immagine e sulla sua carriera.

Il personaggio di Holly (alias Holiday Golightly) fa sorridere, è sopra le righe, ha momenti di dolcezza ed altri di pura follia muliebre, tuttavia, al netto dell’estasi raggiunta dalle tante spettatrici che nel corso dei decenni si sono innamorate del film, della Hepburn, delle sue pose iconiche, degli abiti di Givenchy, e di Tiffany, va anche detto che Holly risulta assai irritante. Tutti i suoi dispettini, i suoi voltafaccia, le sue acidità, le sue piccole/grandi menzogne non solo non la rendono un personaggio esemplare, ma neanche poi così simpatico (sebbene al momento giusto sappia piazzare la battuta giusta).
George Peppard, per chi come me è cresciuto a puntate di A-Team, è veramente un gran mollaccione, romantico, bello (fisicato) e principe azzurro, anche se spiantato e un po’ debosciato. Il mio personaggio preferito del film è senz’altro Gatto, il micio rossiccio di Holly al quale non viene assegnato nemmeno un nome. Un barilotto di pelo affabile ed esploratore. La scena del bacio bagnato tra la Hepburn e Peppard con nel mezzo Gatto è indimenticabile, così come “Moon River”, scritta appositamente da Henry Mancini (Oscar per la miglior canzone e la colonna sonora).

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il film è un capolavoro, Edwards uno dei maestri di Hollywood, vergognosamente sottovalutato. Vista l’epoca era impossibile trasferire sul grande schermo fedelmente il romanzo di Capote, ora volendo si potrebbe, eccome. Vedremo se e quando qualcuno avrà il coraggio di farlo sfidando questo film/mito.

Concordo pienamente, Edwards è stato uno dei maestri del cinema americano, grande non solo nella commedia ma anche nelle sue incursioni, meno celebri, in altri generi. Il film in questione, pur non essendo il mio preferito del regista è comunque un capolavoro. Inspiegabilmente (per lo meno qui a Roma, non so se altrove è così) il film è diventato un cult per ragazzine rozze, cafone e ignoranti. Audrey si sta rivoltando nella tomba. :frowning:

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Pure per me è un capolavoro… lo vidi per la prima volta in vhs, circa cinque anni fa e mi rimase sempre impresso anche se come avete detto voi non è che sia molto considerato, tra l’altro la celebre canzone “Moon River” io la ricordo pure in “Nato il quattro luglio” quando Tom Cruise prima di partire per il Vietnam, va al ballo di fine anno al liceo e, tutto bagnato dopo una corsa sotto la pioggia, balla con la ragazza che aveva sempre amato ma che, non aveva mai avuto il coraggio di dichiararsi apertamente!!! :wink:

//youtu.be/5YZ4FL2SWl4

Rivisto per l’ennesima volta per l’occasione del 14 Febbraio, accompagnato da una bottiglia di Laurent Perrier. E dopo aver consumato la VHS e il DVD originali, questa volta nel bluetto, che ha un bellissimo master. Concordo con Johnnyb, il film per me è un capolavoro, così come il romanzo originale, attori perfetti, musiche inarrivabili di Mancini (che diceva di sè “I’m a superior human being, I’m Italian!”). Eppoi José Luis de Vilallonga, John McGiver, Alan Reed (Sally Tomato ma anche Fred Flinstone!), Martin Balsam, Stanley Adams nonché il grandissimo Mickey Rooney. Extra del bluetto alquanto scialbi, tutti presi dal dvd, se si eccettua il doc su Mancini, molto interessante. Un extra invece assolutamente inutile e insopportabile è quello dedicato al personaggio di Mickey Rooney, con interviste a vari asian-american che all’epoca (e oggi) trovano offensivo: una melassata di revisionismo a posteriori e politically correct da far venire la carie ad un coccodrillo.

Un extra invece assolutamente inutile e insopportabile e` quello dedicato al personaggio di Mickey Rooney, con interviste a vari asian-american che all’epoca (e oggi) trovano offensivo: una melassata di revisionismo a posteriori e politically correct da far venire la carie ad un coccodrillo.

Qualche settimana fa mi è capitato di incrociare in TV il biopic su Bruce Lee, Dragon, e a un certo punto i protagonisti vanno al cinema a vedere Colazione da Tiffany, e anche lì il giovane Bruce sembra rimanere profondamente indignato per la caratterizzazione di Mickey Rooney.

Mi unisco anch’io al coro dei capolavoristi, è difficle trovare altrove una simile atmosfera e personaggi così vivi, a tratti irresistibili. E lo sono tutti, dai protagonisti alle figure di sfondo, l’ex marito di Holly o il commesso di Tiffany, e naturalmente il morbidone Cat.
E vivaddìo, è un film dove tutti bevono e fumano come assassini, roba che oggi provocherebbe isterismi salutisti di massa.

L’unica vera pecca per me è proprio l’orrida macchietta di Mickey Rooney, e non lo dico per la pippa del politically correct - niente di più lontano da me - ma perché fondamentalmente è un’interpretazione stupida, farsesca e lontana dal tono del film, come se Edwards avesse scambiato il set per quello della Pantera Rosa.

Fantastiche le musiche di Mancini, non certo solo la hit Moon River.
So che Capote aveva espresso la sua preferenza per la Monroe, probabilmente più affine al personaggio del romanzo (che non ho letto) ma limitatamente al film per me la fragilità fisica della Hepburn crea un contrasto perfetto con i suoi modi e il suo carattere.

Che bello quando tua figlia quasi dodicenne ti chiede di vedere questo film e tu ovviamente non vedi l’ora! Ovviamente non ha letto il libro ma ne ha solo sentito parlare, e chissa che ha capito del “powder room money” o dei soldi lasciati dall’arredatrice. Ma le è piaciuto (anche se non ha capito il titolo, visto che è una gioielleria e non ci fanno colazione). Rimane uno dei miei film preferito, e continuo ad apprezzare Mr Rooney.

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