Bride Of Frankenstein - La Moglie Di Frankenstein [James Whale - 1935]


IMDB

Sequel decisamente all’altezza del suo predecessore, Whale si concentra sulla psicologia del mostro rendendolo protagonista assoluto del film. Innumerevoli sequenze indimenticabili, una messa in scena di altissimo livello, effetti speciali eccezionali ed una buona dose di humour nero. Filmone!

Blu ray Universal di alto livello.

Io direi sequel persino superiore al predecessore (che già era un capolavoro, ben inteso). Tutto è elevato a potenza, sceneggiatura, dialoghi, fotografia, scenografie, psicologie dei personaggi. Un film magnifico, in tutto e per tutto. Davvero immenso. Interessantissime le disquisizioni collaterali, ad esempio riguardo ai continui riferimenti cristologici che equiparano in qualche misura la creatura al Cristo. Evidenti nella scena in cui Karloff è issato a mo’ di crocefisso e assume un’espressione di sofferenza ed estasi quasi mistica. C’è poi la scena nel cimitero, quando la creatura butta già una statua e penetra nella cripta sotterranea. L’abbattimento avviene con un Cristo sullo sfondo, originariamente Karloff vi si sarebbe dovuto appoggiare quasi venerandolo, riconoscendolo prossimo alle sue sofferenze, ma la cosa venne ritenuta in odore di blasfemia. C’è poi tutta la faccenda della presunta sottotraccia omosessuale. James Whale lo era, Colin Clive (Dr. Frankenstein) e Ernest Thesiger (Dr. Pretorius) pare lo fossero, e c’è chi ha visto nel loro rapporto nel film un legame velatamente omosessuale. Clive Barker ha definito il personaggio di Pretorius una vecchia checca capricciosa. La acuta sensibilità verso l’emarginazione e la discriminazione che Whale trasferisce nel film farebbero riferimento alla sua biografia personale.

Al di là di questa aneddotica di folclore, il film rimane comunque un must see a prescindere per ogni cinefilo. La Lanchester nel doppio ruolo di Mary Shelley e della sposa di Karloff è magnifica, come signora Frankenstein appare praticamente solo alla fine, è muta, occupa appena una scena, ma con quel poco è stata capace di diventare un’icona che sopravvive da quasi un secolo nell’immaginario collettivo.

P.S. purtroppo è impossibile guardare la parte con l’eremita cieco a causa di quel “maledetto” (in senso buono) di Mel Brooks; per quanto sia forse il momento più alto e commovente del film, scappa sempre una mezza risata pensando a Gene Hackman e Peter Boyle