Brutti e Cattivi (C. Gomez, 2017)

Interessante action/grottesco che ricorda per certi versi Azione Mutante di De La Iglesia. La storia sembra essere uscita da un racconto di Ammanniti e l’ispirazione cinematografica richiama un po’ i Manetti
Produce la Rai con lo zampino di Luca Barbareschi
Una piacevole scoperta. Lo consiglio

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Dovrei rivederlo ma a suo tempo rimasi deluso. Mi ci ero accostato con fortissime aspettative visto il cast ma a mio avviso il risultato finale è un gran calderone di spunti slegati fra loro. Corretto il paragone a De La Iglesia ed Ammaniti ma per quel tipo di narrazione ci vogliono i controcoglioni cosa che non ho riscontrato in Gomez.
Mi è piaciuto Simoncino, il nano, ma lui di fatto non ha recitato essendo un autentico soggetto di “strada”.

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Se a Simoncino je va te sodomizza dentro 'na grotta :wink:

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Lo vedrò a breve

Ma cazzo, che bella sorpresa questo film!
Proprio il cinema che mi piace, lo definirei più che grottesco: esagerato, eccessivo, che non se la mena ad essere politicamente scorretto nei confronti di tematiche e “categorie” che la morale comune reputa inscalfibili: come la disabilità o la religione che fa del bene (quella dell’otto per mille per intenderci). E invece anche i disabili sono persone e possono avere i loro pregi ed i loro difetti e volendo sanno anche essere dei grandi stronzi (in questo ho visto un collegamento tematico col francese Bernie); e il prete e l’associazione cattolica che si sbattono per gli altri in stile caritas possono anche farlo per un ritorno personale.
Ed è bello vedere in un film personaggi della strada che usano di nuovo la parola “negro” (come d’altro canto fanno effettivamente nella realtà) senza che essa venga edulcorata o censurata (e tra l’altro spesso la usano senza accezione negativa, è solo il loro status sociale e culturale che gliela mette in bocca in mancanza di sinonimi migliori).

A parte questa faccenda dell’infischiarsene del politicamente corretto, del film apprezzo che illustri una vicenda imperniata sull’eccesso, che si muove ai limiti dell’assurdo pur mantenendo una sua solida coerenza interna grazie a una buona sceneggiatura.
Bello come nella parte centrale del film arrivi un colpo di scena dietro l’altro, che continuano a stravolgere la struttura che lo spettatore stava idealmente ricostruendo nella sua testa. E dopo che tutti i colpi di scena sembrano finiti ci si chiede cosa possa succedere per i prossimi 45 minuti di film: ed è allora che rientra in gioco il personaggio principale che era uscito di scena per primo e la vicenda può riprendere seguendo nuovi binari.

Un po’ ho percepito eccheggiare anche una lezione tarantiniana, in particolare nello spiazzare lo spettatore con brusche sterzate di violenza e in un certo uso dei dialoghi (ad esempio la reiterazione di un concetto di per sé insignificante che diventa tormentone, nella fattispecie la storia della piscina con filtraggio dell’acqua).

Unico neo che l’abbia prodotto Barbareschi: come è possibile che un tale stronzo, un uomo di merda come lui, abbia avuto l’intuizione di sostenere questo progetto che a me tanto è piaciuto? Non voglio averci niente a che fare con quel merda di Barbareschi! :stuck_out_tongue_closed_eyes:

Considerazione finale: ma il cinema italiano di oggi è capace di sfornare opere così?!?!? Cazzo ma qui siamo quasi ai livelli della new wawe hongkonghese di Ebola Syndrome! Per me questo è un fulmine a ciel sereno.

Ma cosa ti ha deluso esattamente? Cos’è che secondo te non funziona nello stile narrativo?

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Come ti dicevo, dovrei rivederlo ed ancora non l’ho fatto. Secondo me non è un problema di stile narrativo ma di contenuti, troppi. Mi spiego meglio. La sensazione che provai all’epoca era che questa spinta sull’acceleratore non era supportata da una reale padronanza della guida e quindi il patchwork dei registri adottati restava piuttosto slegato. Non si è creato un vero “unicum”. Se la lezione era quella di Pulp Fiction diciamo che l’ho vista un po’ scimmiottata e nulla più.
Ma magari rivedendolo senza le aspettative che avevo all’epoca potrei cambiare giudizio.

Strano, io non ho percepito discontinuità tra i vari “blocchi” che costituiscono il film, se vogliamo definirli così.
Ma è anche vero che come sottolinei tu mi sono approcciato alla visione senza alcuna aspettativa particolare, quindi quello che arrivava andava bene, e quello che è arrivato mi è piaciuto.

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