Calcio spettacolo 1979

Ricordo bene quei tempi, quando le opportunità di seguire il calcio europeo (grazie a Eurogol il giovedì sera con le voci di Gianfranco De Laurentiis e Giorgio Martino sul secondo canale) con stadi dove le porte erano praticamente attaccate alle curve e separate da cartelloni pubblicitari, vedevi solo capocce ammassate (teste per i più impressionabili), magliette fantasiose (anche se l riprese erano in bianco e nero), nomi di squadre come Skonto Riga, Middlesborough, Molenbeek.

Oppure mi sintonizzavo il venerdì pomeriggio, dopo l’allenamento di judo, in una delle tante tv locali romane (le cassette erano riprodotte in serie e potevi vedere lo stesso incontro strareplicato in più emittenti) prima di cena ad osservare e meravigliarmi di quei tiri impossibili ma soprattutto cercare di capire da dove riusciva a prendere tutto quel fiato il telecronista.

Solo grazie alla sua popolarità delle partite commentate a 90 minuto e alle prime interviste si è venuto a sapere che quel leggendario “goooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooolllllllllllllllllllllllllllllllllll” urlato a squarciagola era Mario Mattioli, che (mi) ci faceva vivere le emozioni delle partite brasiliane, abbiamo potuto conoscere le squadre più iconiche di quel periodo 1979-1981 come Flamengo, Fluminense, Corinthians, e Santos, solo per citarne qualcuna.

Che allocchi che eravamo: avevamo sempre creduto che era nella tribuna stampa di quel mega stadio a commentare la partita, un po’ come quando Tony Fusaro (celebre telecronista del catch di Antonio Hinocki e soci) ci commentava le “botte” dal Nippon Budokan di Tokyo,

Quei ricordi sono un patrimonio prezioso di un’epoca in cui il calcio si viveva con entusiasmo genuino, lontano dagli schemi e dalle tecnologie di oggi, ma con molta più anima e la passione credetemi,
era davvero autentica.

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