Canzoni manipol(L)ate

La scena musicale tra gli anni 60 – 70 era molto vivace e complessa, e il mercato parallelo di versioni non ufficiali o cover spesso rispecchiava diverse esigenze e atteggiamenti da parte di persone e operatori del settore che accroccavano in quattro e quattr’otto una piccola sala di registrazione, uno scalcinato gruppo di musicisti che eseguiva la base e un (o una) cantante, un complesso pescato chissà dove che sperava di raggiungere un successo insperato con quel disco in vinile.

Perché si acquistavano questi 45 giri “tarocchi” e non solo?

Ci sono due diverse ragioni:

Prezzo più basso e mancanza di accesso alle versioni ufficiali :

Le versioni non ufficiali erano molto più economiche rispetto alle originali, rendendo la musica accessibile a un pubblico più ampio. In alcuni casi, le copie ufficiali non erano facilmente disponibili o erano troppo costose, quindi queste versioni “pirata” rappresentavano un modo per ascoltare quei successi che passavano nel programma di Lelio Luttazzi, “Hit Parade”., anche a chi non poteva permettersi di acquistare i dischi ufficiali.

Disponibilità immediata: In molti casi, queste copie erano più facilmente reperibili rispetto alle versioni originali, specialmente in aree più periferiche in negozi di elettrodomestici e piccoli casalinghi, ma anche in bancarelle del mercato rionale e perfino durante le feste patronali nei paesi, tra venditori di zucchero filato e bruscolini.

Ora se li acquisto (relativamente dal prezzo davvero ridicolo) lo faccio più per curiosità e divertimento ma anche per ascoltare le versioni distorte o insolite, trovando interessante il modo in cui quei successi vengono reinterpretati e riarrangiati ma soprattutto di scoprire come la musica veniva “riprodotta” e manipolata.

Il tutto è nato di inserire questi “tarocchi” nel mio vasto mare di 45 giri è nato tutto tanto tempo fa mentre stavo iniziando a vedere un film di Mariano Laurenti “Ma che musica maestro”; durante i titoli di testa viene riportata che c’è una versione della famosa sigla di Raffaella Carrà per Canzonissima cantata da Gaby Verusky (non so se è uno pseudonimo ma ha inciso diversi 45 giri, perfino per la casa discografica di Little Tony e in diversi è stata “accompagnata” da Augusto Martelli) e mi ero imposto di cercare quella versione che canta nel film, ma per ora nulla solo copie decisamente insignificanti…
Ma a quanto pare Raffa veniva clonata spesso…

E voi “rispettosi” possedete qualche disco adulterato, qualche audiocassetta che avete ascoltato fino allo sfinimento nel vostro giradischi o registratore della Sanyo?




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Da appassionato di musica “diversamente bella” mi hai richiamato alla memoria anche numerose “compilations ante litteram” delle canzoni del festival di Sanremo degli anni 60 e 70 che uscivano in versione “tarocca”, per le motivazioni da te sottolineate, eseguite da cantanti e gruppi ultrasconosciuti e rimasti tali, talora per oscure case discografiche, espressamente deputate a operazioni del genere, talora per sottomarche di note etichette. Se ami girare per mercatini, si possono ancora trovare a due soldi.
P.S. Credo che le ultime in ordine temporale siano stati quegli orripilanti “medley” di note canzoni italiane (Lucio Battisti, Lucio Dalla, Mia Martini etc.) uscite per la .itica Duck Record e che si potevano ascoltare nei supermercati di paese o nei mercatoni di mobili per intrattenere la malcapitata clientela

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La Duck records sotto sotto era distribuita dalla Cgd e aveva un bel gruppo di artistl famosi che rieseguivano per la 190ma volta i loro successi riarrangiati.
Quando ho lavorato in radio ci arrivarono dei 33 giri di un gruppo i Tukano che con i loro vinili Italian Carnaval tentavano un minimo di successo.
Vedi @moonlightrosso io frequento solo mercatini dell’usato e raramente, impegni di lavoro e familiari permettendo, vado alle fiere, oramai ho tanti di quei dischi che al prezzo del “fierista” (d’accordo é in ottime condizioni) se giro le bancarelle si riesce ugualmente a trovare.
Mai ad esempio mi sarei aspettato di trovare la sigla di Lupin III Planet O a 2 euro oppure Non prego per me degli Hollies ad 1.
Per non parlare di quelli autografati, su tutti Tettation, ha un copertina apribile e dentro “spiattellata” una bella dedica di Lino Banfi ai possessori (che se ne sono disfatti) di quel vinile.

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Qualche anno fa’, presi uno stock di 45 giri ad un prezzo basso. Era il classico stock costituito dagli scarti di altri stock.
In mezzo a dischi Juke box, dischi con copertina diversi, vi erano molti dischi cover della combo records.
La maggior parte dei brani era eseguito dal complesso I combos.
Da quello che ho capito, venivano venduti in autogrill e bancarelle.

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Io negli autogrill mai visti (allora) i dischi taroccati, quando accompagnavo mio nonno materno alla fiera del paese(vicino Roma) e si festeggiava la Patrona erano dentro delle scatole di cartone(quelle delle banane)e il bancarellaro aveva anche uno spazio per i giocattoli, anche quelli rigorosamente contraffatti.
Pupazzi tipo Big Jim(Tom John), il Tango dell’Addas, e zaini dell’Invita.
Eppure c’erano anche i titolari(come ho scritto precedentemente) di negozi di elettrodomestici e casalinghi che oltre agli originali, nel mucchio ci mettevano anche quella spazzatura… :zany_face::wink:

Curiosità quanto hai pagato quello stock??
Se nel mucchio selvaggio hai trovato un cantante Buddy che incideva per la casa discografica KappaO, beh sotto quello pseudonimo si nascondeva Gianni Nazzaro.

Guarda un mezzo pacco, perché alla fine su circa 500 dischi in condizioni così così, la metà sono robaccia (io cerco pezzi anni 70-80 disco e funky e tormentoni anni 80 da mettere in qualche seratina dove metto dischi in dissolvenza) si salvano i dischi jukebox e pochi altri. Poi ci sono dischi in ottime condizioni, ma sono poco interessanti. Alla fine 173 euro quasi buttati.
Dei dischi combo, ricordo la cover de “la prima cosa bella”, e poi altri.
Ora sul Cell ho recuperato solo queste foto




Poi c’erano altri dischi, come quello del carosello della Sai (il papà con il bambino in bicicletta) roba della Mobil Oil, delle bilance Bizebra…insomma un “gratta e vinci” sfortunato…

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Giuseppe in Pensylvania fu un flop di Gigliola Cinquetti datato 1968 (brano citato anche nel romanzo “I milanesi ammazzano al sabato” di Giorgio Scerbanenco, come uno dei preferiti della figlia ritardata del protagonista). Inascoltabile nella versione originale, figuriamoci in quella farlocca!

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Beh John Foster è lo pseudonimo dell’ex direttore della rivista settimanale Oggi, Paolo Occhipinti.
Se invece possiedi quello del Carosello SAI (per intenderci primo piano del bimbetto su sfondo nero) con il logo della compagnia di assicurazione in alto a destra e titolo “si re si mi” a sinistra è piccolo gioiello, perchè è la versione eseguita dal suo autore Franco Godi.Quello della compagnia petrolifera “Mobil” se si tratta di “E’ una questione di scelta” l’esecutore è Giulio Libano(scarso valore, visto che molti esercenti di allora o chi ha avuto montagne di questo disco in giacenza) ha pensato bene di disfarsene (fatto più che bene)

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Hai fatto più che bene a non pubblicare il lato A del singolo della Variety.Si tratta della cover di If I had a hammer.
Anche questo è di facilissima reperibilità visto che la casa discografica è una “sottomarca” della casa discografica Ri-fi

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Bravo jobarman, complimenti per la preparazione! Come detto, è stato un lotto in parte sfortunato, un azzardo. Però ci ho passato qualche pomeriggio ad ascoltare un sacco di demenza, come i dischi zozzi, dischi di balli russi…insomma cose del genere

Ma anche cose più di nicchia

Casomai dopo faccio altre foto

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Per noi cinefili rispettosi Whells di Bill Vaughn come facciamo a non amarla.
È la versione originale che scelse (nonostante le numerose cover esistenti nel mondo) Vittorio De Sica per i titoli di testa del film **Il boom".
Mamma mia, fa capolino anche la copertina di un disco della Prealpino (bleah i formaggini) sicuramente sarà un successo dello Zecchino d’oro, mentre Stelvio Silvestri, con le sue canzoni goliardiche e cariche di sesti sensi (e non solo io ad esempio ho un inno della “mia” Lazio ed altri dedicati alla Roma e a Pierino Prati) cercava un pó di successo, ma muoversi tra Claudio Villa, Alvaro Amici e Lando Fiorini era impossibile.
Ma fortunatamente c’era sto mercato parallelo, delle sue hit con il suo nome e a seconda delle circostanze con degli pseudonimi riusciva a vendere.

Che occhio!! Ma ci sono anche dischi del coro della SAT, e roba da boy-scout.
Ah, qualche disco cantato dal complesso “i sanremini”, come Sandogatt e la cover dei Barbapapà

Che Romolo Siena si sia ispirato a questa perla a 45 giri per parodiare lo sceneggiato televisivo di Sollima che andava in onda durante le puntate di Due ragazzi incorregibili con Franchi e Ingrassia tra la fine del 1976 e inizio del '77?
Mistero della rete…

Alcuni dischi presi dalla cesta degli scarti



Sono dischi variegati

Molto variegati…
Guarda che quello della Fonola, per intenderci, il disco con quella che placca il tizio che suona la chitarra, sotto le mentite spoglie di Tom Sanders si nasconde Clem Sacco

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Jobarman, sei un’enciclopedia vivente…

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Che altro potrei dire di te caro @A_N.

Per tornare allo scatolone di @Van_Harris, curioso é il 45 ma gira a 33 giri, promozionale, di Alighiero Noschese, del 1968 allegato alla rivista femminile Confidenze.
Sono una serie di imitazioni più o meno riuscite del “comico” napoletano, diverse, credetemi all’ascolto sono “disturbanti” tipo Rita Pavone, Rocky Roberts e Claudia Mori.

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Se volete continuo dalla cesta degli scarti…

A me interessa, per aiutarti a scoprire qualcosa in più, non so gli altri rispettosi…

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