C'è una spia nel mio letto (Luigi Petrini, 1976)

Misera e pauperistica commedia che fa il verso ai vari spionistici almeno nella parte iniziale, volgendosi poi su un repertorio comico vecchio presumibilmente già all’epoca. Qualche tetta di sfuggita, un protagonista simpatico come caratterista ma qua malsfruttato, molti blooper e in generale una realizzazione sciatta. Pessimo.

Ottimo invece il tema musicale.

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è un film così vertiginosamente insensato da capo a piedi e che si tuffa senza paracadute né reti di protezione nel crepaccio del bruttissimissimo che non può non prenderti il mezzo sospetto che il dado che hai sciolto per la minestra fosse un cubetto di pakistano purissimo: umorismo permafrost, sceneggiatura che abbraccia il dada più estremo, il trash (ma quello proprio ultracringe) che fa bubusettete col megafono ogni dieci metri di pellicola, parentesi sceniche weirdo semi-horror quando non gore che non capisci se si è drogata forte e male la troupe o tu.

sono quegli irripetibilia uncanny che oggi ti fanno anche prendere un rigoglio nostalgico timelooparo e ti riportano a quando incappavi sulla locale più terziaria col whattefuck misto wow a tracolla, ma che ti fanno anche domandare serio serio a quale sottostrato spettatoriale fossero esattamente rivolte, a partire da un cerusico orfano di qualsivoglia identità e incisività performativa e comica. davvero un novabbè di film che visto nel giusto momento col giusto spirito fa sentire sbomballati di psicofarmaci.

andrebbe corretto aggiungendo tra gli aka A.A.A. cercasi spia… disposta spiare per conto spie, che secondo le fonti ufficiali era il titolo di lavorazione ma che invece nella mia copia è esattamente il titolo che appare a tutto schermo, piazzando in un minuscolo esergo tra parentesi c’è una spia nel mio letto

in mezzo alle solite pubblicità tutt’altro che occulte del JB e di cocacola e fanta (ma non mancano felpe coi loghi arcopal e quelle sfigate tutine della fila che tutti almeno una volta da piccoli abbiamo indossato), due chicche fumettose:

il numero semioccultato di diabolik che cerusico ha in valigia:

e il codice segreto onomatopeicamente estratto dalle pagine dell’albo di zagor fucilazione:

Il film non l’ho mai visto, ma immagino essere una di quelle commedie che non fa mai ridere e non per colpa degli attori. Allora visto che stanno alla disperazione, regista, produttore e sceneggiatori non trovano niente di meglio che far spogliare anche magari solo parzialmente le attrici che però sicuramente non aiutano nella progressione della storia.

no no anche per colpa degli attori che stanno metri sotto ogni minimo storico di aplomb comico e magnetismo performativo. va comunque detto che proprio perciò - e per il fatto che gli sceneggiatori si prendono pure seriamente credendo di aver elaborato una trama sensata - è un prodotto scaffalabile nella rosa degli incredibly strangest film ever. visto nel giusto momento col giusto mindset il maccosa-effect è garantito.

in realtà non c’è tutto sto gran ripiego nudesploitativo per ammortizzare affannosamente tutto il resto, per quanto trattandosi di una spy-parody è ovvio che si debba perculare il paradigma del bond che fa strage di cuori e di pelo e quindi a due chiappe e due tette non si sfugge

il fatto è che, come da primo post, una storia non c’è. la sceneggiatura è dadaismo involontario purissimo. il bello è che il film ebbe pure una seconda mandata nel 1980 col titolo AAA etc. pagherei non so cosa per testimoniare le reazioni spettatoriali di ambedue le uscite

A me sti film sarebbe piaciuto vederli girare. Comunque tette o meno il film non ebbe alcun divieto. Ma non servi a nulla, incassò solo 44.278.000 lire.

mi sa che girare è proprio una parola enorme. se li ha tutti realizzati così, petrini resta comunque da approfondire.

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Ho l’impressione essere un film dove tutti si agitano molto senza che però accada granché. Un esempio potrebbe essere film con Pippo Santonastaso. Altro enorme fiasco.