Chainsaws were singing (Sander Maran, 2024)

https://www.imdb.com/it/title/tt5663152

Ma che bella sorpresa!

Rifacendosi alla tradizione di Cannibal! The musical ecco qui un assurdo concentrato di demenzialità, gore a vagonate e memorabili canzoncine catchy. Il sangue scorre davvero a fiumi, spesso si ride di gusto e l’intrattenimento è assicurato. Pur essendo una produzione indipendente l’aspetto tecnico è molto curato, la regia è creativa ed estremamente dinamica, gli effetti speciali sono di ottima fattura, la parte musicale è davvero ben fatta. Si gioca molto sugli stereotipi del cinema in generale e del cinema horror in particolare, con riferimento specifico al filone delle famiglie disadattate assassine sul modello di Non aprite quella porta.
Il difetto che durante la visione mi è apparso evidente è che a livello di scrittura è piuttosto discontinuo, a sezioni estremamente ritmate e divertenti, in cui il grottesco e l’assurda creatività si amalgamavano perfettamente con un incalzante procedere della storia, se ne alternavano altre che, per quanto ben realizzate, rallentavano molto la narrazione, creando una specie di “effetto fisarmonica”, dilatando troppo la fruizione.
In ogni caso un prodotto promosso a pieni voti, creativo, originale, spregiudicato, dannatamente divertente.
Andandomi ad informare al termine della visione scopro anche il perché di questa sua discontinuità. A causa del low budget, nonostante le riprese si siano svolte nel 2013 ci sono voluti più di 10 anni a ultimare l’editing e la post-produzione, che gli autori hanno voluto realizzare con una cura maniacale. Oltre all’aspetto visivo infatti c’era pure quello sonoro, le canzoni sono state incise nuovamente in modo professionale, sfruttando anche cantanti affermati come soprani o altri professionisti. L’amore profuso nell’operazione dai due fratelli che ne sono gli artefici trasuda da ogni fotogramma, è stato quasi commovente scoprire la storia che c’è dietro, mi auguro davvero che la loro carriera possa procedere su questa falsariga con la possibilità di avere accesso a dei budget adeguati alle opere che intendono realizzare in futuro!

Il film ha fatto incetta di premi nei festival di mezzo mondo, tuttavia per l’uscita USA è stato realizzato un montaggio più corto che se ho capito bene gli autori hanno in qualche modo “disconosciuto” (il montatore accreditato è infatti Alan Smithee) e che però potrebbe sicuramente giovare al ritmo del film e renderlo ancora più scorrevole e fruibile.

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visto sotto natale (credendolo oltretutto un documentario su hooper e annessa mitologia di porte da non aprire: puoi immaginare i WTF? che mi sono usciti di bocca a frotte nel primo quarto d’ora), mi ha enormemente deliziato.

non sapevo niente della problematica e decennale gestazione dell’opera, non si può certo dire che il peso non ricada su di essa senza mai farsi sentire lungo due ore, ma anche sono contrarissimo a snellirlo con un arbitrario montaggio di terzi. è un film perfetto anche - qua e là, soprattutto - grazie a tutti i suoi limiti difetti ed eccessi, sempre abilmente trasformati in gas esilarante.

tutti i più impuniti badtasters qua dentro dovrebbero immediatamente farlo proprio: una survoltazione dada-burlesque vaudevilliana di tutta la saga di leatherface e compagnia cantante (pun intended), un diy-pride a budget pigmeo ma idee watusse (a strafottere, d’avanzo per farci 3 film), sguainate con spregiudicatezza e sprezzo del pericolo e del ridicolo che pare di vedere la troma e i monty python degli esordi fare sumo.

personalmente trovo che sin dalle prime battute schiacci sotto il tacco canninbal the movie, che mi ha sempre orticariato il 90% del derma. la canzone del dio bukkake - e annesse conseguenze - è davvero qualcosa che non ci si crede.

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