Circo equestre za-bum (Mario Mattioli, 1944)

RIPRESO PARO PARO DA WIKIPEDÌA. SE METTO IL ‘LINK’ NON LO LEGGE NESSUNO, INVECE, VOLEVO ATTRARRE L’ATTENZIONE SU QUESTO QUESTA PELLICOLA SCOMPARSA DA BEN 79 ANNI NONOSTANTE UN FAMOSO REGISTA (MATTOLI), UNA GRANDE PRODUZIONE (TITANUS) E LA PRESENZA DI ATTORI GIÀ ALL’EPOCA FAMOSI (FABRIZI, VALLI) O CHE LO DIVENTERANNO DA LÌ A POCHISSIMO (SORDI). E POI CI SONO ANCHE CAMPANINI, I CUGINI NINCHI (AVE E CARLO), ROLDANO LUPI.

NON SONO NEANCHE RIUSCITO A TROVARE UN POSTER CHE PURE CI DEVE ESSERE (ANZI SE QUALCUNO PUO’ RIMEDIARE ALLA MANCANZA…).

CIRCO EQUESTRE ZA-BUM

è un film italiano ad episodi del 1944 diretto da Mario Mattoli.

Girato a Roma nel 1944, durante l’occupazione tedesca, in clandestinità, è suddiviso in sei episodi, realizzato come pretesto per le maestranze che non avevano aderito alla Repubblica Sociale Italiana di continuare a lavorare a Roma.

Gli altri film realizzati nella capitale in questo periodo furono I dieci comandamenti di Giorgio Walter Chili, La porta del cielo di Vittorio De Sica e Quartetto pazzo di Guido Salvini.

La pellicola risulta essere introvabile.

TRAMA
CONTATTI TELEFONICI

A causa di un contatto telefonico, la conversazione tra una signora e il suo corteggiatore viene ascoltata da un estraneo. Costui, presentatosi allo spasimante, si fa passare per il marito e quando riattacca la cornetta, si fa dare un appuntamento alla signora al quale però non si presenta per far comprendere alla donna che si lascia corteggiare con esigua facilità.

DALLA FINESTRA

Un corteggiatore entra in casa di una donna sposata approfittando della finestra lasciata aperta. Quando il marito giunge a casa egli si fa passare per un ladro, ma la situazione si complica quando in casa penetra un ladro autentico. Il consorte non sa distinguere quale sia il ladro o il corteggiatore: alla fine, credendoli entrambi spasimanti della moglie, lascia andare il vero ladro, rivelatosi un gentiluomo.

IL TRANVIERE

Un tranviere, mentre guida l’autobus, litiga ed equivoca con una signora rallentando o bloccando il servizio mentre in una fermata del tram aspettano invano il veicolo un passeggero, due fattorini e un capoufficio. Quando il tram giunge finalmente alla fermata il tranviere e la signora sono attratti da simpatia reciproca, mentre gli attendenti iniziano anch’essi a discutere vivacemente rimarcando le differenze sociali esistenti tra di loro.

GELOSIA

Due giovani si amano, ma rosi dalla gelosia non riescono a intendersi anche a causa dei loro diversi caratteri. Quando la donna fugge, il giovane comprende il suo sentimento autentico e la coppia si rappacifica.

IL POSTINO

Un postino, alla fine della giornata di lavoro, rientra a casa sperando di riposarsi, ma nell’appartamento attiguo una signorina che dà lezioni di pianoforte continua ad esercitarsi con scale e solfeggi anche durante il pranzo e la cena. L’irritazione si tramuta in crisi di nervi e il postino dapprima litiga con i suoi familiari, e nelle sere successive, organizza con i suoi figli un grande fracasso per far capire alla pianista di smettere. Quando scopre che la ragazza suonava sempre lo stesso brano al pianoforte poiché gli ricordava il fidanzato creduto morto in guerra, il postino si accorge che gli era rimasta da consegnare un’ultima raccomandata, che è proprio quella del suo fidanzato. A quel punto la pace è fatta e la donna è invitata a cena con i familiari per la riconciliazione.

GALOP FINALE AL CIRCO

Alla ribalta di un circo, come in una passerella di un teatro, sfilano attori celebri, ballerine, trapezisti vestiti da cavallerizzi, antichi romani, danzatori e danzatrici.

DISTRIBUZIONE

Il film ottenne il visto di censura provvisorio per la programmazione in pubblico nell’aprile del 1944, a condizione della soppressione di un episodio, Finalmente soli, con ogni probabilità per scene considerate troppo ardite per l’epoca che fu sostituito con Galop finale al circo. Nel marzo del 1946 la Titanus fa richiesta di concessione dei nuovi visti di censura. Dopo quella distribuzione la pellicola scomparve dalla circolazione.

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Un film andato perduto come Arcobaleno di Ferroni dove pare ci fosse anche Totò

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A quanto pare in ARCOBALENO Totò non ci dovrebbe essere. Però il film di Giorgio Ferroni fu un film incompiuto (anche se alcune sequenze dovrebbero essere state riutilizzate in DOVE STA ZAZÀ), mentre il film di Mario Mattoli non solo è stato completato ma è stato anche distribuito. Dati i tempi non si sa quanto regolarmente però addirittura ebbe ben due visti censura. Probabilmente il film non ha nulla di particolare ma rimane la curiosità del perché un film con un cast tanto prestigioso poi sparisse nel nulla.

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Il solo QUARTETTO PAZZO gira un po’; gli altri tre sono spariti nel nulla.

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