Confessions - Kokuhaku (T. Nakashima, 2010)

Visto ieri notte dal blu ray italiano.

Probabilmente sto davvero invecchiando perché film come questo iniziano a darmi sempre più fastidio. Per “film come questo” intendo film pesanti (in questo caso anche molto pesanti) e con tematiche malsane.

È la storia di una donna che si è vista uccidere la figlioletta da due ragazzini, alunni della classe dove insegna. La sua vendetta si compie in un mondo atroce, dove il bullismo tra i ragazzi è all’ordine del giorno e dove i rapporti interpersonali tra i giovani (e anche tra le loro famiglie) sono fatti di incomunicabilità.

La prima parte del film si svolge nella classe della donna che, in un lungo monologo, racconta della morte della figlia e dice che sa che chi l’ha uccisa è tra i ragazzi a cui si sta rivolgendo.
Poi il film segue le storie dei due assassini, entrambe drammaticissime, fino a un finale di una cattiveria inaudita.

È un bel film ma effettivamente è straziante e molto pesante, va affrontato col giusto spirito (e io ieri non ce l’avevo, infatti mi ha messo ko).
La storia è spiazzante (anche per alcune cose decisamente inverosimili, ma va bene così) e la messa in scena è curatissima anche se troppo spesso cede a “fighettisimi” che a me non vanno giù.

Il blu ray è buono anche se bisogna fidarsi dei sottotitoli senza sapere quanto questi siano realmente fedeli ai dialoghi originali ma questo accade ogni volta che si guarda un film in una lingua che non si conosce. C’è una featurette di 20 minuti con un’intervista al critico Mark Schilling (anche consulente del Far East Film Festival), interessante anche se c’è solo lui che parla per 20 minuti. Mettere qualche foto o qualche immagine del film non sarebbe stata una cattiva idea…

Consiglio il film specialmente a Killer Klown e SWAT.

Tra l’altro fino al 2 agosto il blu ray fa parte di quest’accattivante promozione di amazon con 4 titoli a 25 euro:

Il soggetto non era tratto da un libro di un famoso autore giapponese?

Mi dispiace ma a questo giro il consueto appuntamento con Jorjo Bratz® mi ha deluso.

Bella e incalzante la prima parte, l’interminabile monologo con che si fa sempre più nitido e decisivo, ma il film manca di mordente, è lento, troppo televisivo, sembra quasi di guardare una telenovela, non mi ha dato quel boom che solo titoli nipponici hanno saputo darmi.

Credo che tutti concordiamo sul fatto che la parte più interessante è il monologo iniziale della professoressa. Il film nel suo complesso mi è comunque piaciuto anche se come dice Brass è di una cattiveria quasi insostenibile. Non che sia una sorpresa, io ormai da anni ho maturato la convinzione che la terra del sol levante sia la culla di quanto di più malato si possa immaginare. Non si tratta di differenze culturali con l’occidente, che ovviamente ci sono, ma della classica pentola a pressione che quando esplode fa botti fragorosi.
Quello che mi ha colpito, al di là del filosofeggiare più o meno inutile sul senso della vita, è lo sfruttamento emotivo del legame madre - figlio. Almeno personalmente, non ho visto semplicemente una storia ma ho empatizzato con le tragedie rappresentate forse perchè il complesso edipico è sempre lì sotto nonostante l’età.
Stilisticamente è ben fatto ma non è superlativo il che può essere un pregio: l’estetica non che prevale sulla sostanza del racconto.
Non un capolavoro ma la visione la merita (salvo che non siate in una fase troppo down ed abbiate bisogno di leggerezza).

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Secondo me credi bene. :slight_smile: A me e’ piacuito un po’ tutto. Sono un appassionato del lavoro di questo regista :slight_smile: (di cui, purtroppo ho visto pochi film :frowning: ).

Ciao!
C.

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