Demonoid (1981)

Uno di quei film come li chiamo io “da videonoleggio”. Quei film che quando eravamo adolescenti a fine anni 80-inizi anni 90 ci accalappiavano dagli scaffali delle videoteche con le loro loro cover promettenti sabati pomeriggi di orrori e qualche tetta…meglio se con delle belle colonne sonore un po’ heavy. Quei film oscuri ai quali finivi per affezionarti e che diventano irrimediabilmente parte del tuo bagaglio e immaginario horror, anche se nella storia del cinema non sposteranno una virgola e il regista dovrebbe ringraziarti di persona per quel tuo noleggio. Ecco, Demonoid credo non sia mai arrivato in Italia (io l’ho visto sottotitolato in italiano), ma le emozioni che mi ha suscitato sono identiche a tanti suoi colleghi all’epoca
Il film è messicano, ma finge di essere americano. I protagonisti sono 2 volti notissimi come samantha eggar e stuart withman. La trama è un guazzabuglio di citazioni e non-sense, ma incredibilmente in mezzo a cose assolutamente senza senso e senza logica alla fine regge
La storia verte attorno ad una maledizione satanica (con annessa antica setta) della mano del diavolo, che fa si che la mano sinistra di un povero malcapitato venga posseduta dalla mano del diavolo
Questa in breve la trama. Da qui partono citazioni a manetta, da l’esorcista (citato a più riprese), a evil dead (la possessione della mano), c’è persino uno zombie. Si perchè anche da morto la possessione mica ti lascia in pace e per liberarsi del suo ospite e trovarne un altro la mano costringe il malcapitato ad autoamputazione…vivo o morto che sia.
Ok, non sono impazzito. Il film è comunque molto più "plausibile " quando lo si guarda che a raccontarlo.
Se non altro perchè si prende maledettamente sul serio. L’intento è quello di un vero horror spaventoso, con la mano che soffoca, stritola (letteralmente) le facce delle sue vittime, oltre ad impugnare pistole e altri oggetti contundenti.
Withman fa la parte del prete che combatte il maligno e come un novello padre Carras tira di boxe in palestra e ha dei dubbi di fede che lo tormentano. La Eggar al culmine della disperazione piena di pathos urla alla mano “entra in me” (vi ricorda qualcosa?) e ogni tanto si vede in controluce la statua del demonio come una sorta di pazuzu de l’esorcista
Come detto intrattenere intrattiene, esattamente come ci capitava a 13 anni dopo la scuola con pellicole simili. Si ride anche tanto, pur se gli attori fanno del loro meglio per dare seriosità e drammaticità al tutto
Un film come non se ne fanno più, di quelli che fa bene al cuore rivedere

3 Mi Piace