Enzo Tortora intervista rara a Renato Rascel

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Molti nel mondo dello spettacolo dicevano avesse un brutto carattere.
In realtĂ , chi lo conosceva bene (come la moglie Giuditta Santarini) ha spiegato che era solo un grandissimo professionista.
Era un artista completo che sapeva fare tutto cantare, ballare, recitare e scrivere musica e sul palco pretendeva dagli altri la stessa precisione e perfezione che pretendeva da se stesso.

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:heart::heart::heart::heart_eyes:

Detto in altra sede: Rascel fu quasi sempre usato in modo inadeguato, dal nostro cinema. Praticamente mai riconoscendone il vero, e non indifferente, talento. Mi chiedo come mai i “pezzi grossi” di Cinecittà non lo chiamarono. Gente tipo Fellini, Visconti, Germi, Rosi, Petri, Zurlini, Monicelli, Risi ecc. Bel mistero…:face_with_open_eyes_and_hand_over_mouth:
P.S. Giusto un De Sica, per dire. Ma in un’opera comunque corale, come “Il giudizio universale”. Dove però il piccolo Renato, di fronte al marcantonio Gassman, riesce a fare bella figura. Conferma definitiva, appunto, della sua bravura.:ok_hand:

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Ci metto Lattuada nel cappotto e Soldati in Policarpo gli unici a valorizzarlo
Risi lo usò nella nonna Sabella in un ruolo laterale

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Come fece De Sica. Partecipazioni, ruoli secondari. Mah…:fearful:

Stesso discorso per Macario e Taranto
I misteri del cinema italiano :sob:

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