Vincenzo Trapani meglio conosciuto come Enzo, è stato uno dei più grandi innovatori della storia della televisione italiana.
E’ stato un regista, sceneggiatore e scenografo, che ha stravolto gli ingranaggi del piccolo schermo tra gli anni sessanta e ottanta, rivoluzionando il varietà classico verso una forma d’arte moderna, variopinta di colori e innovazioni.
La critica dei ben pensanti molto spesso si concentrava sui volti dei presentatori e le relative “spalle”, Trapani invece dipingeva come un quadro futurista, lo studio televisivo, influenzando, le nuove (e perfino vecchie) generazioni di registi televisivi.
Prima di diventare il “papà del moderno varietà", iniziò la sua carriera nell’immediato dopoguerra come scenografo e assistente alla regia, collaborando con giganti del cinema italiano del calibro di Roberto Rossellini (Paisà) e René Clair (La bellezza del diavolo).
Con questa solida impalcatura cinematografica e un’attenzione meticolosa per lo spazio scenico sono state delle ottime basi quando, a metà degli anni cinquanta, deciderà di occuparsi stabilmente alle produzioni televisive di Stato.
Il suo apporto televisivo avviene a partire dalla fine degli anni settanta, fino a quel momento, i varietà di Mamma Rai erano incartati come bomboniere basti pensare quelli del sabato sera, troppo pompati di sfarzo ed eleganza, e la serietà (anche troppa) dei vari presentatori.
Trapani riuscirà a disintegrare questo schema.
L’obiettivo principale fu quello di eliminare il muro tra il pubblico presente nello studio di registrazione e il palco.
I suoi varietà saranno liberi dove le telecamere possono “svulazzare”, liberamente e sfruttando l’uso del colore inizierà a creare “tele” indimenticabili per la storia degli show televisivi.
Il capolavoro in assoluto di Enzo Trapani fu Non Stop nel 1977.
Tutti noi sappiamo che in questo varietà non c’erano i conduttori, nessuna interruzione, con gli sketch de La Smorfia, Carlo Verdone, i Gatti di Vicolo Miracoli, i Giancattivi, Enrico Beruschi, Zuzzurro e Gaspare e tanti altri.
Certo il merito di questi ragazzi fu di Bruno Voglino che girò tantissimi teatri sperimentali, ma a spronarli, di invogliarli e di fargli apprezzare le loro capacità, di vincere emozioni e l’imbarazzo di una telecamera fu certamente di Trapani regalandogli la giusta “tenerezza”.
Con la nascita delle tv libere, la “nostra “televisione doveva senz’altro rivoluzionare i vari schemi classici e tradizionali con qualcosa di nuovo, ed ecco che dalle penne magiche di Carla Vistarini e Alberto Testa nasce Stryx.
Vengono trattati all’interno del programma argomenti come la stregoneria, il mondo dell’occulto (velato), e dell’erotismo, che fino ad allora era un argomento ritenuto scabroso e vietatissimo.
Dopo le prime puntate il varietà subisce delle pesantissime critiche dalla politica e della Chiesa e fu interrotto prima della messa in onda dell’ultima puntata.
Il cast dello show era semplicemente variopinto: vengono chiamati il gruppo francese dei Rockets, Anna Oxa, Grace Jones, Patty Pravo e Amanda Lear, nonché Tony Renis (bah !!!) e Angelo Branduardi.
Ma la televisione sta cambiando (in peggio) e i vertici chiedono al regista di ritornare agli show per tutta la famiglia, di creare varietà tradizionali, ma questi vanno stretti al regista,(si sa) dove non può continuare ad esprimersi liberamente in quella televisione sperimentale a cui piaceva attingere i suoi colori.
Nonostante il suo carattere abbastanza ironico e “giocherellone”, da diverso tempo soffriva silenziosamente di crisi depressive: il 5 novembre del 1989, tentò il suicidio; trasportato d’urgenza in un ospedale romano morì due settimane più tardi per la gravissima ferita riportata.
Enzo Trapani è stato senza dubbio un grande, a imporsi, ai piani alti aziendali della Rai di come voleva rivoluzionare la “scatola magica” con grande volontà, grazie anche al suo team di collaboratori ma soprattutto a quei giovani talenti che ha lanciato e al suo nuovo modo di “vedere” la televisione.
Hai fatto bene a ricordare la figura di questo regista ingiustamente dimenticato e che tragicamente decise di porre fine ai suoi giorni (pare si fosse sparato un colpo di pistola mentre era al telefono con la sua ex moglie in preda a una di quelle fortissime crisi depressive alle quali negli ultimi anni, ormai relegato e accantonato da mamma RAI, andava sempre più soggetto). Dotato di una solida base cinematografica alla quale ahinoi non diede seguito, fu il primo a sentire la necessità di rinnovare un varietà troppo ingessato e distante dal cambiamento dei tempi e dei costumi (quello dei vari Antonello Falqui o Romolo Siena tanto per intenderci). Con lui tutto diventava più libero, movimentato, colorato, sfrenato e senza paura di sconfinare nella trasgressione e al limite anche nel trash. A questo proposito non posso fare a meno di richiamare una “sconvolgente” puntata di Stryx con il da te citato Tony Renis che ci deliziava con la versione disco di “Quando, quando quando” (“Disco Quando”, per l’appunto), cantando con voce da castrato stile Barry Gibb de noartri e dondolando su una liana in fuseaux rosso accesissimo! (Il relativo video non l’ho più trovato manco a pagarlo oro!!!
Ragazzi qui non si finisce mai di imparare.
Videoclip ufficiale per il quale non oso immaginare quanto sia costato soprattutto per l’ingaggio delle “Ciccion’s family” (sic!) tali Laura Cremona e Simona Losapio (chi furon costoro???), nonchè per la genialata dei titoli di coda preceduti da un “…avete visto…” manco fosse un film di Dario Argento.
Regia “iperprofessionale” del “mitico” Enzo Gatta che firmerà tutte le edizioni del “Bingooo!” indimenticata trasmissione ultrapaesana di Antenna 3 Lombardia condotto dall’altrettanto “mitico” e oggi compianto Renzo Villa.
Comunque grazie per questa perla di puro e cristallino trash in grado di entrare prepotentemente nell’“olimpo del brutto”. Il povero Enzo Trapani non era arrivato a tanto!


