Festival di Venezia: pro, contro... sicuro sempre più caro

Risposta spoiler: no. Nella società attuale non è assolutamente possibile per i festival di maggiore richiamo.

Per qualche anno, negli '80, ho seguito il Festival di Venezia, ed era allora una manifestazione a misura d’uomo, totalmente incomparabile rispetto a quella che è diventata oggi. Ma lo stesso vale anche per altri àmbiti, totalmente trasformatisi nel corso degli anni (pensiamo al mondo del calcio).

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La tua è una risposta ragionevole, ma capisci bene che le rivoluzioni più importanti della Storia non sarebbero scoppiate, se i protagonisti di quegli eventi avessero pensato, riguardo al loro ideale: “Nella società attuale non è assolutamente possibile”.

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Io però oggi tutti questi produttori, registi e cinefili rivoluzionari che hanno come ideale la trasformazione del festival non li vedo in giro… Il '68 con l’assalto al Palazzo del Cinema è davvero lontano (ahimè o per fortuna a seconda dei punti di vista).

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Ha già risposto Andrea Napoli, in maniera concisa e tagliente.
Ormai il trend è questo: tappeti rossi, lustrini e paillet. Attirare pubblico con le star. E anche quegli autori che si difiniscono duri e puri, che fanno cinema tosto, si concedono volentieri la passerella. Il vezzo dell’apparire, di sentirsi almeno per 5 minuti importanti.

Onestamente, trovo che già il Red carpet sia demodè. Attori di grosso calibro oppure anche mezze cartucce che fanno quella sfilata di 20 metri per farsi fotografare da professionisti o da fans. Giuste rare eccezzioni se c’è l’attore che s’inventa una follia mentre percerre quel rosso tratto.

Quei 20 minuti potrebbero esser spesi meglio, in conferenze per gli addetti ai lavori oppure in dibattiti pubblici con il pubblico che ascolta.

Io credo che fare un festival più sobrio e “serio” (e molto meno dispendioso) sia possibile e sia necessario. Però come dice Napoli, non ci sono rivoluzionari. Quasi tutti quelli del settori si lamentano dei costi, dell’opulenza della programmazione, degli inutili desfilè delle star, eppure ecco che vi aderiscono. Pensate alla camminata da star di Sorrentino a Cannes.

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Non riesco ad immaginare un festival del Cinema senza red carpet. Che sia gli Oscar, Cannes, Berlino o Venezia. Il cinema è magia e star del grande schermo, dagli inizi lo è sempre stato. Il red carpet attira le telecamere e la polvere di stelle, una riunione per addetti ai lavori attira la noia.

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Anche l’uomo della caverna di platonica memoria non immaginava che fuori dalla grotta potesse esistere una vita diversa.
Venezia sarà pure una bella grotta, ma una grotta rimane.

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peraltro assolutamente platonica. platonicissima per eccellenza. con una sola differenza: nella grotta di platone non dovevi dar fondo al banco posta per accedere.

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Guardare ma non toccare :slight_smile:

Festival quasi giunto alla fine. I cravattari avranno fatto i loro buoni soldi anche quest’anno. Prossimo appuntamento: il Carnevale.

Riguardo il Festival: il prossimo anno nuovo direttore. Si pensa addirittura a Giulio Base (addio).

Leggiucchiando un poco i giudizi sui film: quello di Safdie mi intriga. Poi pare buono anche il film di Van Sant e uno mediorientale.

Certo, poi c’è tutta la questione economica, ma il problema vero è che i festival, checché se ne dica, sono autocelebrativi, onanistici, ecc. La stessa critica andrebbe mossa anche nei confronti degli intellettuali, degli accademici, ecc: alle conferenze da loro tenute non trovi mai, nemmeno per sbaglio, la gente comune, gli strati sociali bassi soprattutto. Quindi a che serve organizzare un convegno, quando già possiamo dirci le stesse cose a lezione? Naturalmente il Cinema - come già dicevamo - ha più di un motivo per mettere in piedi tutto il circo del glamour, ma alla fine siamo lì: se la cantano e se la suonano.

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Ma che tristezza! Una volta i divi arrivavano sulle Limousine, sulle Rolls. Oggi vedi Affleck e la Lopez (che s’è pure dovuta chiudere lo sportello da sola) su una Lexus a nolo…

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