Film da abbandono sala

Mai successo che un film mi facesse schifo sino a 'sto punto. Abbandonato sala tre volte ma per ragioni tecniche che mi spingevano a istinti omicidi: una versione su pellicola di Profondo rosso talmente massacrata da farmi correre a casa a mettere su il DVD in lacrime, una riedizione de Le Iene di Tarantino cut (anche in 'sto caso, corso a casa a riguardarmi il DVD), una visione del bellissimo In ordine di sparizione funestata dai problemi tecnici di una sala sgangheratissima in cui non ho più messo piede.

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Solo due volte mi é capitato, e con film/registi decisamente non paragonabili: La terza madre di Argento (chiedo scusa ai fan) e Box Office 3D di Greggio.
Ne conservo però un ricordo piacevole, come quelle “pazzie” che ti capitanl raramente nella vita.

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Quello che ricordo nettamente è Dancer in the dark con Bjork, dopo i primi 15 minuti cominciai a borbottare furiosamente e poco prima della fine del primo tempo uscii dalla sala per andare al bar a bere ed aspettare gli amici che cercavano di resistere, ma in meno di 20 minuti mi raggiunsero e ce ne andammo.

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hahaha… questo mi fa venire in mente che proprio Il Casavova di Fellini è stato uno dei pochissimi film per cui sono stato fortemente tentato di abbandonare la sala. Ho resistito e l’ho visto, con enorme fatica, tutto.

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Sto facendo enormi sforzi di memoria ma non mi viene in mente nessuna occasione in cui io abbia abbandonato la sala

Date night con la futura moglie, andiamo a vedere Hairspray, alla seconda canzone abbiamo abbandonato la sala (detestiamo entrambi i musicals).

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Non mi capita praticamente mai di abbandonare la sala. Altro discorso sulle visioni casalinghe, per le quali ho meno pazienza di un tempo.
Ci sono stati dei casi in cui ero lì lì per farlo, tra prime visioni e festival:
-Avatar
-i drammi softcore di Joseph Sarno
Un caso particolare successe da ragazzino con “What Women Want”, commedia con Mel Gibson: uscito dalla sala poco prima della fine perché ero in compagnia e ci si doveva trovare di corsa con altre persone. Lo rividi pochi giorni dopo, stavolta fino alla fine, per compensare la frustrazione.

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30 (50, quante erano…) Sfumature di grigio visto in un cinema a Ulan Bator con una tipa appena conosciuta. A metà tempo con la scusa di una sigaretta fuori (a -35, era gennaio) non mi son fatto più vedere. Film irritantemente inutile condito anche da un pubblico in sala tutto giovine che fornicavano tranquillamente senza problemi e che rendeva il tutto ancora più irritante.

Ah e Ace Ventura … ma li perché ci han buttato fuori perché si tirava le gomme da masticare in testa ai bambini delle sedie davanti…

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A mia memoria, ho abbandonato la sala solo a 16 anni con un gruppo di amici cazzoni dopo meno di mezz’ora dall’inizio di “Quattro matrimoni e un funerale”. Il film non era affatto malvagio, l’ho recuperato poi.

In tempi più recenti ho resistito molto, molto a fatica con quella cagata di “Inception”, ma l’ho portato stoicamente a termine.

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Ah mi è venuto in mente un episodio.

Con mio zio, durante una proiezione di Le onde del destino in un’arena estiva: ha iniziato a piovere talmente forte che il rumore degli scrosci sul tendone sopra la nostra testa copriva quasi del tutto l’audio del film, sotto i nostri piedi ha iniziato a scorrere un vero e proprio fiume che si portava via la ghiaia. A un certo punto siamo scappati via come gli altri (pochi) avventori che avevano avuto il coraggio di recarsi lì nonostante il meteo avverso. Secondo me a un certo punto non è rimasto più nessuno e la proiezione è stata sospesa. Abbiamo ironizzato sul fatto che le onde del destino fossero quelle del torrente che scorreva sotto i nostri piedi.

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Però qui lo dico qui lo nego non mi sono mai addormentato al cinema, anche se un paio di volte ci sono andato vicino

in compenso mi sono addormentato una volta a teatro a Londra (come rapporto direi 1/3 volte che mi sono addormentato/volte che sono andato a teatro) e un fantastico 2/2 al planetarium, una volta sempre a Londra e una volta a Milano

A milano credo fosse lo stesso dove inizia Marrakech express quindi tutto torna

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mai abbandonata. se entro e pago, non importa quanto esageratamente bruttoi o tedioso il film, arrivasse pure un terremoto della decima richter, ci resto dentro. alla più puttana lotto col sonno, o cedo a esso, o sacramento fino alla morte, ma resto fino a che non mi caccia con la ruspa la maschera. oppure se proprio dice male male e sono con una tipa, si trovano altri modi di riconvertire la noia, come accaduto con boris.
ammetto però che allo scattare in piedi e darmi alla macchia ci sono andato vicino in due tre occasioni, una su tutte arrebato (per insofferenza all’opera) e più in generale a fronte di doppiaggi praticati con lo sfintere, che sono poi uno dei motivi principali per i quali più che abbandonare certi film a metà ho abbandonato il cinema in toto, che frequento solo in caso di opere italiane o festival con v.,o.s.

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Ah, sì. Capitato pure a me con Silent Hill, arena estiva Odeon di Avola.

Anche a me successe ad una proiezione all’aperto di “Akira”, per altro fu fino ad adesso l’unica mia occasione per vederlo in sala. :frowning: Il pubblico resistette, ma saggiamente l’organizzazione spense tutto.

Ciao!
C.

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Io mi sono addormentato in sala due volte: con “Monaco” (credo fosse un film del 2005), con “il Piccolo Buddha” nel 1993, e ci sono andato vicino anche con “Minority Report”…
L’ unica volta in cui ho abbandonato la sala prima del tempo non fu per il film in sé (“The Aviator” con Leonardo Di Caprio), ma per via del fatto che quella sera al cinema ero in compagnia di una ragazza che mi piaceva molto, e tra sbaciucchiamenti vari durante la proiezione, ci è presa una grande voglia di andare a fare sesso altrove, e ben PRIMA del termine del film!

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non per questioni qualitative e di scarso gradimento, ma per una serie di concause incredibili, ho dovuto abbandonare ben quattro volte la sala con a snake of june: la prima mi si mise accanto una conoscente a cui evidentemente nessuno ha mai spiegato che i film si guardano in religioso silenzio, non si commentano a pieni polmoni tra mille monologhi gossip e supercazzole; la seconda per via di grappoli di ragazzetti che facevano casino irridendo il film, il genere di situazione per la quale brami uno sfollagente elettrico e uno dei motivi per cui ho smesso di frequentare i cinema; la terza per un attacco di panico bello peso insorto a circa metà visione; la quarta idem: portato eroicamente a termine il film ma fu come non averlo visto, uscito e rientrato due volte per attacco di panico. ho potuto vedermelo da cima a fondo in pace e senza intoppi di sorta solo anni dopo in vhs.

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Non ho mai abbandonato la sala e mi sforzo anche di non bloccare una visione casalinga ma mi è successo qualche volta, la volta che mi ricordo con più dispiacere è La Casa di Jack di Von Trier perché amo moltissimo il regista danese ma quel film non sono riuscito a sopportarlo, non saprei nemmeno spiegare il perché, forse non ero in serata. Non ho nemmeno tanto il desiderio di recuperarlo mentre avrò visto tre volte entrambi i Nymphomaniac.

“Ritratto di signora”, ottobre 1996. Già durante la prima parte, mi sono addormentato. Una volta accese le luci, per la pausa fra primo e secondo tempo, mi sono svegliato. Forse ho impiegato una dozzina di secondi, per decidere di abbandonare la sala. E non me ne sono mai pentito… :smiling_imp::smiling_imp::smiling_imp::smiling_imp:

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Quasi disertavo il topic… andando a memoria credo Air America, un po’ come @renato visione nell’età sbagliata e la compagnia sbagliata, fui pure rimproverato dalla maschera perché facevo casino…
Non fu di certo colpa del film, che ora che ci penso non ho neanche più rivisto.

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mi accadde quasi altrettanto, in una vuota sala a luce rossa di un quartiere malfamatissimo, che nei weekend recuperava terze o quarte visioni di horror e mondos facendo entrare anche i minori pur di batter cassa; arrivati al “noi ti avremo” i miei due amici iniziarono a farsela in mano e mi lasciarono solo. era l’ultimo spettacolo, con me in sala c’era solo un tossico e una coppia che non guardava il film, tornai a casa con una tachicardia del demonio.

l’aneddoto è molto bello, ma talk radio è un gran film, uno dei pochi stone che continuo a rivedere volentieri. questa insofferenza l’ho provata con gandhi e l’uomo ragno colpisce ancora ma ero sobrio e me li son sciroppati fino all’ultimo fotogramma.

se per abbandono valgono anche i ciocchi clamorosi, aggiungo anche il primo batman di burton e sempre dello stesso, nightmare before christmas.

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