FilmeFobia (Kiko Goifman, 2008)

Ricordo questo particolarissimo film brasiliano che vidi a Locarno introdotto dal regista, Filmefobia:

Praticamente la storia parla di un regista che sta facendo un documentario sulle fobie e filma della gente che viene messa di fronte alle proprie paure più irrazionali e recondite.
Ci sono le fobie più stravaganti ed assurde (ma tutte vere e scientificamente documentate!), la più strana che mi ricordo è la fobia dei bottoni.
Il film è costruito “per voci”, come se si trattasse di un’enciclopedia, ed ogni episodio relativo ad una fobia viene introdotto da Zé do Caixao in qualità di esperto di terrore.
L’avevo scaricato ai tempi di Emule in una registrazione dalla tv brasiliana, stava insieme a Est di notte nel famoso hard disk che è caduto :sob:

Ogni tanto lo cerco ma non trovo traccia del tvrip che scaricai all’epoca. Niente tubo, niente torrenti, niente di niente. Mi sono però accorto che ha avuto un’edizione dvd!
Il prezzo è un po’ caruccio, chi lo importa dal brasile ci specula su parecchio…

Qui il presskit

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Recuperato il film e visto l’incipit (che dopo tanti anni non ricordavo più).

Segnalo che la pellicola si apre con una scena memorabile incentrata sulla fobia dei nani@Giorgio_Brass dove sei?!? :laughing:

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Rettifico, la memoria mi ha tradito.
Non è costruito come un’enciclopedia: il film alterna scene in cui il regista e la sua troupe discutono (sul senso del film, sulle difficoltà tecniche da affrontare, sugli stratagemmi da architerrare per mettere i fobici di fronte alle loro paure, sui valori estetici da raggiungere e sulle problematiche etiche con cui si scontrano durante la realizzazione della loro opera) a sequenze nelle quali i poveri fobici vengono posti in situazioni limite e filmati. Nella finzione lo scopo del regista è proprio quello di cogliere il momento esatto in cui la persona perde l’autocontrollo e cede alla paura più primitiva ed incontrollabile; il momento in cui il fobico viene invaso dal terrore.
Zé do Caixao compare per una manciata di minuti, non di più, in veste di consulente, spiegando cosa esattamente scatena le paure più recondite e perché i fobici le collegano ad un oggetto/elemento in particolare.
Le sequenze che più mi hanno colpito sono quelle in cui i “tecnici” entrano in campo e gestiscono i fobici come se fossero del normalissimo materiale di scena, né più né meno, mettendoli su marchingegni macchiavellici, spogliandoli, legandoli, preparandoli a subire il loro supplizio.
Di seguito un estratto dai titoli di coda che mostra tutte le fobie che vengono rappresentate nel film: