Footloose (2011)

Titolo: Footloose
Regia: Craig Brewer
Anno: 2011
Paese: U.S.A.
Durata: 113’
Genere: Musicale
Cast: Kenny Wormald, Julianne Hough, Dennis Quaid, Andie MacDowell
Produzione: Paramount

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I remake hanno in genere sempre vita difficile, sei affezionato all’originale, tolleri pochissime variazioni sul tema, l’effetto nostalgia impera, hai ricevuto l’imprinting con quegli attori lì, e risulta ostico accettare dei nuovi che pretendono di fare ciò che è già stato fatto e bene; la situazione si complica se la nuova produzione vuole “aggiornare” il film originale, infondendogli lo spirito dei nuovi tempi. Sentir proferire la seguente frase: “abbiamo voluto mettere in evidenza lo spirito hip hop di Footloose” mi ha fatto tremare le vene ai polsi!

Footloose 2011 è ruffianamente pianificato a tavolino, vuole essere uguale al precedente ma pure “nuovo”, riprende pari pari alcune scene, alcuni feticci, alcuni dialoghi sono assolutamente identici, virgola per virgola, ma al contempo aggiunge del proprio, non troppo ma un po’ si. Si è voluto dare un’atmosfera più cupa alla vicenda (in genere quello sta per “al passo coi tempi”), ed ecco che la mamma del protagonista è morta di leucemia dopo un’agonia sofferta, ecco che la morte dei ragazzi del paesello (scaturigine di tutti i divieti vigenti) è mostrata platealmente come prologo del film, e non è più solo evocata verbalmente. Di contro i “ragazzi” sono pennellati assai più in linea con la Mtv generation, fancazzisti, debosciati, con la convinzione che essere “gggiovani” sia vivere e fare gli idioti. Il pastore John Lithgow qui diventa Dennis Quaid, assai bravo, del resto parliamo di un pezzo d’attore mica da ridere. Sua moglie è Andie MacDowell (al posto di Dianne West), invecchiata e di brutto.

Kenny Wormald parte con tutte le antipatie del caso, chiunque contro Kevin Bacon avrebbe contro il pronostico e i fischi del pubblico, tuttavia complessivamente direi che si salva abbastanza, anche se il carisma di Bacon se lo sogna di notte. Assolutamente molesta Julianne Hough, che prende il posto di Lori Singer (che la spuntò a suo tempo su Madonna e Daryl Hannah, mentre Bacon se la dovette vedere con Tom Cruise e Rob Lowe); anche qui non c’è partita, la Hough è insignificante come attrice, un vero piattume tutto mossette e sguardi sexy. Negli States ha vinto due edizioni del corrispettivo di Ballando con le Stelle; per quanto negli extra del film si prodighi a farci sapere che è una campionessa di balli latini, nel film le sue coreografie sono più che altro roba da videoclip di Rihanna e Christina Aguilera. Il suo personaggio è geniale, per 3/4 di film fa la “troietta” (lo dice lei), ma si incazza se la definiscono tale (tipico…), poi di punto in bianco diventa Madre Teresa, e questo è sottolineato molto “sottilmente” dal suo abbigliamento, che passa da quello di Daisy Duke a quello di Emma Marcegaglia, understatement proprio. Ok, occhi blu profondi come il mare, però nel film, oltre a dimenare il sedere e fare la cerbiatta sexy, tra un ciak e l’altro avrebbe anche potuto recitare magari…
I due protagonisti principali di questo remake sono ballerini professionisti che “recitano”, quelli di Footloose 1984 erano attori che danzavano (per carità, con le loro brave controfigure ballerine), la differenza si commenta da sola.
Da notare infine che Rusty, l’amica della protagonista, nell’originale era Sarah Jessica Parker, mentre qui è una tizia insipida con la faccia equina.

Nota dolentissima, la colonna sonora, vero punto di forza dell’originale; nel remake a un certo punto pare di essere stati catapultati dentro Fast & Furious, con macchine che sgommano, hip hop a manetta e culi di proporzioni epiche che sciabordano come fossimo al congresso annuale dei gangsta rappers. Dentro Footloose 2011 ci buttano dentro di tutto, country, rap, finto rock che è pop, qualche schitarrata random, addirittura i Quiet Riot, e poi la cover di Footloose di Kenny Loggins. Si vola bassissimo, nel tentativo di accontentare la più ampia fascia di pubblico possibile.
Non dico che il film non sia piacevole da guardare, ma il rapporto rispetto all’originale è di 1 a 100, l’attualizzazione svilisce molto atmosfere e dialoghi (alcuni veramente risibili), il cast è fighettismo giovanilistico allo stato puro, la regia non ha grande carattere o personalità (nonostante nel making of si parli di Brewer come fosse Spielberg). Si salvano soprattutto la coppia di leoni Quaid /MacDowell, l’atmosfera di Footloose, che nonostante tutto riesce a tracimare dal 1984 al 2011 (tanto era grande il primo film), quelle location molto redneck (anche se invece dello Utah qui siamo in Georgia), e la nitidezza del bluray, che farebbe sembrare bello anche un film di Alberto Bevilacqua.

Nel dischetto presenti anche diversi extra.

ho rimandato piu volte la visione di questo remake perche ero un affezionato del originale e mi aspettavo una boiata tipo dirty dancing 2 havanna nights , pero devo essere sincero che il film mi e piaciuto molto per certi versi piu del originale per altri meno , sono d´accordo con quello detto da d-fens