E’ disponibile su Netflix, dopo il rapido passaggio in sala, questa ennesima rivisitazione del mito del moderno Prometeo operata da Guillermo Del Toro. Avevo letto commenti poco entusiastici che parlavano di un’opera minore del regista messicano. Io però che non ci capisco molto di cinema sono rimasto affascinato dalla visione di questo film.
Dal punto di vista estetico è imponente, una gioia per gli occhi che avrebbe meritato di essere visto al cinema. Un trionfo di colori, scenografie mirabolanti ed una fotografia accattivante ma non ruffiana.
Il cast funziona perfettamente, senza overacting da parte di nessuno. Personalmente sono rimasto magnetizzato dal personaggio di Mia Goth, questa donna inquieta alla ricerca dell’anima intesa come essenza della persona. La seconda parte del film però fa emergere il carisma della creatura di Jacob Elordi che non può non far empatizzare con il dramma di chi si sente completamente fuori posto.
I temi sottostanti sono quelli già proposti in passato (l’egocentrismo, la paura del diverso, il valore dell’amore) ma in mano a Del Toro riescono a risultare ancora freschi e contemplabili.
I critici hanno sottolineato dei difetti di scrittura, con personaggi non approfonditi o sfruttati come si doveva piuttosto che un certo squilibrio narrativo non legato all’espediente del punto di vista. Personalmente credo che i critici abbiano una vita piuttosto triste se non sono riusciti a fruire pienamente di queste due ore e mezza di goduria cinematografica.
Veramente un ottimo film, non me lo aspettavo. A parte una serie di cambiamenti della storia nei confronti dei due classici di James Whale si nota un devoto amore per queste pellicole, vi sono molti omaggi ed alcuni personaggi, anche se in narrativa diversa, come il vecchio cieco e la bambina Maria, che nei classici erano di contorno, sono presenti. Poi le tematiche non sono banali ma approfondite e sensibili.
Bello, forse il più fedele al testo letterario fra i tanti adattamenti che ho visto. Comunque Del Toro ci mette giustamente del suo, bellissimi i dialoghi e memorabile l’interpretazione della creatura. Taglio narrativo e atmosfere che ricordano molto la saga hammeriana con Peter Cushing. E bravissima la Goth.
Vero, c’è anche il riferimento ai classici Universal. Il dottore, invece, è vicino al personaggio impersonato da Cushing per la Hammer, nella sua megalomania sociopatica.
IMHO alla critica non é piaciuto perché é oleografico e col testo che affrontava c’erano alte aspettative. Visivamente é meraviglioso, costumi, architetture, effetti speciali… La fotografia IMHO é eccellente, con un effetto di lieve grandangolo che ho trovato piacevolissimo. La prima ora horror é uno spasso, le due scene dei semicadaveri che si animano sono fortissime (il primo mi ha ricordato la metà donna zombi che parla in Ritorno dei morti viventi). Del toro sa far spaventare e si diverte a inserire dettagli ultraspatter (mandibole strappate dalla faccia, dettagli macabri dei cadaveri di guerra, protesi in lattice ultrarealistiche di arti tagliate a seghetto…).
Visto ieri sera, e mi rendo conto che tale opulenza visiva era assolutamente da gustarsi al cinema.
In generale buon film, ottimo a tratti, da guardare come una grande fiaba horror dal a tratti insopportabile messaggio buonista, ma ricordandosi che la storia originale è stata scritta più di 200 anni fa
Purtroppo causa visione accompagnata me lo sono dovuto sorbire doppiato. Doppiaggio ottimo ma mi impedisce di dare un giudizio completo sulla recitazione. Comunque già dalla sola fisicità si evince il grandissimo lavoro fatto dell’attore che impersona la Bestia, mentre non mi ha convinto Isaac e soprattutto il suo arco narrativo, che poi è la base del film (visto anche il lungo preambolo sulla sua adolescenza), ma quello credo sia più un problema di scrittura.
Sulla scrittura direi che però in generale è stato fatto un bel lavoro, come accenna anche @Tuchulcha che conosce anche il testo originale. Io sono andato a leggermi quantomeno la sinossi del romanzo e mi pare un qualcosa di talmente tragico ed articolato che comprimerlo nelle pur lunghe 2 ore e mezzo di un film senza stravolgerlo completamente non era per niente facile.
Al contrario di @akuma ho trovato fastidioso il pressochè onnipresente grandangolo, a tratti insostenibile…sarei stato curioso di vedere che effetto mi avrebbe fatto sul grande schermo
Pure lo splatter, che come già detto Del Toro non ci risparmia, mi ha fatto distogliere lo sguardo in un paio di occasioni, ma quello è un problema mio